Incidenti stradali: perché si contano più vittime tra i giovani?

L'inesperienza dei giovani è la giustificazione ricorrente degli incidenti stradali. Ma cosa si nasconde dietro questo scenario?

25 novembre 2022 - 8:52

In quest’ultimo periodo abbiamo avuto modo di disquisire molto sul comportamento dei giovani alla guida e il loro ruolo negli incidenti stradali. Oggi proviamo a riflettere sul perché l’incidente stradale sia tra le prime cause di morte nei giovani tra i 15 e i 30 anni. Se il modello genitoriale ricopre una fetta importante in materia di prevenzione e responsabilità educativa, non può essere il solo capro espiatorio. Tra maturazione cerebrale, inesperienza e mondo onlife (off line e on line si fondono, diventando indistinguibili), il quadro che si va a delineare risulta alquanto complesso!

INCIDENTI STRADALI TRA I GIOVANI: LA SITUAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA

I decessi stradali tra i giovani dai 15 ai 30 anni nell’UE rappresentano circa un quinto di tutti i decessi in quella fascia di età. Questi numeri complessivi nascondono un’enorme disparità di genere. Gli uomini rappresentano l’81% di tutti i decessi stradali tra i giovani under 30. In Italia, di tutti i decessi tra i giovani, gli incidenti stradali ne causano il 25%, rispetto alla media UE del 18%. ​Questo potrebbe essere dovuto al più ampio uso di ciclomotori e motocicli​ tra i giovani rispetto a tanti altri paesi europei. Inoltre, il tasso di mobilità in Italia, la proporzione di persone che escono in media in un giorno feriale, è più alto tra i giovani, pari al 90% (85% nella fascia 45-64). Anche i veicoli privati sono ampiamente utilizzati dai giovani: il 26% delle moto e il 16% delle auto vedono la presenza di un giovane come conducente del mezzo. 

LE CAUSE DEGLI INCIDENTI STRADALI: UN MIX DI DISTRAZIONE E ALTA VELOCITA’

Secondo i recenti dati Istat la guida in stato di ebrezza non si trova più tra le principali cause di incidentalità stradale. Nella Top 3 dei comportamenti errati alla guida i più frequenti si confermano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata, complessivamente il 39,7% dei casi. Nel primo dopoguerra l’auto era il coronamento dei sogni di ogni giovane. Ora i sogni si spostano su altro (telefonino, tablet). Strumenti che ti portano virtualmente ovunque con un click, dando la sensazione di avere il mondo in mano. Le nuove generazioni sono più attratte dal mondo virtuale che da quello reale. Il dato può essere preoccupante: nel virtuale è normale disattendere le regole, nella vita reale no. Il compito più impegnativo è dunque quello di riportarli al reale quando si siedono alla guida di un’auto. Ma come? Ci aiutano il compimento della maturazione cerebrale e i modelli educativi.

GIOVANI PERICOLOSI ALLA GUIDA: LE CAUSE BIOLOGICHE

Tutti i dati portano ad affermare che la maggior parte dei giovani mette in atto una modalità di guida non sicura, seppure non lo faccia deliberatamente. I rischi associati derivano da:

inesperienza;

immaturità cerebrale;

stile di vita legato

Ma perché avviene ciò?

Il nostro cervello arriva a completa maturazione intorno ai 20 anni. Fino a questo momento:

il cervelletto continua a crescere, aumentano i neuroni e la complessità delle loro connessioni;

la corteccia prefrontale, fondamentale per molte funzioni cognitive (come presa di decisione e inibizione di comportamenti inappropriati) è l’ultima area a raggiungere la completa maturazione;

le fibre nervose del corpo calloso, determinante nella sfera della creatività e nella risoluzione dei problemi (problem solving), si infittiscono.

Prima d’ora tutto dipende dall’amigdala, centro emozionale del cervello. Essa è responsabile della ricerca di emozioni forti (sensation seeking), dei comportamenti disinibiti e delle sperimentazioni “oltre il limite”.

GUIDA PREVENTIVA: UNA STRATEGIA POSSIBILE PER RIDURRE GLI INCIDENTI

Quando siamo alla guida dobbiamo essere prudenti in quanto ci troviamo a stretto contatto con altri che possono rappresentare un pericolo per noi. Dobbiamo, però, tener presente che, per il nostro vicino in coda al semaforo, siamo noi quell’altro da cui deve difendersi. Ecco che istituire corsi di guida preventiva potrebbe rappresentare una possibilità efficace di compensazione dell’inesperienza giovanile. Il termine “prevenire” pone, infatti l’accento sulla necessità di anticipare quello che accade intorno a noi, sia per quanto riguarda le azione degli altri, sia, e soprattutto, come conseguenze dei nostri atteggiamenti e comportamenti alla guida.

Contributo a cura di Marianna Martini – Psicologa del traffico

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