Inchiesta NYT: “contro l’auto elettrica c’è un piano Saudita”

L'Arabia Saudita sta lavorando attivamente dietro le quinte per rallentare la diffusione delle auto elettriche, con ricerche scientifiche e lobbying

22 novembre 2022 - 19:00

Il mercato delle quattro ruote ha oramai intrapreso la strada dell’elettrificazione con le auto elettriche destinate a diventare sempre più diffuse. Alcuni mercati stanno accelerando notevolmente il programma di elettrificazione, come l’UE che ha già stabilito lo stop a benzina e diesel per il 2035. L’elettrificazione non è spinta dall’industria delle quattro ruote ma dai Governi e dalla lotta al cambiamento climatica per un futuro sempre più a zero emissioni. Le auto elettriche sono, quindi, anche un tema politico ed economico, andando ben oltre alle dinamiche del mercato automotive. La conferma arriva da un’inchiesta del New York Times. Tale inchiesta svela il ruolo dell’Arabia Saudita nel contrastare la diffusione dell’auto elettriche e la creazione di una mobilità a zero emissioni. Alla base della posizione dell’Arabia Saudita ci sarebbe, naturalmente, una precisa motivazione economica in quanto il Paese è uno dei principali produttori a livello mondiale. Ecco cosa scrive sulla questione il New York Times.

IL RUOLO DELL’ARABIA SAUDITA AL VERTICE SUL CLIMA DELLE NAZIONI UNITE

Il summit delle Nazioni Unite svoltosi in Egitto si è concluso con una dichiarazione finale in cui mancava uno dei temi centrali dell’intero evento. La dichiarazione finale, infatti, avrebbe dovuto presentare un invito per tutti i Paesi di consumare meno petrolio. Questa parte della dichiarazione è stata però eliminata sulla spinta delle obiezioni sollevate dall’Arabia Saudita e da altri produttori di petrolio, come svelato dalle fonti citate dall’indagine del NYT. Secondo quanto rivelato dall’inchiesta, inoltre, l’Arabia Saudita starebbe lavorando da tempo per mantenere il petrolio al centro dell’economia globale. Questo tema comprende, inevitabilmente, anche la mobilità e, quindi, il passaggio all’auto elettrica. Attualmente, la compagnia petrolifera controllata dal Governo saudita, Saudi Aramco, produce circa il 10% del petrolio in arrivo sul mercato. La riduzione dell’utilizzo dei combustibili fossili rappresenterebbe, quindi, una minaccia notevole per l’attività del Governo.

L’ARABIA SAUDITA FINANZIA ATTIVAMENTE RICERCHE “CONTRO” LE AUTO ELETTRICHE

Come rilevato dall’indagine del New York Times, l’Arabia Saudita è un prolifico finanziatore di ricerche scientifiche su questioni energetiche, avendo sostenuto circa 500 studi negli ultimi cinque anni. Molti di questi studi si concentrano sul mantenimento della competitività delle auto ICE oppure vanno a sollevare dubbi sull’efficienza e la sostenibilità delle auto elettriche. Si tratta di un costante lavoro “dietro le quinte” volto a rallentare il più possibile il passaggio ad una mobilità a zero emissioni. Il NYT mette in evidenza la realizzazione di studi per sviluppare benzina e motori più efficienti, nonché studi sul recupero del petrolio potenziato e altri metodi per sostenere la produzione di petrolio. Secondo i dati raccolti, l’Arabia Saudita avrebbe investito circa 2,5 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni per sostenere le attività delle Università americane concentrate su progetti di ricerca che, potenzialmente, potrebbero “tornare utili” per allontanare un futuro a zero emissioni per la mobilità e la diffusione delle auto elettriche.

LOBBYING PER CONDIZIONARE GLI USA SULLE SCELTE RELATIVE ALLE AUTO ELETTRICHE

Oltre ai finanziamenti alla scienza, l’Arabia Saudita sarebbe in prima linea anche con attività di lobbying, con un focus particolare sugli Stati Uniti. Per contrastare la diffusione delle auto elettriche e, più in generale, una riduzione dell’utilizzo del petrolio, infatti, sarebbero stati spesi già quasi 140 milioni di dollari dal 2016 ad oggi. Questi investimenti si concentrano, sottolinea il magazine americano, su attività mirate ad influenzare sia l’opinione pubblica che la politica americana.

FOCUS SUGLI STATI UNITI PER LA LOTTA DELL’ARABIA SAUDITA CONTRO LE AUTO ELETTRICHE

L’Arabia Saudita è uno dei Paesi che investe più in attività di lobbismo negli Stati Uniti. Questo dato è confermato dalle rivelazioni al Dipartimento di Giustizia raccolte dal Center for Responsive Politics. Con quest’attività, quindi, l’Arabia Saudita potrebbe essere al lavoro su più livelli. L’obiettivo sembrerebbe, però, sempre lo stesso. Rallentare il passaggio alle auto elettriche, in particolare negli USA. Il mercato americano è più scettico verso la mobilità a zero emissioni rispetto all’UE. Alla base di tale scettiscismo potrebbe esserci stato anche un ruolo attivo saudita.

COME PROLUNGARE LA VITA DELE AUTO ICE E RALLENTARE LE ELETTRICHE: LA MISSIONE SAUDITA

Tra le attività per contrastare la diffusione delle auto elettriche portate avanti dall’Arabia Saudita c’è anche il finanziamento di un ambizioso progetto dell’Aramco Research Center di Detroit. I ricercatori sono al lavoro su di un dispositivo in grado di catturare l’anidride carbonica allo scarico di un’auto ICE, prima che questa venga rilasciata in atmosfera. Contemporaneamente, Saudi Aramco sta collaborando con Hyundai per sviluppare carburanti sostenibili, da utilizzare in auto ibride di prossima generazione. Le attività degli ultimi anni confermano la strategia saudita. Contrastare la diffusione delle auto elettriche diventa fondamentale. Il passaggio ad una mobilità a zero emissione su scala globale nel giro di pochi anni potrebbe, infatti, danneggiare notevolmente l’attività di Saudi Aramco e l’intera economia saudita.

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