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Auto aziendale: quali spese si possono recuperare nel 2022

Anche nel 2022 è possibile recuperare parte dei costi associati alla gestione dell’auto aziendale, come quelli relativi all’assicurazione e al bollo auto

31 marzo 2022 - 17:00

La possibilità di recuperare i costi sostenuti per l’acquisto o la gestione di una auto aziendale rappresenta una delle principali facilitazioni fiscali concesse dal sistema italiano. E non ci riferiamo appunto solo all’acquisto in sé. Perché tra le spese a vario titolo da portare in detrazione e in deduzione rientrano anche il bollo auto, l’assicurazione e i costi per la manutenzione. Per non parlare della spesa per il carburante, particolarmente preziosa nel periodo di rialzo dei costi. Di più: come approfondiamo in questo articolo, tra le spese da recuperare nel 2022 riferite all’auto aziendale rientrano anche quelle sostenute per i canoni di leasing, di noleggio e più in generale di locazione. Non ci resta allora che entrare nei dettagli delle disposizioni fiscali vigenti. Scopriremo come l’opzione del recupero dei costi sia legata al rispetto di requisiti ben precisi.

ACQUISTO AUTO AZIENDALE: QUALI SPESE RECUPERARE

Quando si parla di auto aziendale, la principale voce di spesa da considerare è quella relativa all’acquisto. Si tratta infatti del costo generalmente più alto da affrontare. Occorre però distinguere tra detraibilità e deducibilità in riferimento alle spese da “scaricare”. Si parla di detraibilità quando una parte dell’importo viene sottratto dall’imposta. Con deducibilità si fa invece riferimento alle voci di spesa da sottrarre alla base imponibile di una imposta. In relazione a un veicolo aziendale da comprare, il quadro è il seguente:

– spese per acquisto di un’auto da parte di imprese e professionisti: ammortamento deducibile al 20% fino al limite di 18.076 euro e Iva detraibile al 40%;

– costi per acquisto di un’auto da parte di agenti e rappresentanti: ammortamento deducibile al’80% fino al limite di 25.822 euro e Iva detraibile al 100%;

– spese per acquisto di un’auto in uso promiscuo: ammortamento deducibile al 70% e Iva detraibile al 40%.

SPESE PER AUTO AZIENDALE: QUALI SPESE RECUPERARE

Da una voce di spesa all’altra riferita all’auto aziendale, ecco quelle relative alla manutenzione e alla riparazione del veicolo. Ma anche quelle non evitabili dell’assicurazione del bollo auto ovvero dell’imposta di possesso. Le casistiche da considerare sono le seguenti:

– spese per manutenzione, riparazione, carburante, bollo auto e assicurazione da parte di imprese e professionisti: deducibilità al 20% e Iva detraibile al 40%;

– costi per manutenzione, riparazione, carburante, bollo auto e assicurazione da parte di agenti e rappresentanti: deducibilità all’80% e Iva detraibile al 100%;

– spese per manutenzione, riparazione, carburante, bollo auto e assicurazione in uso promiscuo: deducibilità al 70% e Iva detraibile al 40%.

CANONI PER AUTO AZIENDALE: QUALI SPESE RECUPERARE

Non solo acquisto di un’auto aziendale, perché un professionista con partita Iva può anche scegliere una formula alternativa al possesso. Pensiamo ad esempio al noleggio a lungo termine oppure al leasing. In termini fiscali, la normativa aggiornata prevede:

– canoni di leasing, noleggio, locazione, autovetture da parte di imprese e professionisti: deducibilità al 20% e Iva detraibile al 40%;

– costi di leasing, noleggio, locazione, autovetture da parte di agenti e rappresentanti: deducibilità al 80% e Iva detraibile al 100%;

– canoni di leasing, noleggio, locazione, autovetture in uso promiscuo: deducibilità al 70% e Iva detraibile al 40%.

IL CASO PARTICOLARE DELL’AUTO AZIENDALE NEL REGIME FORFETTARIO

Nell’intricato reticolo delle norme fiscali sull’auto aziendale, c’è un caso particolare da segnalare. È quello del regime forfettario delle partite Iva, in cui l’imposta viene determinata appunto forfettariamente. Condizione fondamentale per accedere a questo regime speciale disciplinato dall’Agenzia delle entrate è il mancato superamento del tetto di reddito di 65.000 euro all’anno. Su cui viene quindi applicata un’aliquota sostitutiva del 15%. Ebbene, le partite Iva in regime forfettario non possono dedurre le spese sostenute per l’esercizio della propria attività e né la relativa Iva. Neanche quelli relativi all’acquisto dell’auto. Oppure alla manutenzione ordinaria o straordinaria oppure quelle per il carburante. Questa limitazione vale in tutti i casi. Per le imprese e i professionisti, per cui l’unica spesa da recuperare è quella dei contributi previdenziali versati nell’anno. Ma anche per le associazioni sportive dilettantistiche per cui viene applicato un coefficiente di redditività per la determinazione del reddito imponibile. E anche per il regime Iva speciale per l’agricoltura e le attività collegate.

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