Auto elettriche: in Europa servono 14 mila colonnine a settimana

Per raggiungere gli obiettivi di elettrificazione in Europa servono 14 mila nuovi punti di ricarica per auto elettriche e altri veicoli plug-in ogni settimana

29 marzo 2022 - 16:40

Per rendere sostenibili gli obiettivi europei in merito alla diffusione delle auto elettriche, con una progressiva riduzione delle emissioni del parco circolate, non bastano gli incentivi all’acquisto. La possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati per i prossimi anni, in termini di vendite di auto a zero emissioni, è strettamente legata alla creazione di un’infrastruttura pubblica di ricarica. Tale infrastruttura dovrà essere diffusa in modo capillare su tutto il territorio europeo. È necessario che vi sia un numero sufficiente di punti di ricarica pubblica in rapporto al numero di auto elettriche che, nel corso dei prossimi anni, circolerà sulle strade europee. Secondo l’European Electric Vehicle Charging Infrastructure Masterplan, indagine realizzata da McKinsey, per i prossimi anni servirà una decisa accelerazione del programma di diffusione dei punti di ricarica. La rete attuale non è sufficiente per sostenere gli obiettivi di crescita.

AUTO ELETTRICHE IN EUROPA: LE VENDITE CRESCONO A RITMO MAGGIORE RISPETTO AI PUNTI DI RICARICA

Lo sviluppo del settore delle auto a zero emissioni procede a due velocità. Da una parte, infatti, si registra una sostanziale crescita delle vendite di auto elettriche affiancate anche dalle auto plug-in hybrid che possono funzionare anche a zero emissioni. Dall’altra parte, invece, bisogna fare i conti con un’infrastruttura di ricarica pubblica che cresce a ritmo ridotto. Come sottolineato da ACEA, l’Associazione europea dei produttori di automobili, nel corso degli ultimi 5 anni le vendite di auto elettriche sono decuplicate. Contestualmente, però, la diffusione dei punti di ricarica pubblica è stata molto limitata. Nello stesso periodo di tempo, ovvero negli ultimi 5 anni, il totale di punti di ricarica è cresciuto soltanto di 2,5 volte. Si tratta, quindi, di un andamento a due velocità completamente differenti. Se i ritmi di crescita si confermeranno anche nei prossimi anni ci troveremo in una situazione di forte disequilibrio tra auto elettriche e colonnine.

LA CRESCITA DELLE AUTO ELETTRICHE NON SI FERMERA’ NEI PROSSIMI ANNI

L’indagine di McKinsey conferma che le auto elettriche e le ibride plug-in continueranno a crescere in quota di mercato nel corso dei prossimi anni. Contestualmente, anche i veicoli commerciali plug-in inizieranno ad essere sempre più diffusi. La crescita sarà sostanziale e porterà questo tipo di veicoli a rappresentare un riferimento assoluto del mercato delle quattro ruote. Entro il 2030, infatti, si stima il raggiungimento di una quota di mercato del 58% per le auto elettriche e ibride plug-in in UE. Oltre alle auto, inoltre, si registrerà una sostanziale crescita della diffusione di altre tipologie di veicoli a quattro ruote (autobus, veicoli commerciali leggeri) che avranno ugualmente bisogno di punti di ricarica. Per i veicoli commerciali leggeri si stima il raggiungimento del 50% di market share entro il 2030.

POCHI INVESTIMENTI PER LE INFRASTRUTTURE DI RICARICA DI AUTO ELETTRICHE

Una delle principali evidenze che emerge dall’indagine riguarda i ridotti investimenti in infrastrutture di ricarica per auto ed altri veicoli plug-in. Questo dato è evidente con un confronto con gli investimenti che si registrano in altri settori. I fondi stanziati per la ricarica pubblica rappresentano circa il 16% degli investimenti per il 5G e la rete in fibra ottica in Europa tra il 2021 e il 2025. Da notare, inoltre, che solo il 18% degli investimenti previsti nel settore delle energie rinnovabili è collegato al potenziamento dell’infrastruttura di ricarica pubblica. La maggior parte delle risorse investite, considerando sia fondi pubblici che privati, si concentra su settori differenti. Questo può tradursi in una crescita lenta dei punti di ricarica rispetto a quelle che saranno le necessità europee. Attualmente, in Italia il numero di colonnine è in linea con il parco circolante e, quindi, con le necessità degli automobilisti. In vista di una sostanziale crescita futura, però, serviranno nuovi investimenti.

I TARGET DA RAGGIUNGERE: PIU’ DI 7 MILIONI DI PUNTI DI RICARICA

Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei in termini di emissioni per il 2030 (con una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 delle autovetture e veicoli commerciali leggeri e del 30% dei veicoli commerciali pesanti) servirà un numero molto elevato di punti di ricarica. L’infrastruttura attuale non sarebbe, infatti, in grado di reggere questa crescita. Entro il 2030, secondo l’indagine, circoleranno sulle strade europee quasi 43 milioni di auto elettriche e ibride plug-in. Ci saranno anche 4,4 milioni di veicoli commerciali leggeri e 300 mila camion e autobus a zero emissioni. Per rendere sostenibile questi numeri, secondo EV Charging Masterplan, serviranno 6,8 milioni di punti di ricarica per auto. A questi bisognerà aggiungere 700 mila punti di ricarica per veicoli commerciali leggeri e 100 mila per autobus e camion. L’intera infrastruttura di ricarica dovrà crescere in modo molto significativo nel corso dei prossimi anni. È necessaria una netta accelerazione per rendere sostenibile, nel lungo periodo, il programma di elettrificazione del settore.

È NECESSARIO INCREMENTARE LA VELOCITA’ DI DIFFUSIONE DELLE COLONNINE

L’accelerazione nel programma di sviluppo di punti di ricarica dovrà essere notevole. L’indagine stima, infatti, che la rete europea dovrà passare da 2 mila nuovi punti di ricarica pubblica installati ogni settimana (dato di fine 2021) a ben 23 mila nuovi punti di ricarica alla settimana nel corso del 2030. In media, quindi, è necessario installare circa 14 mila nuovi punti di ricarica pubblica ogni settimana nel corso dei prossimi 9 anni. Solo in questo modo sarà possibile centrare gli obiettivi legati alla diffusione di auto e veicoli elettrici e ibridi plug-in sul territorio europeo. L’attuale velocità di crescita della rete di ricarica pubblica risulta essere 1,7 volte inferiore a quella necessaria oggi e dovrà registrare una rapida accelerazione nel giro dei prossimi anni. Senza un’infrastruttura completa e distribuita in modo capillare, quindi, gli obiettivi di elettrificazione del mercato delle quattro ruote non potranno essere raggiunti.

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