Incidente stradale: dopo il primo, rischio di recidiva o maggiore sicurezza?

Cosa succede a livello emotivo dopo che si è provocato un incidente? Ma soprattutto dopo, aumenta la sicurezza o il rischio di recidiva?

16 giugno 2022 - 10:04

I conducenti che non rispettano il codice della strada sono un pericolo per sé e per gli altri. Si potrebbe presumere che questi trasgressori siano anche più spesso coinvolti in incidenti stradali rispetto agli altri conducenti a causa del loro comportamento pericoloso. Ma in che misura i trasgressori di guida recidivanti sono più coinvolti in incidenti stradali rispetto agli altri conducenti? Cosa influisce su questa statistica? Tra near-miss e possibili misure, ecco qualche strategia per evitare la recidiva.

INCIDENTE STRADALE E RISCHIO DI RECIDIVA: LO STUDIO

Uno studio belga ha esaminato la relazione statistica tra recidiva e coinvolgimento in incidenti stradali. Tale relazione è stata esaminata anche tenendo conto delle differenze di genere, età, condizione socio-economica e distanza percorsa. Un risultato importante dello studio è che i trasgressori recidivi alla guida sembrerebbero una piccola parte. Tra i conducenti coinvolti in almeno un incidente, il 34,9% (circa un terzo) erano recidivi contro il 65,1% che non lo erano. Inoltre è stata trovata una correlazione tra il numero di infrazioni stradali e il numero di incidenti. Ciò significa che più una persona ha commesso infrazioni stradali, più incidenti ci sono. Gli uomini hanno un maggior rischio di avere un incidente rispetto alle donne, ma il rischio diminuisce con l’aumentare dell’età. I risultati di questo studio mostrano l’importanza di identificare in tempo i trasgressori e pensare sanzioni adeguate, al fine di ridurre al minimo il loro contributo all’insicurezza stradale.

RISCHIO DI RECIDIVA: LE POSSIBILI SPIEGAZIONI DELLA PSICOLOGIA                         

In psicologia sono state avanzate due possibili spiegazioni per chiarire la relazione tra recidiva alla guida e incidenti. Una prima spiegazione è che “gli intervistati guidano come vivono“. I Sensation Seekers, nella vita e in strada, si impegnerebbero in numerose infrazioni presumibilmente con caratteristiche simili a quelle dei conducenti coinvolti in incidenti stradali. Il fatto, però, che l’infrazione si traduca o meno in un incidente dipende in ultimo da fattori contestuali. Tenendo in considerazione questi ultimi, non ci sarebbe più un effetto tra infrazioni stradali e incidenti. La seconda possibile spiegazione che entra in gioco definisce la guida un compito complesso. Per metterla in atto serve, infatti, un’elevata elaborazione cognitiva delle informazioni e prestare attenzione ai vari elementi di traffico. La guida pericolosa sovraccarica l’elaborazione cognitiva degli stimoli ambientali. Il conducente ha quindi un rischio maggiore di commettere errori e di causare un incidente.

NEAR-MISS: L’INCIDENTE MANCATO CHE PUO’ FARE LA DIFFERENZA

Nel riportare alla mente trasgressioni o incidenti provocati, i problemi di memoria e la desiderabilità sociale possono interferire con il ricordo. Inoltre, c’è l’enorme buco nero dei near-miss, ovvero tutti gli infortuni mancati, gli incidenti senza conseguenze. Tutte le volte che diciamo “Mi è andata bene” o non ce ne accorgiamo. Si stima che ogni 300 incidenti mancati ce n’è uno con conseguenze più o meno gravi. La difficoltà sta nel fatto che un near-miss spesso non viene riportato, non rientra nelle statistiche. Soprattutto non gli si dà peso, non si ragiona sul perché questo evento è successo. Gli incidenti mancati non lasciano traccia, ma vanno approfonditi perché sono il segno di una carenza. Fermarsi a capire perché questa volta è andata bene, cosa poteva andare storto evita di incappare in un prossimo incidente con conseguenze. Insomma, sottovalutare l’abitudine (come l’uso del cellulare alla guida) può diventare un problema incontrollato!

RECIDIVA E SICUREZZA STRADALE: STARTEGIE PER IL FUTURO

Per fare chiarezza, disporre di un’analisi basata su dati ufficiali di infrazioni e incidenti stradali, sarebbe un auspicabile punto di partenza per una prevenzione efficace. Integrandoli in un unico modello, tenendo conto di near-miss, recidiva, sesso, età e chilometraggio si potrebbe determinare la probabilità di un incidente. Sarebbe necessario, poi, operare una distinzione degli incidenti a seconda della responsabilità del conducente. A tal fine è socialmente importante che i trasgressori individuati per tempo siano soggetti ad un’adeguata sanzione e a misure per ridurre la recidiva. Ad esempio, la recidiva per la guida in stato d’ebrezza può essere ridotta del 41% se i conducenti sono sottoposti a una misura educativa anziché a una sanzione (multa e divieto di circolazione). Questi effetti sono anche rafforzati per i conducenti senza precedenti penali. Quindi è necessario valutare un’adeguata sanzione per i reati stradali, tenuto conto della natura dei fatti, precedenti penali e profilo del conducente.

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