Guida autonoma: dal 2018 le auto con tripla camera vedranno al buio

TRW si prepara al lancio di massa della camera a 3 obiettivi. Ecco come cambierà la sicurezza alla guida dal 2018

23 febbraio 2016 - 16:18

La sicurezza nelle auto moderne è figlia di tante cose: software, potenti “centraline” e, ultimi ma non ultimi, sensori sempre più evoluti e compatti. Nella corsa alla democratizzazione dei sistemi di sicurezza più efficaci si segnala ZF TRW, che ha presentato un sensore a tripla videocamera che promette grandi cose.

UNA FAMIGLIA CHE VEDE BENE – Non è semplice convertire l'idea della guida autonoma e semiautonoma in una realtà commerciale ma una cosa è certa: le automobili “automatiche”, quale che sia il loro livello di indipendenza, dovranno avere una chiara idea di dove si trovano e di quello che le circonda. Le due questioni non sono disgiunte, dato che anche il posizionamento satellitare – quello GPS, per esempio – ha bisogno delle immagini per aumentare la propria precisione (leggi perché le mappe per la guida autonoma sono così importanti da far alleare Tom Tom e Bosch). La “visione” sarà quindi sempre di più al centro dell'attenzione dei costruttori e dei componentisti ed è per questo che ZF TRW ha sviluppato un'intera famiglia di videocamere, della quale questa S-Cam TriCam è l'esponente più recente. Avevamo già visto la videocamera stereo (per esempio sulla nuova Ford S-Max con Intelligent Speed Limiter) ma questa di ZF TRW non è una semplice aggiunta di un'altra ottica e un altro sensore. La TriCam nasce dalla serie S-Cam 4 e aggiunge alla sua videocamera con lunghezza focale normale altre due, una con ottica fish-eye ed una con un teleobiettivo.

È TRIPLICE “DENTRO” – La prima un angolo di campo molto ampio e riesce così ad ottenere una visuale all'incirca pari a quella delle videocamere stereo già citate mentre l'ultima s'incarica di rilevare gli oggetti molto distanti dall'auto. Il costruttore dichiara che l'ottica fish-eye è in grado di controllare le corsie adiacenti a quella occupata dal veicolo e rileva i cambiamenti delle luci dei semafori; se affiancata da sensori radar a corto raggio essa riesce a fornire una visione a 360° intorno all'auto. Il sensore con teleobiettivo inquadra invece i soggetti lontani (il suo angolo di campo vale 28° contro i 52° di quello standard della S-Cam 4) e riesce a rilevare oggetti distanti fino a 300 m circa. La TriCam ha 3 sensori, uno per ogni ottica, in modo da permettere la registrazione simultanea di 3 immagini diverse, e un potente processore – si parla di prestazioni che sono 6 volte la generazione precedente – in grado di elaborare e valutare contemporaneamente i segnali di tutti e tre le videocamere. Il montaggio è dietro al parabrezza e, secondo un collaudata soluzione di ZF TRW, lascia un piccolo spazio fra il cristallo e il dispositivo in modo che l'aria, circolando, impedisca la formazione di condensa.

PIÙ SICUREZZA PER TUTTI – La prima automobile a montare la TriCam uscirà nel 2018 e sarà un modello premium. È interessante notare che, mentre la S-Cam 4 “mono” può già contribuire a soddisfare i requisiti di sicurezza di NCAP e delle autorità di regolamentazione, TriCam sarà in grado di sostenere funzioni più “ambiziose”, ossia quella parziale automazione di guida che che i costruttori offriranno e che i consumatori richiederanno (leggi come funzionano gli avanzati ADAS di Bosch). ZF TRW propone una gamma completa di sensori ed essa è in grado di disegnare sistemi ampiamente scalabili. Il segreto è nella Sensor Data Fusion, la tecnica di integrare e fondere assieme i segnali provenienti da sensori che funzionano in base a principi diversi, ad esempio la videocamera a largo campo e il radar dei quali abbiamo parlato più sopra. Un sensore usato in auto compatte, ad esempio una videocamera singola, potrà essere installato anche in veicoli di categorie superiori perché il suo “lavoro” può essere migliorato e integrato dall'azione di un radar o un LIDAR. Per la massima affidabilità e velocità questi sensori colloquiano tramite una linea CAN dedicata.

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