Autostrada Salerno-Reggio Calabria: un sequestro dietro l'altro

Prima il sequestro del tratto A3 Mileto-Rosarno poi quello nel Reggino: una nuova ondata di inchieste e scandali travolge l'A3. Traffico salvo per ora

13 maggio 2016 - 9:00

È da 50 anni l'autostrada che non finisce mai, con vecchi appalti di decenni fa in odore di mafia; era e resta un incubo: è l'A3 Salerno-Reggio Calabria, la “maledetta”. E proprio nelle scorse ore, sono arrivati addirittura due sequestri. Che segue altri provvedimenti, fra cui questo sequestro (leggi qui). Cominciamo dal primo: c'è un tratto dell'A3 totalmente difforme rispetto al progetto originario, quindi va sequestrato. È l'ordine del procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo. Così, gli uomini della Guardia di Finanza hanno iniziato ad apporre i sigilli al viadotto sul fiume Mesina, un tratto lungo circa 8 chilometri dell'A3, compreso fra gli svincoli di Mileto e Rosarno, in entrambe le direzioni.

CIRCOLAZIONE OK Almeno per ora, il provvedimento non pregiudica la circolazione, perché la Procura ha disposto il sequestro con facoltà d'uso dell'opera. Su quel tratto, tecnici e consulenti sono ancora al lavoro per valutare l'eventuale pericolosità dell'opera. Qual è il guaio? Siamo nel campo delle ipotesi: forse, l'opera realizzata dalla ditta “Cavalleri infrastrutture” è difforme rispetto al progetto originale, ma anche eseguita in totale spregio del rischio idrogeologico. I piloni che sostengono il viadotto sono infatti nei pressi del fiume Mesina, corso d'acqua irrequieto che attraversa la zona e ha già più volte esondato, allagando la vicina provinciale e le aree circostanti. Ma è tutto da dimostrare.

COSA SUCCEDE La Procura di Vibo Valentia ha nominato il capo compartimento Anas della Salerno-Reggio Calabria, Vincenzo Marzi, amministratore giudiziario del tratto della A3 sequestrato. Marzi dovrà assicurare il corretto ripristino dello stato dei luoghi e la loro messa in sicurezza, la corretta e trasparente gestione con supervisione della ultimazione dei lavori appaltati, e garantire il ripristino delle condizioni di legalità. Comunque, la Procura ha dichiarato nel provvedimento di sequestro che per il tratto in questione non sussiste nessun pericolo di cedimento, crollo, caduta, instabilità. Intanto, l'Anas “ha già attivato autonomamente i controlli su tutte le attività svolte dall'appaltatrice Impresa Cavalleri Ottavio Spa, per accertare e quantificare difformità e inadempienze”. Al momento, sul registro degli indagati sono finite 21 persone, accusate a vario titolo di reati di disastro doloso, falso ideologico e materiale in relazione alla concessione di lavori in sub appalto senza la prescritta autorizzazione da parte della Stazione appaltante. Più truffa aggravata ai danni di ente pubblico in relazione all'indebita percezione di pagamenti per smaltimento di rifiuti di lavorazione, attestato mediante falsa documentazione. Ma la Procura com'è arrivata a tutto questo? L'inchiesta nasce da una costola di una più ampia indagine sulla ditta “Cavalleri infrastrutture”, impegnata anche nella costruzione della trasversale delle Serre. Un anno fa, il responsabile di quel cantiere Livio Calvi, 59 anni, è stato arrestato perché ritenuto responsabile degli incendi e dei danneggiamenti che hanno colpito la ditta per cui lavorava. Obiettivo, soddisfare gli appetiti di un'associazione criminale (in ballo centinaia di migliaia di euro di appalti, una torta immensa che fa davvero gola alle varie mafie), e costringere la ditta a consegnare 60.000 euro a lui e ai suoi complici.

SECONDO SEQUESTRO È stato anche sequestrato un tratto di Strada provinciale (la numero 58) nel Reggino. I militari della Guardia di Finanza hanno notificato al presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, il sequestro della strada di sua competenza. “Il segmento viario in questione, in corrispondenza di un cavalcavia del tratto Mileto-Rosarno dell'A3, presenta – spiega una nota del portavoce di Raffa – gravi rischi per l'incolumità pubblica a seguito di lavori autostradali effettuati dell'Anas”. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha nominato la dirigente del settore viabilità dell'Ente di Palazzo “Corrado Alvaro”, Domenica Catalano, amministratrice e curatore del tratto di Strada provinciale 58 sottoposto a sequestro. Che ora è chiusa. Attenzione a queste parole: “Abbiamo più volte segnalato all'Anas – dichiara il presidente Raffa – e ad altri organi competenti la precarietà del tratto della SP 58 riconducibile ai lavori Anas sull'A3. L'Ente che presiedo si costituirà parte civile qualora l'indagine della Procura della Repubblica di Vibo dovesse accertare responsabilità da parte dell'Anas o di terzi”. Insomma, come e più di prima, Anas nella bufera per l'A3. Tanto che il clamoroso bluff del premier Matteo Renzi sulla fine della Salerno-Reggio Calabria per il 22 dicembre 2016 (vedi qui la denuncia di SicurAUTO.it) fa ancora più sorridere. O piangere. Decidete voi.

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