Abilità alla guida: quanto conta il mezzo su cui ci troviamo?

Come vedono la strada i motociclisti e gli automobilisti. Il mezzo e l'abilità alla guida influenzano il modo di percepire la strada?

28 marzo 2022 - 8:39

Quante volte ci capita di sentire o dire frasi come “Non l’ho visto. Da dove è uscito?” oppure spaventarci per la comparsa di un pericolo imprevisto? Perché alcuni conducenti sembrano essere più attenti di altri? Un progetto di ricerca ha scoperto che ci sono differenze nell’attenzione visiva di motociclisti e automobilisti perché potrebbero vedere cose completamente diverse, nonostante si trovino sullo stesso tratto di strada. A variare è il mezzo su cui ci troviamo. Quanto contano, dunque, le dimensioni del veicolo che scegliamo di guidare? E come influiscono su quello che percepiamo?

CAMBIA IL MEZZO CAMBIA L’ATTENZIONE: LA RICERCA

Il progetto ha valutato le influenze neurologiche e cognitive di motociclisti e automobilisti. I dati indicano che automobilisti e motociclisti hanno modelli di attenzione visiva diversi, a causa dei diversi tipi di pericoli e in base al tipo di veicolo che guidano. Inoltre, l’identificazione, la percezione e la conoscenza dei potenziali rischi da parte del motociclista cambiano a seconda delle sue qualifiche ed esperienze motociclistiche. La ricerca suggerisce che, comprendendo le conoscenze dei motociclisti e l’identificazione dei rischi, è possibile informare meglio e rendere la formazione dei motociclisti più efficace. Grande vantaggio in termini di prevenzione potrebbero essere tratti da quest’ultima, riducendo il numero e la gravità degli incidenti stradali. Una formazione continua, oltre il conseguimento iniziale della patente e i canonici rinnovi, potrebbe far sviluppare maggiori abilità su come leggere la strada e i suoi utenti. Capire come funziona il nostro cervello permette di saperne affrontare le lacune ed evitare possibili incidenti.

ATTENZIONE VISIVA: LA PAROLA ALLA PSICOLOGIA

Evolutivamente il cervello ha sviluppato un interesse per le cose che sono percepite come minacce, solitamente caratterizzati da grandezza e ferocia. Nel sistema strada i camion vengono percepiti prima come minacce rispetto a oggetti più piccoli come le motociclette. Queste, infatti, possono facilmente perdersi all’interno del campo visivo soprattutto se c’è un veicolo di grandi dimensioni immediatamente dietro. Ci sono, poi, biases, errori su cose che guardiamo, ma non ricordiamo. Le moto sono spesso viste ma non ricordate dall’automobilista. L’aspettativa che abbiamo dei possibili ostacoli che possiamo incontrare ci rende più reattivi nel percepirli, identificarli e ricordarli. L’attenzione visiva spaziale si riferisce all’abilità di rivolgere l’attenzione su particolari aree del campo visivo. Essa può essere orientata sia in modo esplicito, con movimenti del capo e degli occhi per ispezionarne i dettagli, che in modo implicito, senza che vi sia tale spostamento, ad esempio, fissando un’area dello spazio e prestando attenzione ad altre aree.

INGANNARE IL CERVELLO: UNA STRATEGIA EFFICACE

Nel nostro cervello esisterebbe, quindi, una mappa visiva che codifica l’informazione visiva e che rappresenta la salienza percettiva di una scena. Le diverse caratteristiche di uno stimolo (colore, densità dei contorni, orientamento, movimento) vengono combinate in un’unica mappa. La salienza sarà dunque determinata da quanto differente è una regione dell’immagine da ciò che la circonda. Durante la guida, però, il cervello può sperimentare il mascheramento saccadico, ovvero riempire gli spazi neri che si creano quando spostiamo gli occhi da un punto all’altro con un prolungamento dell’immagine precedente e di conseguenza un motociclista può essere oscurato. Un modo efficace per far sì che un motociclo sia visto quando si avvicina a un incrocio è fare un movimento laterale come spostarsi verso il centro della strada vicino alle linee bianche. Il movimento della moto innesca così una risposta di orientamento visivo negli altri utenti della strada, attirando di conseguenza la loro attenzione sul motociclista.

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