Comportamenti alla guida post Covid: chi è il “guidatore da pandemia”

La pandemia ha portato molti cambiamenti nella nostra quotidianità. Senza risparmiare nessuno. Com’è cambiato il comportamento alla guida?

7 febbraio 2022 - 19:00

Con l’avvento del Covid-19 e dei conseguenti lockdown, il traffico sulle strade di tutto il mondo è drasticamente diminuito e con esso il numero di incidenti stradali. Forse tra qualche anno, anche nel campo della Psicologia del Traffico, potremmo parlare di un periodo Ante-Covid (a.C) e uno Dopo (d.C), ad indicare un cambiamento nei comportamenti e nelle modalità di guida. Per ora, uno studio inglese si è limitato a delineare il profilo del “guidatore da pandemia”. Scopriamo chi è.

COMPORTAMENTI ALLA GUIDA: COME SONO CAMBIATI IN PANDEMIA

Dal primo lockdown il numero di veicoli sulle strade di tutto il mondo si è drasticamente ridotto. Tra le chiusure temporanee e il proseguo dello smartworking per molte attività, le strade si sono svuotate, portando con sé una notevole diminuzione degli incidenti stradali. Meno intuitivo, però, è che le strade vuote, con meno forze dell’ordine, hanno portato a una maggiore velocità e tassi di mortalità più elevati se rapportati al numero di chilometri percorsi. Secondo i ricercatori questo deriverebbe dal fatto che “potranno anche esserci meno guidatori sulla strada, ma quei guidatori che sono là fuori guidano come se fossero in un videogioco con vite illimitate”. Guidare sta diventando davvero più pericoloso?  Per poter rispondere occorre dare un’occhiata a cosa è successo nel mondo in questi due anni.

IL GUIDATORE DA PANDEMIA: IL PROFILO

Secondo la Governors Highway Safety Association (GHSA) , il traffico scarso sulle strade negli Stati Uniti ha portato a un aumento della velocità e ad altri tipi di guida pericolosa, come l’uso del cellullare alla guida o il consumo di alcolici prima di mettersi al volante.  La BBC ha anche riferito che, nel Regno Unito, alcuni automobilisti sono stati multati perché trovati a viaggiare a più del doppio del limite di velocità consentito. Una ricerca dell’Australian Road Safety Foundation mostra che un guidatore australiano su quattro ammette di correre più rischi sulla strada dopo l’introduzione delle restrizioni sul coronavirus. Sembra, dunque che il profilo del guidatore da pandemia possa essere delineato da:

– Eccesso di velocità aumentato del 17%;

– Uso del telefono cellulare durante la guida (+9%);

– Inosservanza del semaforo rosso o del segnale di stop (+5%);

– Guida in stato di ebbrezza (+3%);

– Appartenere al genere maschile, che avrebbe maggiori probabilità di impegnarsi in questi comportamenti rischiosi quando si trova al volante rispetto alle donne.

GUIDATORE DA PANDEMIA: COSA CAMBIERA’ DOPO IL COVID?

Come sarà il mondo dopo il Covid? Quale sarà il risultato per la sicurezza stradale? Da un lato il Covid ha avuto un impatto molto positivo su alcune delle nostre città, con la nascita di piste ciclabili e aree pedonali. Le città hanno accelerato i piani per riequilibrare la priorità data al traffico motorizzato con modalità più sane come camminare e andare in bicicletta che non mettano a rischio gli altri. Dall’altro l’essere umano tende ad adattarsi facilmente ai cambiamenti, soprattutto se si tratta di cattive abitudini. È difficile, dunque, sapere con certezza cosa ne sarà del guidatore da pandemia. Certo è che ogni utente della strada ha il diritto e la responsabilità di muoversi senza rischiare la propria vita o quella degli altri. Per cui, seppure il traffico sulle nostre strade non sia ancora ritornato a pieno regime, è bene ricordare che la posta in gioco è alta.

COSA FARE PER UNA MAGGIORE SICUREZZA SULLE STRADE?

Per quanto i costruttori di automobili mettano in campo tutta la tecnologia esistente per monitorare i comportamenti del conducente, l’azione ultima e decisiva spetta al guidatore. Soltanto con una buona dose di attenzione e responsabilizzazione del guidatore possiamo limitare l’effetto distraente di ciò che ci circonda. L’educazione alla guida è la via per sperare di ridurre il numero, ma soprattutto la gravità degli incidenti sulle strade di tutto il mondo.

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