Bmw-Toyota-Allianz: le assicurazioni si tuffano sulla guida autonoma

Allianz è tra gli investitori di Nauto, il primo sistema di telecamere e sensori che osserva il conducente per istruire le auto robot

10 ottobre 2016 - 10:39

Nel marasma di idee e test che chiamano in causa l'acquisizione di dati per portare a termine efficienti software di guida autonoma, si inserisce una collaborazione tra Costruttori e assicurazioni, che insieme pensano di sfruttare la tecnologia della startup Nauto. L'idea è quella di decifrare il comportamento degli automobilisti ed estrapolarne dati da utilizzare in programmazione delle auto driverless.

LA COLLABORAZIONE Con un occhio sempre più rivolto a cercare di offrire auto che si guidano da sole, aziende e Costruttori cercano di battere ogni possibile strada per riuscire ad acquisire una mole di dati sufficiente a portare a termine il compito. Google si basa su innumerevoli test su strada fatti con le proprie Google-Car (leggi della serie di test fatti dalle auto a guida autonoma di Google), mentre è nata una collaborazione che sfrutta la tecnologia ideata dalla startup Nauto: BMWi Ventures, Allianz Venture, Toyota Research Institute ed un altro brand automobilistico rimasto nell'anonimato vogliono “osservare” gli automobilisti per permettere ai software di guida di imparare come si affrontano inconvenienti su strade reali.

VIDEOACQUISIZIONE Il progetto si basa sull'installazione di una videocamera che registra il comportamento dell'automobilista durante la guida (leggi delle auto che vedranno anche al buio con tripla telecamera). Osserva tutti i suoi movimenti, capta le decisioni prese dinanzi a situazioni come le congestioni causate dal traffico ed elabora il tutto attraverso un software: il fine ultimo è di raccogliere una serie di dati per cercare di “istruire” un pilota virtuale. Questo genere di acquisizione cercherà di richiamare una serie di schemi predefiniti, perché è impensabile valutare tutta la possibile serie di variabili che si potrebbero trovare in strada, soprattutto in città. L'attenzione verso la tecnologia di Nauto, però, è una chiara dimostrazione di come le strade che portano allo sviluppo di una scienza così embrionale come la guida autonoma possano essere molteplici e tutte valide, in quanto ad oggi non c'è un polo di riferimento che abbia fatto segnare un'esperienza concreta ed iniziale.

SONNI TRANQUILLI PER LE ASSICURAZIONI Recentemente la compagnia Allianz Ventures ha aperto i propri investimenti verso la robotica e l'autonomia in generale. Il robo-consulente MoneyFarm ha chiesto circa 6.2 milioni di euro di investimento, per essere portato avanti ed offrire sul mercato un prodotto che non sia passivo ed offra una gestione attiva dei fondi. A questo si affianca poi la partnership per riuscire a sfruttare la tecnologia di Nauto, che sul piano assicurativo potrà essere determinante e rilevare i comportamenti scorretti: gli automobilisti che si distraggono oppure usano il cellulare alla guida saranno puniti, così come i più meritevoli saranno premiati.

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