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I 2 modi diversi di costruire un’auto elettrica con le piattaforme

Le Case usano piattaforme diverse per costruire auto elettriche. Ci sono marchi prudenti e chi punta tutto sugli EV: cosa cambia tra i modelli più diffusi

3 ottobre 2019 - 10:00

Costruire le auto elettriche implica la scelta fra 2 modi diversi: usare piattaforme flessibili che permettono di usare powertrain diversi o puntare solo sulla trazione elettrica. L’elettrificazione è ormai una realtà, e basta osservare i preparativi dei fornitori per capirlo, ma la sua diffusione sul mercato è ancora incerta. Produrre le ibride può essere meno complicato perché si conserva un Powertrain convenzionale, anche se fra i pro e contro c’è un aumento della complessità. La versione a batteria implica invece cambiamenti radicali nella componentistica e nel progetto complessivo dell’automobile. La costruzione di un’auto elettrica prevede un motore molto più compatto e anche la pur sviluppata elettronica non è ingombrante quanto una meccanica classica. La parte più costosa e più complicata da sistemare è in effetti proprio la batteria.

PERCHÉ NASCONO PIATTAFORME DIVERSE

In effetti i 2 modi diversi di costruire un’auto elettrica differiscono principalmente per la sistemazione dal battery pack. Tesla può essere considerata l’ideatrice della soluzione skateboard, con la batteria sottile e larga sistemata fra i due assali. Ma il brand californiano è partito dal foglio bianco: come pensano di costruire auto elettriche i costruttori tradizionali? Automotive News Europe ha pubblicato un interessante articolo basato anche su notizie date da un insider, il fornitore spagnolo di lamierati e componenti metallici Gestamp. Ma di cosa occorre tener conto quando si deve costruire un’auto elettrica? Ulf Sudowe, direttore Ricerca e Sviluppo per gli chassis in Gestamp, ha infatti detto che la grande coppia dei motori elettrici impone delle riprogettazioni. I telai ausiliari che sostengono il gruppo motore trasmissione, per esempio, devono essere più solidi.

VOLKSWAGEN PUNTA SUGLI EV

Fra i grandi costruttori il gruppo Volkswagen sembra quello che ha imboccato con maggior convinzione la strada del tutto elettrico. La sua piattaforma MEB nasce per le elettriche pure e prevede la batterie in basso per aumentare lo spazio utile e abbassare il baricentro. Volkswagen crede nell’auto elettrica e stima di vendere 15 milioni di veicoli basati sulla MEB nei prossimi 10 anni. Qualche analista si chiede: cosa succederà se la domanda non sarà così forte? È anche per questo che BMW è più “neutra”: l’amministratore delegato Oliver Zipse dice infatti che prevedere la domanda di veicoli elettrici è molto difficile. L’Azienda sta creando una piattaforma flessibile ( è quella dalla quale stanno nascendo le iX3 e iNext) capace di supportare tutte i tipi di motorizzazione.

COME COSTRUIRE UN’AUTO ELETTRICA

Zipse ritiene che il segreto sia integrare drivetrain differenti nello stesso impianto: è una cosa difficile ma l’azienda bavarese è in grado di farlo. Un analista di IHS Markit ritiene però questo un compromesso, perché la piattaforma auto elettrica è molto più semplice di una per motori a combustione. Estremizzando si potrebbe addirittura pensare a un veicolo elettrico privo di freni sull’asse motore grazie alla frenata a recupero dell’energia. La MEB nasce con trazione posteriore o integrale perché quella anteriore potrebbe avere reazioni allo sterzo proprio per la coppia istantanea del motore elettrico. Lo sfruttamento dello spazio è parimenti importante: VW dice che la ID3 ha lo spazio utile di una Passat nella lunghezza di una Golf. Mercedes è partita prudente (il SUV EQC è derivato dalla GLC) ma dal 2021 userà la piattaforma elettrica EVA 2, dalla quale deriveranno varie berline e SUV.

I COSTRUTTORI PENSANO ELETTRICO

Anche Renault sta sviluppando una piattaforma dedicata ai veicoli elettrici che sarà condivisa con gli altri partner dell’Alleanza. Quale tipo di auto elettrica sarà costruita su questa piattaforma? Essa è dedicata alle Segmento C e anche in questo caso si dichiara che un pianale dedicato darà lo spazio di auto di un segmento superiore. Jaguar Land Rover ha usato per la sua I-Pace (la cui manutenzione è più economica di quella della F-Pace) una piattaforma che permette l’uso di batterie skateboard. Il Gruppo ha già usato per la Range Rover Evoque la piattaforma Premium Transverse che consente di montare le batterie delle PHEV sotto il pianale. Le prossime auto elettriche pure di JLR useranno invece la Modular Longitudinal Architecture flessibile che consentirà le batterie skateboard anche alle HEV e PHEV. Anche il Gruppo PSA ha scelto una piattaforma flessibile sulla quale costruire auto di ogni tipo; essa permetterà comunque batterie skateboard.

ELETTRICITÀ ED ECONOMIE DI SCALA

Da Gestamp viene anche la notizia che la piattaforma MEB sarà molto più economica delle altre piattaforme dedicate alle elettriche. Sembra però chiaro che il rebus delle elettriche provoca incertezze nei fornitori. La sensazione è che nessuna Casa abbia un’idea precisa di quanto velocemente il mercato si convertirà alle auto elettriche. L’accordo con Ford per la condivisione della piattaforma MEB mette però Volkswagen in una posizione privilegiata per le economie di scala. Gestamp ha riferito infatti che Volkswagen ha recentemente raddoppiato il suo ordine di box per batterie fino ad arrivare a 570 mila all’anno. Chi non ha i volumi (e la determinazione?) di VW ha però probabilmente ragione a predisporre piattaforme universali anche a costo di qualche compromesso per le auto elettriche.

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