Auto elettriche di massa: i 3 fattori chiave secondo McKinsey

Un report di McKinsey evidenzia i tre ostacoli da superare per poter rendere le auto elettriche dei veicoli di massa su scala globale

10 agosto 2022 - 19:07

Il mercato auto si avviva verso una graduale e completa elettrificazione che porterà le auto elettriche a diventare un riferimento per la circolazione. In particolare in Europa, dove sono già state definite le tempistiche per lo stop alla vendita di auto benzina e diesel, il tema delle auto elettriche e della loro diffusione è quanto mai attuale. Il settore delle quattro ruote, a partire dai principali costruttori, sta avviando importanti investimenti per accelerare il programma di elettrificazione nel corso dei prossimi anni. Le sfide ancora da affrontare (in Europa e, più in generale, su scala globale) sono numerose. A chiarire alcuni elementi centrali del programma di trasformazione del settore delle quattro ruote è un nuovo report di McKinsey. Il report in questione, infatti, evidenzia quelli che sono i 3 fattori chiave per rendere le auto elettriche un prodotto di massa e trasformarle nel nuovo riferimento della mobilità.

AUTO ELETTRICHE COME NUOVO VEICOLO DI MASSA: UNA CRESCITA RAPIDA NEI PROSSIMI ANNI

Le normative sempre più stringenti sulle emissioni e gli investimenti dei costruttori spingeranno le vendite di auto elettriche sul mercato globale. Le stime confermano che il settore della mobilità a zero emissioni dovrebbe registrare una crescita sostanziale nel corso del decennio (2021-2030). Si prevede, infatti, una crescita di sei volte della domanda di auto elettriche. In particolare, il settore delle auto a zero emissioni dovrebbe passare:

da 6.5 milioni di unità vendute all’anno nel 2021

a 40 milioni di unità vendute all’anno nel 2030

Si tratta di una crescita sostanziale che comporterà un vero e proprio passaggio di consegne tra le auto ICE e le auto elettriche. Nel giro di pochi anni, il numero di modelli a zero emissioni in circolazione aumenterà in modo significativo. Grazie anche alla rottamazione di modelli ICE, inoltre, il parco circolante presenterà, soprattutto in Europa, una percentuale rilevante di vetture a zero emissioni. La crescita delle auto elettriche dipenderà da diversi fattori.

IL FUTURO DELLE AUTO ELETTRICHE È LEGATO AD ALCUNI PASSAGGI CHIAVE

Trasformare il settore auto non sarà facile. È necessario, infatti, un rapido avvicendamento tra i modelli ICE e i modelli elettrici che comporterà il superamento di una serie di ostacoli. Bisognerà, infatti:

– superare i problemi con le materie prime, soprattutto per quei componenti (come le batterie) che fino a pochi anni fa non erano parte del settore auto;

– sarà necessario riconvertire gli stabilimenti di produzione dopo decenni di sviluppo e investimenti legati alle vetture ICE;

– un altro elemento da non sottovalutare è rappresentato dalla creazione di un’infrastruttura in grado di garantire la circolazione di auto elettriche, modelli con caratteristiche molto diverse dalle auto benzina e diesel.

L’ANALISI DI MCKINSEY: GLI OSTACOLI DA SUPERARE PER RENDERE LE AUTO ELETTRICHE DEI VEICOLI DI MASSA

Il report degli analisti di McKinsey si concentra su tre ostacoli che il settore automotive deve affrontare e superare per poter rendere le auto elettriche dei veicoli di massa. Questi ostacoli sono:

– le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime necessarie alla produzione delle batterie per auto elettriche come il nichel, il cobalto e il litio;

– le limitate capacità di produzione di batterie e la produttività ridotta degli impianti esistenti;

– l’assenza di un’infrastruttura di ricarica pubblica, diffusa in modo capillare, in grado di rendere sostenibile la crescita del numero di auto elettriche circolanti.

Il superamento di questi ostacoli potrà consentire al settore di centrale gli obiettivi di elettrificazione e rendere la mobilità a zero emissioni un riferimento del settore automotive.

MATERIE PRIME BATTERIE: IL PRIMO OSTACOLO ALLA CRESCITA DELLE AUTO ELETTRICHE

Produrre un numero sufficiente di batterie per auto elettriche richiede il ricorso a materie prime che, fino a qualche anno fa, non erano parte dell’industria automotive in modo massiccio. Poter contare su sufficienti forniture di materie come il nichel, il cobalto e il litio sarà fondamentale per superare uno dei principali ostacoli alla diffusione dei veicoli a zero emissioni su scala globale. Si tratta di un problema di primaria importanza. I costruttori si stanno attrezzando per ottenere le forniture necessarie a raggiungere livelli sufficienti di produzione di batterie ma i fattori da considerare sono diversi. Queste materie prime sono rare e possono essere soggette a forti oscillazioni di prezzo, come avvenuto con il prezzo del nichel nel primo semestre del 2022 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Per ovviare almeno in parte al problema, l’industria di settore si sta già dedicato a progetti per il riciclo delle batterie per auto che potrebbero garantire il recupero parziale delle materie prime.

INVESTIRE NELLE GIGAFACTORY E NELLA LORO PRODUTTIVITA’ PER SOSTENERE LA DIFFUSIONE DELLE AUTO ELETTRICHE 

Anche risolvendo il problema delle materie prime per le batterie, gli ostacoli da affrontare restano. Come evidenziato dal report di McKinsey, è necessario investire nella costruzione di Gigafactory e nella crescita della loro produttività. Con il termine “Gigafactory” si fa riferimento a stabilimenti dedicati alla produzione di batterie per auto elettriche. Il settore automotive si sta attrezzando per la creazione di questi stabilimenti. Anche in Italia ci sarà spazio per alcune Gigafactory nel corso dei prossimi anni. Come evidenzia il report di McKinsey, la maggior parte delle Gigafactory sono situate in Asia con una copertura di circa l’80% della capacità produttiva globale (al 2020). In questi ultimi anni, però, molti costruttori del settore automotive stanno investendo per la creazione di proprie Gigafactory, da realizzare anche in partnership con aziende specializzate del settore delle batterie. I problemi legati alla crescita del numero di Gigafactory sono almeno due:

– è necessario mettere in conto enormi investimenti per la creazione di questi stabilimenti (anche riconvertendo siti produttivi già esistenti ma dedicati ad auto ICE);

– bisogna affrontare il problema della produttività delle Gigafactory che risulta essere ancora ridotta.

I problemi di efficienza degli impianti di produzione di batterie devono tenere conto anche della possibile carenza di materie prime, che potrebbe rallentare la produzione, allungando i tempi per il rientro degli investimenti.

LE INFRASTRUTTURE DI RICARICA: IL TERZO OSTACOLO ALLA DIFFUSIONE DELLE AUTO ELETTRICHE

La creazione di un’infrastruttura di ricarica pubblica è un altro ostacolo da superare per rendere sostenibile la diffusione delle auto elettriche. Il report di McKinsey evidenzia come:

– negli Stati Uniti sia necessario passare da 100 mila punti di ricarica a oltre 1,2 milioni punti di ricarica entro il 2030 per soddisfare la domanda;

– la Cina, invece, dovrà passare da 1,15 milioni a oltre 5 milioni;

– anche l’Europa è chiamata ad una sfida enorme. L’infrastruttura europea dovrà passare da 340 mila punti di ricarica nel 2021 a 2,9-6,8 milioni di punti di ricarica (dipende dal target da raggiungere) nel 2030.

Per superare quest’ostacolo è necessario risolvere alcune questioni rispondendo a domande come:

dove devono essere posizionate le stazioni di ricarica? I punti di ricarica dovranno essere distribuiti in modo capillare e omogeno, in rapporto alla diffusione di auto elettriche;

come deve essere la velocità di ricarica? I punti di ricarica rapida sono più costosi da installare e gestire ma consentono di ridurre notevolmente i tempi del “rifornimento” mentre la ricarica lenta è più economica e può soddisfare la maggior parte delle esigenze degli automobilisti;

come trovare il giusto bilanciamento tra redditività e convenienza? Sarà necessario trovare l’equilibrio corretto per rendere sostenibili gli investimenti, aumentando il numero di punti di ricarica per soddisfare la domanda del mercato senza causare un calo di redditività degli investimenti.

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