Volkswagen licenzia 200 dipendenti per evitare un nuovo dieselgate

Oltre 200 dipendenti Volkswagen sono stati scoperti a violare le regole importe dal Costruttore dopo lo scandalo dieselgate

26 agosto 2019 - 19:12

Volkswagen ha deciso di usare il pugno duro nei confronti dei dipendenti che non si sono attenuti al rispetto delle norme interne. In particolare, dopo lo scandalo dieselgate scoppiato nel 2015, il brand si è dotato di un nuovo codice di condotta. La scure della compliance si è quindi abbattuta su circa 200 dipendenti licenziati per una serie di violazioni legate al mancato rispetto degli orari di lavoro o all’uso di alcool e droghe. Sulla scia di questi provvedimenti sono anche partite 903 lettere di ammonimento formale indirizzate ai lavoratori che si sono resi protagonisti dei scorrettezze di minore entità. Dallo scoppio del caso dieselgate, Volkswagen è finita sotto osservazione speciale da parte delle autorità giudiziarie di mezzo mondo. In particolare, una recente sentenza del tribunale distrettuale di Düsseldorf in Germania, apre un nuovo fronte legato alle modalità del richiamo effettuato per le auto interessate dallo scandalo. Vediamo come VW sta gestendo i processi interni per evitare il ripetersi di irregolarità.

REGOLE AZIENDALI

Il Gruppo Volkswagen ha licenziato 204 dipendenti per aver violato le regole interne nel corso del primo trimestre 2019. E’ noto infatti che la casa automobilistica ha rafforzato le sanzioni legate alla cattiva condotta all’indomani dello scandalo dieselgate scoppiato nel 2015. Circa la metà delle cessazioni è dovuta a violazioni dell’orario di lavoro. Come riferito da Bloomberg si tratterebbe per lo più di collaboratori che ci sono resi protagonisti di assenza ingiustificate dal posto di lavoro. Ci sarebbero però anche casi di furto o situazioni che hanno visto ignorati i divieti sull’uso di droga e alcol. Le decisioni sono riportate sull’ultimo numero del magazine aziendale per meglio comunicare gli sforzi messi in campo dall’azienda sul fronte della correttezza. Si tratta di un avviso forte e chiaro ai circa 650.000 lavoratori del marchio su quanto possa essere risoluta la nuova strategia di compliance.

L’AVVERTIMENTO

VW ha inoltre emesso 903 avvertimenti formali nei riguardi degli autori di illeciti di minore entità. Va detto che documentare le cattive condotte e mostrarne le conseguenze nei documenti interni è stata una delle richieste specifiche del responsabile americano della compliance interna Larry Thompson. Si tratta quindi di una politica volta ad aumentare la consapevolezza tra la forza lavoro di casa Volkswagen. Il mandato triennale di Thompson per il controllo dei sistemi di conformità e integrità in VW durerà fino al prossimo giugno. L’ex vice procuratore generale degli Stati Uniti deve certificare che il colosso dell’auto tedesca abbia adottato misure adeguate per istituire un sistema che prevenga ogni tipo di irregolarità. Una scelta necessaria a superare la crisi di credibilità legata allo scandalo delle emissioni diesel che ha coinvolto anche l’ex Ceo Martin Winterkorn ed è costato al gruppo oltre 30 miliardi di euro.

SVILUPPI DEL DISELGATE

Nel corso di una intervista pubblicata sul giornale dello staff VW, Thompson ha dichiarato che VW è diventata una società migliore dopo lo scandalo ma c’è ancora bisogno di miglioramenti.” Una recente sentenza del tribunale distrettuale di Düsseldorf, in Germania, è destinata riaprire la ferita dello scandalo. Secondo i giudici l’eliminazione del software illegale sulle vetture diesel non avrebbe risolto i problemi come promesso. Si sarebbe scoperto che il sistema di pulizia dei gas di scarico dopo l’aggiornamento funziona solo a temperature esterne tra 10-32°C. Nel caso in cui il termometro presenti valori diversi il dispositivo di pulizia rimarrebbe disabilitato consentendo ai veicoli diesel interessati di inquinare eccessivamente. La casa automobilistica, che ha contestato questa ricostruzione, potrebbe ora affrontare una nuova ondata di richieste di risarcimento da parte dei clienti.

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