Tesla Cybertruck: vendite “gonfiate” dalle altre aziende di Musk?
Le vendite del Tesla Cybertruck nel da ottobre a dicembre 2025 mostrano anomalie: un quinto dei modelli risulta acquistato da società legate a Musk
Le vendite del Tesla Cybertruck nel da ottobre a dicembre 2025 mostrano anomalie: un quinto dei modelli risulta acquistato da società legate a Musk
Il Tesla Cybertruck sta attraversando un momento delicato sul mercato, con dati di vendita che sollevano forti perplessità tra gli analisti del settore automotive. Nel 2025 l’andamento commerciale del pick-up elettrico ha mostrato segnali di forte rallentamento rispetto alle proiezioni iniziali dell’azienda di Austin. La notizia più clamorosa riguarda però la destinazione finale di questi veicoli: emerge infatti che quasi una “belva” su cinque (si tratta di un mezzo mastodontico) consegnate nel quarto trimestre dell’anno scorso non è finita nelle mani di privati, bensì è stata acquistata da altre società facenti capo direttamente a Elon Musk. Questa dinamica ha scatenato un dibattito sulla reale domanda organica del mezzo, suggerendo una possibile strategia interna per sostenere artificialmente i volumi di produzione e consegna a fine anno.
I NUMERI CHE NON TORNANO NEL QUARTO TRIMESTRE 2025
Una premessa: è tutto lecito, non c’è inganno. Potremmo quasi parlare di una sorta di veicoli km zero per dopare le vendite in maniera legale: normale, si fa da sempre ovunque. Ma la performance del Tesla Cybertruck è ben lontana dai target di massa sperati. Su un totale di consegne che faticano a decollare, la quota del 18,5% dei veicoli è stata assorbita da entità come SpaceX, The Boring Company e X. Si parla di circa 2000 unità su un volume trimestrale che evidenzia una stagnazione preoccupante.
Questo significa che il mercato reale, composto da utenti finali e flotte indipendenti, sta rispondendo con freddezza. Il prodotto doveva rivoluzionare il segmento, ma per ora così non è: pesano i prezzi elevati e una praticità d’uso che molti iniziano a mettere in discussione dopo i primi mesi di test su strada. Il fatto che il 20% della produzione finisca in un circuito chiuso tra le aziende dello stesso proprietario solleva dubbi sulla sostenibilità finanziaria a lungo termine del progetto.
UNA STRATEGIA PER GONFIARE I DATI DI CONSEGNA
L’acquisto massiccio di Cybertruck da parte delle aziende satellite di Elon Musk viene visto da molti esperti come un tentativo di gonfiare i numeri ufficiali per rassicurare gli investitori di Tesla. In un periodo in cui il titolo azionario risente della concorrenza cinese e della saturazione del mercato elettrico, presentare dati di vendita stabili è fondamentale. Tuttavia, se queste vendite sono operazioni interne, il valore reale dell’azienda potrebbe essere distorto. Gli analisti sottolineano come vendere veicoli a se stessi non generi un vero flusso di cassa esterno e non indichi affatto il gradimento del pubblico. La percezione è che il Tesla Cybertruck stia diventando un prodotto di nicchia estrema, quasi un gadget aziendale per le imprese di Musk, piuttosto che il leader del mercato pick-up che era stato promesso durante la presentazione ufficiale.

PROBLEMI DI AFFIDABILITÀ E RITORNO D’IMMAGINE
Oltre alle vendite deludenti, il Tesla Cybertruck sta affrontando una crisi di affidabilità che non aiuta la sua diffusione. I richiami tecnici registrati nel corso del 2025 hanno minato la fiducia dei potenziali acquirenti, spingendoli verso alternative più tradizionali e concrete. La carrozzeria in acciaio inossidabile e il design estremo continuano a dividere l’opinione pubblica, ma i dati suggeriscono che la curiosità iniziale sia ormai esaurita.
Senza il supporto degli acquisti interni effettuati da SpaceX e dalle altre divisioni, le statistiche di Tesla sarebbero state decisamente più negative. Questo scenario mette in luce la difficoltà di scalare la produzione di un veicolo così complesso e costoso, che fatica a trovare una collocazione logica nel mercato del lavoro reale, dove la robustezza e la facilità di riparazione sono priorità assolute.
IL FUTURO DEL PICK-UP ELETTRICO DI AUSTIN
Se la domanda reale continua a scendere sotto la soglia critica, nemmeno il supporto delle aziende di Musk potrà salvare il bilancio della linea di produzione. Gli investitori chiedono trasparenza sulle vendite effettive a terzi, poiché l’escamotage dei trasferimenti interni non può durare all’infinito: il rischio è che il Cybertruck resti un esperimento costoso e poco profittevole, mentre la concorrenza lancia modelli più efficienti e meno polarizzanti. La scommessa di Musk su un design senza compromessi sembra scontrarsi con la dura realtà dei fogli Excel e delle preferenze dei consumatori americani, meno propensi del previsto a spendere oltre 100.000 dollari per un veicolo dalla dubbia utilità quotidiana.