Auto senza conducente: a mani libere il mal d'auto è in agguato

Un problema tanto banale quanto serio potrebbe far desistere molti dal salire a bordo di un'auto che guida da sola

13 aprile 2015 - 16:00

Il tema delle auto a guida autonoma è caldo ed attuale, ma uno studio universitario americano allunga un'ombra sul futuro della tecnologia Driverless, scopriamo di cosa si tratta! Quello delle auto senza conducente è uno dei temi più attuali e interessanti dell'universo a quattro ruote; non è un caso che i maggiori brand automobilistici si siano, più o meno direttamente, impegnanti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie per la guida autonoma. Il fenomeno è così grande da divenire trasversale; Google ha ormai da qualche anno messo su strada diversi prototipi senza conducente e si vocifera perfino che Apple sia segretamente al lavoro per realizzare un proprio modello Driverless a trazione elettrica.

COME SULLE MONTAGNE RUSSE – Questo fermento potrebbe però essere “raffreddato” da un rovescio della medaglia portato alle cronache da uno studio dell'Università del Michigan. I professori Michael Sivak e Brandon Schoettle, autori dello studio in questione, hanno infatti voluto guardare oltre il fenomeno delle auto a guida autonoma, studiandone gli effetti, sicuramente indiretti, sulle nostre abitudini e comportamenti. Secondo lo studio pubblicato, la futura era delle vetture senza conducente vedrà aumentare di quasi il 30% le persone afflitte dal mal d'auto; ci aspetta quindi un futuro di nausee, vertigini e malesseri? Il fenomeno è principalmente legato alle attività con le quali ci si dovrà, in un modo o nell'altro, intrattenere durante un viaggio. Chi fino a quel momento era abituato a guidare il mezzo e tenere gli occhi ben fissi sulla strada e sul traffico circostante, scoprirà di avere tempo per leggere, utilizzare smartphone o tablet, guardare la tv o chiacchierare vis a vis con gli altri occupanti del veicolo. Si tratta di azioni che potenzialmente possono innescare i malesseri legati al mal d'auto, o più correttamente Chinetosi, con le fastidiose conseguenze che più o meno tutti conosciamo.

LA CURA: MONITOR ADATTIVI E SEDILI RECLINABILI – Lo studio dell'Ateneo americano è ovviamente più articolato, basato anche su sondaggi e analisi dei dati su scala internazionale, rispetto alla nostra sintesi; la sua utilità sarà senz'altro quella di illuminare ingegneri e progettisti impegnati nello sviluppo delle future auto senza conducente, consentendo loro di trovare soluzioni che possano, se non evitare, almeno arginare gli effetti della chinetosi. A questo proposito i ricercatori americani hanno fornito alcuni input dai quali poter trarre spunto; superfici vetrate panoramiche e posti a sedere comodamente reclinabili (la posizione sdraiata riduce infatti gli effetti della chinetosi) sarebbero di grande aiuto. Per quanto riguarda invece gli stimoli visivi, responsabili nella maggior parte dei casi del mal d'auto, viene suggerita la possibilità di sviluppare monitor per l'entertainment di bordo che si adattino al movimento dell'auto, anche in accelerazione e frenata, consentendo così un allineamento continuo con gli occhi dei passeggeri.

IN ARRIVO NEL 2020 – Mal d'auto a parte, le prime auto a guida autonoma di serie arriveranno davvero a breve, almeno secondo Chris Urmson, responsabile del progetto Google Car, il quale ha pubblicamente dichiarato che tra 5 anni le tecnologie attualmente in fase di sviluppo diverranno un standard sicuro e collaudato. Del resto le “self-driving car” Google hanno già percorso ben 700.000 miglia in tutta sicurezza e senza incidenti.  In fase avanzata è anche lo sviluppo del progetto Autopilot di Tesla Motors; il patron Elon Musk ha dichiarato che entro i prossimi tre mesi verrà rilasciato un aggiornamento software che introdurrà la funzionalità di sterzo automatico. Si tratta comunque di una modalità che richiede sempre l'attenzione del conducente e che, in attesa di una apposita regolamentazione, può essere utilizzata soltanto nei tratti autostradali.

ANCHE I BIG CAR MAKERS FANNO SUL SERIO – Nel Vecchio Continente i costruttori non stanno certo a guardare. Audi lo scorso autunno ha dato sfoggio delle proprie capacità facendo compiere a una RS7 Sportback senza conducente un giro ad alta velocità del tracciato di Hockenheim, raggiungendo punte di 240 km/h. Questo non è altro che il frutto di anni di ricerca e sviluppo, validati anche da una straordinaria partecipazione, nel 2010, alla celebre PikesPeak Hill Climb in Colorado. Mercedes ha già messo a punto e testato il Future Track 2025, un camion equipaggiato con il software HighwayPilot, sviluppato appositamente per i lunghi trasferimenti di merci lungo le autostrade. La Casa della Stella conta di immettere sul mercato il Future Track nel 2025. Ad oggi il mezzo pesante riesce a seguire un percorso viaggiando a 85 km/h, evitando i mezzi in sosta sulla corsia d'emergenza e lasciando spazio a eventuali mezzi di soccorso. Può effettuare frenate d'emergenza e mantiene una distanza di sicurezza di 60 metri dal veicolo che lo precede; non può però cambiare corsia, ne uscire da uno svincolo autostradale o fermarsi al distributore per il rifornimento, quindi la presenza a bordo di un'autista, almeno al momento, è comunque necessaria. Bmw studia le auto senza conducente da decenni e dallo scorso anno ha stretto accordi con Baidu, il principale motore di ricerca cinese, per avere sostegno economico e logistico; il terreno dell'esplorazione bavarese sarà l'intrico di articolate autostrade cinesi, spesso a più livelli. La sperimentazione inizierà nei tratti autostradali di Pechino e Shanghai; le auto senza conducente impegnate nei test riceveranno in tempo reale da Baidu mappe stradali estremamente precise e dettagliate.

E voi come immaginate il futuro delle auto che si guidano da sole?

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