Tesla Cybertruck: vendite “gonfiate” dalle altre aziende di Musk?

Tesla Cybertruck: vendite “gonfiate” dalle altre aziende di Musk?

Le vendite del Tesla Cybertruck nel da ottobre a dicembre 2025 mostrano anomalie: un quinto dei modelli risulta acquistato da società legate a Musk

 

Le vendite del Tesla Cybertruck nel da ottobre a dicembre 2025 mostrano anomalie: un quinto dei modelli risulta acquistato da società legate a Musk

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17 Aprile 2026 - 14:55

Il Tesla Cybertruck sta attraversando un momento delicato sul mercato, con dati di vendita che sollevano forti perplessità tra gli analisti del settore automotive. Nel 2025 l’andamento commerciale del pick-up elettrico ha mostrato segnali di forte rallentamento rispetto alle proiezioni iniziali dell’azienda di Austin. La notizia più clamorosa riguarda però la destinazione finale di questi veicoli: emerge infatti che quasi una “belva” su cinque (si tratta di un mezzo mastodontico) consegnate nel quarto trimestre dell’anno scorso non è finita nelle mani di privati, bensì è stata acquistata da altre società facenti capo direttamente a Elon Musk. Questa dinamica ha scatenato un dibattito sulla reale domanda organica del mezzo, suggerendo una possibile strategia interna per sostenere artificialmente i volumi di produzione e consegna a fine anno.

I NUMERI CHE NON TORNANO NEL QUARTO TRIMESTRE 2025

Una premessa: è tutto lecito, non c’è inganno. Potremmo quasi parlare di una sorta di veicoli km zero per dopare le vendite in maniera legale: normale, si fa da sempre ovunque. Ma la performance del Tesla Cybertruck è ben lontana dai target di massa sperati. Su un totale di consegne che faticano a decollare, la quota del 18,5% dei veicoli è stata assorbita da entità come SpaceX, The Boring Company e X. Si parla di circa 2000 unità su un volume trimestrale che evidenzia una stagnazione preoccupante.

Questo significa che il mercato reale, composto da utenti finali e flotte indipendenti, sta rispondendo con freddezza. Il prodotto doveva rivoluzionare il segmento, ma per ora così non è: pesano i prezzi elevati e una praticità d’uso che molti iniziano a mettere in discussione dopo i primi mesi di test su strada. Il fatto che il 20% della produzione finisca in un circuito chiuso tra le aziende dello stesso proprietario solleva dubbi sulla sostenibilità finanziaria a lungo termine del progetto.

UNA STRATEGIA PER GONFIARE I DATI DI CONSEGNA

L’acquisto massiccio di Cybertruck da parte delle aziende satellite di Elon Musk viene visto da molti esperti come un tentativo di gonfiare i numeri ufficiali per rassicurare gli investitori di Tesla. In un periodo in cui il titolo azionario risente della concorrenza cinese e della saturazione del mercato elettrico, presentare dati di vendita stabili è fondamentale. Tuttavia, se queste vendite sono operazioni interne, il valore reale dell’azienda potrebbe essere distorto. Gli analisti sottolineano come vendere veicoli a se stessi non generi un vero flusso di cassa esterno e non indichi affatto il gradimento del pubblico. La percezione è che il Tesla Cybertruck stia diventando un prodotto di nicchia estrema, quasi un gadget aziendale per le imprese di Musk, piuttosto che il leader del mercato pick-up che era stato promesso durante la presentazione ufficiale.

Tesla Cybertruck e il mistero delle vendite nel quarto trimestre 2025, le aziende di Musk comprano il 20% dei pick-up

PROBLEMI DI AFFIDABILITÀ E RITORNO D’IMMAGINE

Oltre alle vendite deludenti, il Tesla Cybertruck sta affrontando una crisi di affidabilità che non aiuta la sua diffusione. I richiami tecnici registrati nel corso del 2025 hanno minato la fiducia dei potenziali acquirenti, spingendoli verso alternative più tradizionali e concrete. La carrozzeria in acciaio inossidabile e il design estremo continuano a dividere l’opinione pubblica, ma i dati suggeriscono che la curiosità iniziale sia ormai esaurita.

Senza il supporto degli acquisti interni effettuati da SpaceX e dalle altre divisioni, le statistiche di Tesla sarebbero state decisamente più negative. Questo scenario mette in luce la difficoltà di scalare la produzione di un veicolo così complesso e costoso, che fatica a trovare una collocazione logica nel mercato del lavoro reale, dove la robustezza e la facilità di riparazione sono priorità assolute.

IL FUTURO DEL PICK-UP ELETTRICO DI AUSTIN

Se la domanda reale continua a scendere sotto la soglia critica, nemmeno il supporto delle aziende di Musk potrà salvare il bilancio della linea di produzione. Gli investitori chiedono trasparenza sulle vendite effettive a terzi, poiché l’escamotage dei trasferimenti interni non può durare all’infinito: il rischio è che il Cybertruck resti un esperimento costoso e poco profittevole, mentre la concorrenza lancia modelli più efficienti e meno polarizzanti. La scommessa di Musk su un design senza compromessi sembra scontrarsi con la dura realtà dei fogli Excel e delle preferenze dei consumatori americani, meno propensi del previsto a spendere oltre 100.000 dollari per un veicolo dalla dubbia utilità quotidiana.

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