Autostrada A3: sequestrata la galleria maledetta Fremisi-San Rocco

Una doccia fredda per Anas e Governo dopo i proclami sulla Salerno-Reggio Calabria: la Procura ha chiuso la galleria della morte perché insicura

19 aprile 2016 - 9:08

Sulla maledetta A3 Salerno-Reggio Calabria (che deve finire da 50 anni, e da mezzo secolo è al centro di dubbi e polemiche, fra appalti truccati e infiltrazioni mafiose), c'è una galleria maledetta, dove sono morte cinque persone in poco tempo. Lunedì, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia aveva disposto il sequestrato preventivo della galleria Fremisi-San Rocco sull'A3 in direzione sud e del tratto in prossimità della stessa. L'autostrada era chiusa tra gli svincoli di Mileto e Serre. Il provvedimento era stato preso dopo che i tecnici nominati per chiarire le cause di due incidenti in cui morirono cinque persone, avrebbero evidenziato gravi difetti strutturali per la conformazione dell'asfalto e la mancanza di illuminazione e di barriere di protezione. 

TROPPI RISCHI Il sequestro della galleria Fremisi-San Rocco dell'autostrada A3 e la chiusura del tratto di autostrada relativo “si impone quale misura atta a prevenire ed evitare ulteriori vittime della strada che in termini di danno e/o pericolo potrebbero derivare dall'inerzia nell'agire per la messa in sicurezza dell'opera”. Lo scrive il pm della Procura di Vibo Valentia Benedetta Callea nel decreto di sequestro dell'opera eseguito stamani dalla Polizia stradale e dai Carabinieri del nucleo di pg della Procura. È “tangibile il rischio per l'incolumità pubblica, per gli utenti della strada che quotidianamente percorrono il tratto su indicato, per la comunità tutta così come l'urgenza di intervenire prima dell'emissione del provvedimento del Giudice per le indagini preliminari in quanto, lasciando inalterata la situazione in atto, non si neutralizzerebbe la probabilità di verificazione di avvenimenti futuri, come è stata dettagliatamente stigmatizzata dai tecnici”. 

QUANTI GUAI! Nella consulenza disposta dalla Procura, i tecnici evidenziano che in occasione di entrambi gli incidenti – avvenuti di notte – la galleria “presentava l'impianto di illuminazione non funzionante perché soggetto a continui furti di cavi elettrici e quadri comando” e che “ad impianto attivo, l'imbocco della galleria sarebbe risultato maggiormente visibile ed avrebbe potuto influire sul livello di attenzione/percezione dei conducenti delle auto”, evidenziando anche che è comunque “competenza dell'Ente proprietario assicurare l'efficienza dell'impianto di illuminazione, nonostante i furti”. Ossia, la responsabilità è dell'Anas. I periti hanno anche stabilito che in entrambi gli incidenti, le auto hanno urtato contro lo spigolo/montante destro dell'ingresso della galleria, mettendo in luce come il progetto “non prevedesse alcuna barriera protettiva del medesimo”. Da questo, i periti sono giunti alla conclusione che “le gravi conseguenze degli incidenti è da ascrivere con certezza alla mancanza di un idoneo dispositivo di ritenuta a protezione dello spigolo/montante della galleria” che per il pm “è da addebitare ad un errore di progetto”. Il sequestro dell'opera è finalizzato quindi agli interventi di sistemazione della galleria.

L'ANAS SI DIFENDE – Il tratto in direzione sud era stato interrotto, dice l'Anas, nell'ambito delle indagini conseguenti a due incidenti mortali verificatisi il 25 novembre 2015 e lo scorso 1° marzo. Ora, è stato riattivato il traffico in direzione sud, con l'istituzione di un doppio senso di circolazione sulla carreggiata nord, tra le progressive 367,200 e 368,800, nel tratto compreso tra gli svincoli di Sant'Onofrio e Rosarno, nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Il gestore precisa che i due incidenti si sono verificati su un tratto della A3 ammodernato e aperto al traffico nel 2009, dove purtroppo si registra spesso il mancato rispetto dei limiti di velocità. In entrambi i casi, infatti, secondo i primi accertamenti la velocità dei veicoli ha superato di oltre 50 km i limiti previsti e segnalati. Per l'Anas, la pavimentazione del tratto è in buone condizioni, così come risulta dalle recenti prove ad alto rendimento eseguite in loco dal Centro Sperimentale di Cesano ad ottobre 2015. Infine, l'Anas ricorda che i due incidenti si sono verificati al di fuori della Galleria San Rocco. In realtà, queste righe del comunicato Anas hanno un peso specifico bassissimo: la palla passa ai giudici. Senza considerare che, in quanto alla luce, sono appena iniziati i lavori notturni su Gra e Roma-Fiumicino, proprio per mettere fuorigioco i ladri di rame: vengono piazzati cavi in alluminio e cabine a prova di effrazione. Sarebbe il caso che, pure su altri tratti, fossero fatti lavori analoghi, a beneficio della sicurezza.

ALTRO CHE A3 FINITA Il provvedimento della Procura fa venire in mente i proclami (rilanciati dai tg) del premier Renzi e dell'Anas: A3 finita per il 22 dicembre 2016. Un bluff clamoroso che, col tempo, si sta rivelando sempre più debole: vedi qui. Si tratta solo di un'opera di manutenzione, non c'è nessun intervento radicale. Né la corsia d'emergenza su lunghi tratti. Il blocco del tunnel è una doccia fredda per Renzi e Anas. Un bluff peraltro appena rilanciato dalla stessa Anas, che ha appena annunciato i bandi per i lavori che riguardano il rifacimento del tratto Pizzo Calabro-Vibo Valentia/Sant'Onofrio e nuovi impianti tecnologici sull'intera tratta di 58 km.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Incidenti con animali selvatici in Lombardia: come chiedere il rimborso

Car sharing Popgo: come funziona l’auto a noleggio condivisa tra privati

I 12 maggiori Costruttori di auto diesel Euro 5 e 6 in Europa