Idoneità alla guida: il ruolo della personalità nel consumo di alcol

Mettersi alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche è questione di personalità: un aspetto da considerare nelle visite d’idoneità

13 giugno 2022 - 16:00

La guida in stato di ebbrezza rappresenta una delle questioni più importanti per la sicurezza stradale. L’alcol incide su diverse capacità di guidare in sicurezza il veicolo, dal rimanere in corsia e al mantenere una velocità costante. Pregiudica anche la concentrazione del conducente e tutti gli aspetti della sicurezza di guida come, ad esempio, la tendenza al rischio. In tutto il mondo, la guida in stato di ebbrezza e altre sostanze è tra le cause più frequenti di incidenti automobilistici. Nonostante i grandi sforzi delle istituzioni per prevenire la guida in stato di ebbrezza, può ancora essere considerata la causa più rilevante di lesioni gravi o morte al volante. Ma quanto incide la nostra personalità sulla messa in atto di tali comportamenti? Perché la rivalutazione dell’idoneità alla guida dei conducenti fermati per guida in stato di ebbrezza dovrebbe comprendere principalmente esami psicologici?

IDONEITA’ ALLA GUIDA: LO STUDIO

Uno studio ha cercato di indagare l’efficacia e la coerenza di alcune variabili psicologiche legate alla guida (ad es. abilità cognitive e personalità) in 90 conducenti bevitori maschi. L’obiettivo generale era di individuare le caratteristiche cognitive e della personalità associate ai conducenti già fermati per guida in stato di ebbrezza. I partecipanti hanno completato un test computerizzato che misura la resilienza dell’attenzione (DT), i tempi di reazione (RT) e la velocità percettiva (ATAVT). Per la personalità sono state indagate, invece, 5 aree:

– Aggressività-AGGR;

– Psicoticismo-PSYC;

– Scarso controllo-DISC;

– Nevroticismo-NEGE;

– Introversione-INTR.

I risultati hanno mostrato, in particolare, che punteggi bassi di PSYC, NEGE e INTR sono stati trovati per predire l’appartenenza al gruppo “conducenti bevitori”. Nel complesso, il presente studio ha confermato l’importanza dell’integrazione di diverse dimensioni psicologiche legate alla guida nella valutazione dell’idoneità alla guida, mostrando l’utilità di strumenti standardizzati per la rivalutazione dei conducenti di bevitori.

FUNZIONAMENTO COGNITIVO E ALCOL: LE RIPERCUSSIONI SULLE PRESTAZIONI ALLA GUIDA

Per quanto riguarda la cognizione, l’assunzione di alcol è associata a una diminuzione della velocità psicomotoria. In particolare ha un’influenza sulla capacità di memoria di lavoro, sull’attenzione divisa, sull’acuità visiva e sull’accuratezza e velocità percettive. L’alcol influenza, quindi, maggiormente la selezione della risposta corretta tra alternative competitive rispetto alla velocità di elaborazione, portando ad effetti negativi sull’accuratezza della risposta. I cambiamenti legati all’alcol nelle prestazioni di guida possono riflettere queste restrizioni di attenzione con effetti negativi sulla sicurezza stradale. Inoltre, i deficit delle funzioni esecutive sono fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi legati all’alcol e rendono i bevitori più esposti a sperimentare problemi come conseguenza dell’assunzione. Tra i domini cognitivi, la cognizione spaziale è generalmente considerata un dominio fortemente influenzato dal consumo di alcol. Le misure dell’apprendimento visuo-spaziale, della percezione, della costruzione e della memoria, infatti, subiscono un calo nei conducenti bevitori.

IL RUOLO DELLA PERSONALITA’ NEL CONSUMO DI ALCOL ALLA GUIDA

L’assunzione di alcol è associata anche a fattori disposizionali (p. es., giudizio, aggressività e impulsività) correlati a violazioni della guida e al rischio di incidenti. Alcuni aspetti della personalità caratterizzerebbero i bevitori:

– Impulsività;

– Aggressività;

– Ricerca di sensazioni forti;

– Comportamento antisociale;

– Estroversione;

– Ostilità.

La ricerca di sensazioni forti è stata indicata come il tratto di personalità con la validità predittiva più coerente. I “Sensation Seekers” avrebbero maggiori probabilità di guidare dopo aver bevuto, senza indossare le cinture di sicurezza, con una bassa avversione al rischio. La presenza di scarso controllo, poi, sarebbe indicativa di disinibizione neuro-comportamentale e correlata alla persistenza dell’abuso di alcol. L’introversione, invece, sembra inversamente correlata agli incidenti stradali e ai comportamenti di guida rischiosi mentre predice l’amore per la velocità. Lo studio degli atteggiamenti, infine, farebbe da mediatore della relazione tra personalità e guida rischiosa, dimostrandosi un’utile misura nella previsione della recidiva.

IDONEITA’ ALLA GUIDA, ALCOL E PERSONALITA’: QUAL E’ LA DIREZIONE AUSPICABILE?

La rivalutazione dell’idoneità alla guida nei conducenti bevitori rappresenta una questione importante per la sicurezza stradale. Precedenti studi si sono concentrati sull’utilità dei test di laboratorio per la valutazione sia degli effetti a lungo termine del consumo di alcol sulle prestazioni di guida. Questi studi hanno identificato come le funzioni cognitive e i tratti della personalità siano stati influenzati dagli effetti dell’alcol al volante. La direzione per una maggiore prevenzione dovrebbe essere orientata a fornire un profilo psicologico completo del guidatore in stato di ebbrezza.  Individuare variabili psicologiche correlate (cioè, cognitive, comportamentali e di personalità) permetterebbe di accostare all’eventuale sanzione un percorso riabilitativo individualizzato. Si andrebbe, così, a ridurre il rischio di recidiva. Un percorso lungo che andrà però a porre ancora una volta il benessere della persona al centro delle campagne di prevenzione e sensibilizzazione.

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