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Autonomia e tempi di ricarica: come si calcolano sulle auto elettriche?

Dalla rete di casa alle colonnine fast charge, ci sono molti vari modi e tempi necessari per ricaricare un'auto elettrica, con pro e contro

3 febbraio 2021 - 8:00

Autonomia e tempi di ricarica sono due dei problemi maggiori sul tema delle auto elettriche. Per cercare di superarli – o almeno di arginarli – da una parte si guida cercando di consumare meno possibile, dall’altra si deve pianificare tragitti e pause per ridurre al minimo i tempi di ricarica. Parlando di quest’ultimo aspetto, ad oggi sono tanti i metodi per fare il pieno di energia. Alcuni hanno costi bassi e bassa resa, mentre altri sono più costosi, ma offrono innegabili vantaggi nei tempi di ricarica.

Aggiornamento del 3 febbraio 2021: in arrivo 400 colonnine in Autostrada dal 2021

AUTONOMIA E RICARICA AUTO ELETTRICHE A CASA

Il modo più semplice e comune per ricaricare un’auto elettrica è rappresentato dalla possibilità di attaccarla alla rete domestica. Vale anche per la ricarica di auto ibride plug-in. Basta avere un garage o un giardino con una presa esterna. Se ci si accontenta di un contratto base di fornitura elettrica, però, si devono mettere in conto non pochi inconvenienti. In Italia, infatti, i contatori “di serie” hanno potenza di 3 kW e, con prestazioni così limitate un’auto elettrica in ricarica assorbe quasi tutto il flusso di energia a disposizione. Utilizzare un grande elettrodomestico (forno, lavastoviglie o lavatrice) può facilmente far “saltare” il contatore. La ricarica dell’auto elettrica di notte deve poi tenere conto di un altro problema. Con le tecnologie attuali, un impianto da 3 kW trasferisce alle batterie una quantità di energia tale da permettere a una vettura di guadagnare 10 km di autonomia ogni ora di ricarica. Facendo due conti si scopre che con un po’ di ottimismo si può pensare di recuperare tra gli 80 e i 100 km a notte. Significherebbe tenere la spina attaccata alla corrente per 48 ore per ricaricare completamente un’auto elettrica come la Jaguar I-Pace.

TEMPI DI RICARICA AUTO ELETTRICA CON WALLBOX

Per ovviare agli inconvenienti appena descritti, il proprietario di un’auto elettrica deve mettere in conto la necessità di ricaricare un’auto elettrica più velocemente. Ci sono principalmente due modi: wallbox e colonnine. Quando si parla di wallbox per la ricarica di auto elettriche o plug-in ci si riferisce alla possibilità di installare uno strumento in grado di ricaricare l’auto con maggiore velocità. I wallbox, o le colonnine da muro, sono spesso offerti dalle stesse Case che producono le auto elettriche e hanno potenze di circa tre o quattro volte quella standard di rete.

– Volkswagen, ad esempio, offre due prodotti, con potenze da 3,7 o 11 kW;

– Nissan, per la Leaf, ha un prodotto con una potenza di 7 kW, e lo stesso offre Jaguar;

– Tesla, che da sempre segue un suo standard di ricarica auto elettriche, ha un proprio Wall Connector con numerose varianti di potenza che vanno da 2,8 a 19,2 kW.

In tutti questi casi, qualche ora di ricarica permette di mettere  coprire i normali spostamenti giornalieri. Tutti quanti, però, richiedono un diverso contratto di fornitura elettrica per poter essere sfruttati a dovere. E questo comporta dei costi fissi in bolletta.

RICARICA AUTO ELETTRICHE ALLE COLONNINE RAPIDE

Il modo più rapido per ricaricare un’auto elettrica, però, resta quello delle colonnine a ricarica rapida. Si trovano in luoghi strategici delle città, in centro, o vicino ad attrazioni turistiche e centri commerciali. Hanno potenze molto elevate, che arrivano a 150 kW ma che, come nel caso di quelle prodotte dalla tedesca Ionity e in alcuni casi anche 350 kW. Vi si accede tramite abbonamento, che può costare dai 100 ai 200 euro all’anno, e permettono di raggiungere in meno di un’ora anche l’80% di carica delle batterie, se l’auto è predisposta. Queste colonnine, che da una parte minimizzano fino quasi a far scomparire il problema dei tempi morti, dall’altra hanno il problema di essere poco diffuse. Una serie di progetti europei, però, ne stanno aumentando la presenza sul territorio (in Italia sono previste 400 colonnine di ricariche anche sulle Autostrade).

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