Auto aziendale elettrica: chi paga la ricarica ai dipendenti

La ricarica dell’auto aziendale elettrica ai dipendenti può fruire di un trattamento fiscale speciale? La risposta è affermativa

27 giugno 2022 - 15:30

C’è sempre più spazio per l’auto aziendale elettrica nelle flotte delle imprese per due ragioni principali. In prima battuta per via di una coscienza ambientale sempre più diffusa grazie a una attività educativa e di sensibilizzazione che va avanti da anni. Dall’altra, soprattutto in ambito aziendale, occorre tenere conto della migliore convenienza dal punto di vista fiscale. Per sfruttare le condizioni favorevoli, le strade da seguire sono numerose e vanno al di là dell’acquisto del veicolo in sé. La strettissima attualità passa da una recentissima pronuncia dell’Agenzia delle entrate sul pagamento della ricarica della batteria dell’auto aziendale elettrica concessa ai dipendenti. Non ci resta allora che entrare nei dettagli per esaminare le ultime novità in materia.

RICARICA AUTO AZIENDALE ELETTRICA: REDDITO DA LAVORO O WELFARE D’IMPRESA?

L’Agenzia delle entrate, in risposta a un interpello, si è espressa in relazione al pagamento della ricarica della batteria dell’auto aziendale elettrica concessa ai dipendenti in seguito a una precisa richiesta di una holding attiva nel settore della produzione e della trasformazione della carta tissue in prodotti finiti confezionati. E con una sensibilità spiccata per le questioni ambientali. A tal punto da aver incoraggiato i lavoratori al ricorso della mobilità elettrica. Ma soprattutto da rinnovare il parco auto aziendale con automezzi elettrici o a tecnologia ibrida, anche nell’ambito privato. Ancora più precisamente, la holding intendeva riconoscere sei mesi di ricarica gratuita ai lavoratori che acquistano auto elettriche, utilizzando, se possibile, l’energia elettrica prodotta dai propri impianti fotovoltaici o idroelettrici per la ricarica del mezzo. Oppure facendo riferimento a convenzioni con soggetti terzi fornitori delle ricariche. C’è però un punto da chiarire: quale trattamento fiscale applicare al benefit? Si tratta di reddito di lavoro dipendente o una iniziativa di welfare aziendale e dunque esclusa da imposizione fiscale?

IL PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SULLA RICARICA AUTO AZIENDALE ELETTRICA

Ci ha allora pensato l’Agenzia delle entrate a scrivere la parola finale sulla questione della ricarica auto aziendale. In pratica ha precisato il trattamento fiscale da applicare. Per gli uomini di Via XX Settembre, tale servizio di ricarica delle auto elettriche si inserisce in un più ampio quadro di interventi finalizzati a informare e sensibilizzare gli stakeholders “su importanti temi legati alla cultura della sostenibilità: dall’educazione ambientale, al consumo responsabile, alla promozione della sicurezza e della salute”. Ed è proprio questa finalità, se debitamente documentata, a fare la differenza. A spostare cioè l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Secondo l’Agenzia delle entrate, il benefit della ricarica auto aziendale elettrica può infatti “beneficiare del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente”.

AUTO AZIENDALE ELETTRICA: QUANDO LA RICARICA È UN BENEFIT

Già in precedenza, l’Agenzia delle entrate aveva precisato le condizioni richieste affinché un benefit possa essere escluso dalla formazione del reddito dei lavoratori dipendenti. Ricordiamo innanzitutto che tali circostanze devono verificarsi in contemporanea e che devono riguardare opere e servizi forniti dal datore di lavoro o da strutture esterne all’impresa. La prima condizione essenziale è che le opere e i servizi siano messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti. Dopodiché, le medesime opere o servizi – tra cui appunto la ricarica auto aziendale elettrica – devono riguardare esclusivamente erogazioni in natura e non erogazioni sostitutive in denaro. Infine, ma non meno rilevante, le opere e i servizi devono perseguire specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto. A tal riguardo, il punto di riferimento è l’articolo 100 del Tuir, il Testo unico delle imposte sui redditi.

LIMITI DI DEDUZIONE AUTO AZIENDALE ELETTRICA

Infine, ricordiamo che in base alle norme sui limiti di deduzione delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore, utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, le spese sono soggette a vari tipi di deduzione. In particolare, “le spese e altri componenti negativi sono deducibili per l’intero ammontare relativamente agli aeromobili da turismo, alle navi e imbarcazioni da diporto, alle autovetture e autocaravan, ai ciclomotori e motocicli, nel caso in cui questi mezzi siano destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa e ai veicoli adibiti a uso pubblico”. Sono deducibili nella misura del 20% le spese relative alle autovetture e autocaravan. La quota di deducibilità sale al 70% per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

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