colonnine di ricarica

Quante colonnine di ricarica ci sono in Italia?

Le auto elettriche sono in crescita ma quante colonnine di ricarica ci sono in Italia? Al momento il numero sembra soddisfare le necessità, ma in futuro?

1 febbraio 2022 - 18:20

Gli ottimi risultati in termini di vendite delle auto elettriche in Italia, relativamente al 2021 (unica nota positiva in un quadro desolante), hanno riportato l’attenzione sul tema delle colonnine di ricarica. In particolare la domanda che tutti si fanno è la seguente: ce ne sono abbastanza per soddisfare le esigenze di un mercato in grande crescita? Questione non da poco, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro delle infrastrutture e della mobilità Giovannini, che sollecitato sul rinnovo dell’Ecobonus nel 2022 ha ricordato che gli incentivi non hanno senso senza un’adeguata rete di infrastrutture di ricarica pubbliche. Proviamo dunque a capire quante colonnine di ricarica ci sono in Italia.

PUNTI DI RICARICA IN ITALIA: LA SITUAZIONE

Per rispondere alla domanda ci viene in soccorso la nuova edizione del report di Motus-E, l’associazione che promuove la transizione del settore nazionale dei trasporti verso l’adozione massiva di mezzi sostenibili, meglio ancora se 100% elettrici, che ha analizzato il contesto della mobilità elettrica e in particolare della rete di ricarica pubblica in Italia, mostrando la situazione attuale attraverso dati aggiornati a dicembre 2021 e confrontandola con i maggiori Stati europei. Ne è uscito fuori un quadro piuttosto incoraggiante che ha visto un aumento del +35% dei punti di ricarica in Italia sul 2020, specie considerando il rapporto tra numero di infrastrutture di ricarica e numero di auto PEV (elettriche + ibride plug-in) che vede il nostro Paese sopra la media europea.

QUANTE COLONNINE DI RICARICA CI SONO IN ITALIA A FINE 2021?

Più precisamente nel 2021 sono stati installati più di 6.700 punti di ricarica portando il totale a 26.024 (+35% in un anno), dislocati in circa 13.000 tra stazioni e colonnine poste in oltre 10.000 location aperte al pubblico. Di questi 26 mila punti il 13% risulta però non ancora utilizzabile dagli utenti finali. È opportuno precisare che per punti di ricarica si intendono i singoli accessi, per stazioni e colonnine le infrastrutture che possono ospitare uno o più punti di ricarica, in grado di ricaricare quindi anche più di un veicolo contemporaneamente, e per location i siti o gli indirizzi in cui sono installate una o più infrastrutture di ricarica.

Per quanto riguarda le vendite, il 2021 si è chiuso con un totale di veicoli elettrici immatricolati pari a 136.754, in aumento del +128% rispetto al 2020, un dato ancora inferiore ai maggiori competitor europei ma che rapportato al numero di infrastrutture di ricarica esistenti porta l’Italia al secondo posto dietro soltanto i Paesi Bassi. Il report sottolinea tuttavia che l’Italia resta in forte ritardo come punti di ricarica su rete autostradale: oggi infatti si contano soltanto 1,2 punti di ricarica veloce o ultraveloce (cioè superiore a 22 o 50 kW) ogni 100 km, troppo poco.

COLONNINE DI RICARICA IN ITALIA:SONO SOPRATTUTTO AL CENTRO-NORD

Permangono inoltre nettissime differenze a livello territoriale: il 57% circa delle infrastrutture pubbliche sono distribuite nel nord Italia, il 23% circa nel centro, mentre solo il 20% nel sud e nelle isole. La Lombardia con 4.542 punti di ricarica è la regione più virtuosa e da sola possiede il 17% di tutti i punti in Italia. Seguono nell’ordine Lazio e Piemonte con il 10% a testa, Veneto ed Emilia-Romagna al 9% e la Toscana all’8%. Le sei regioni complessivamente coprono il 65% del totale nazionale. Ecco la classifica del numero dei punti di ricarica regione per regione, aggiornata a dicembre 2021:

Lombardia: 4.542
Lazio: 2.667
Piemonte: 2.650
Veneto: 2.422
Emilia Romagna: 2.392
Toscana: 2.147
Trentino Alto Adige: 1.101
Sicilia: 1.089
Puglia: 966
Sardegna: 806
Campania: 776
Liguria: 725
Marche: 674
Friuli Venezia Giulia: 656
Abruzzo: 610
Umbria: 577
Calabria: 493
Valle d’Aosta: 415
Basilicata: 188
Molise: 128.

Curiosità: il Molise è la regione con in assoluto il numero di punti di ricarica più basso ma è anche quella in cui il rapporto tra punti di ricarica e veicoli immatricolati è il più alto.

LA POTENZA DELLE COLONNINE DI RICARICA IN ITALIA

In termini di potenza, il 94% dei punti di ricarica pubblici in Italia è in corrente alternata (AC), mentre il 6% in corrente continua (DC). Inoltre, il 17% dei punti è a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 73,6% a ricarica accelerata o veloce in AC (tra più di 7 kW e 22 kW), il 3,6% fast AC (da più di 22 a 43 kW), il 3,6% fast DC (da più di 43 a 50 kW) e le restanti ultraveloci (o ad alta potenza), di cui l’1,5% fino a 150 kW e l’1,0% oltre i 150 kW.

PUNTI DI RICARICA: PAESI EUROPEI A CONFRONTO

– Italia

Punti di ricarica pubblici: 26.024 di cui 2.471 fast;
Punti di ricarica fast e ultra-fast in autostrada: 1,2 ogni 100 km.

– Francia

Punti di ricarica pubblici: 51.243 di cui 4.638 fast;
Punti di ricarica fast e ultra-fast in autostrada: 37 ogni 100 km.

– Germania

Punti di ricarica pubblici: 60.698 di cui 10.767 fast;
Punti di ricarica in autostrada: 83 ogni 100 km.

– Regno Unito

Punti di ricarica pubblici: 48.596 di cui 11.690 fast;
Punti di ricarica fast e ultra-fast in autostrada: 248 ogni 100 km.

– Norvegia

Punti di ricarica pubblici: 20.871 di cui 7.690 fast;
Punti di ricarica fast e ultra-fast in autostrada: 1.470 ogni 100 km.

– Paesi Bassi

Punti di ricarica pubblici: 93.000 di cui 3.076 fast;
Punti di ricarica fast e ultra-fast in autostrada: 101 ogni 100 km.

Come si nota dal grafico in alto l’Italia ha più punti di ricarica per veicolo circolante del Regno Unito, della Francia, della Germania e della Norvegia ed è seconda solo ai Paesi Bassi. Ciò conferma che, nonostante sia molto importante continuare a rendere più capillare e migliorare la rete di ricarica in Italia, con particolare riferimento a quella autostradale e ad alta potenza, è la penetrazione di veicoli elettrici a essere maggiormente in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, non le infrastrutture di ricarica pubbliche. Infatti il rapporto tra infrastrutture e veicoli elettrici risulta più che adeguato. Il pericolo è che il basso numero di veicoli elettrici in circolazione limiti il ritorno dell’investimento sui punti di ricarica pubblici: di conseguenza potremmo registrare un tasso di crescita inferiore al ritmo degli altri Paesi europei qualora le vendite di veicoli elettrici non continuino a crescere.

Per ulteriori dettagli vi rimandiamo al report di Motus-E.

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