Sconto accisa diesel: lo Stato dove ha trovato le risorse

Sconto accisa diesel: lo Stato dove ha trovato le risorse

Altra proroga dello sconto accisa diesel, al 5 settembre 2026: ecco il Governo Meloni cosa ha escogitato per trovare la copertura

 

Altra proroga dello sconto accisa diesel, al 5 settembre 2026: ecco il Governo Meloni cosa ha escogitato per trovare la copertura

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28 Agosto 2026 - 09:48

La proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre è realtà, ma il vero nodo politico ed economico dell’operazione riguarda la natura delle coperture finanziarie. Come ricostruito nel dettaglio ed evidenziato dalle pagine della Staffetta Quotidiana, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che estende la riduzione di 17 centesimi al litro della tassa sul diesel per un costo complessivo stimato in circa 130 milioni di euro. L’aliquota ridotta, specifica la nota ufficiale del Cdm, trova applicazione anche ai gasoli paraffinici da idrotrattamento e al biodiesel impiegati come carburanti, confermando contestualmente il credito d’imposta destinato al comparto dell’autotrasporto. Se la misura garantisce un respiro temporaneo ai consumatori e alle imprese di trasporto, l’analisi delle risorse utilizzate rivela un meccanismo contabile e fiscale complesso, finito al centro del dibattito economico.

TAGLIO ACCISA DIESEL: QUALI RISORSE

Per finanziare la misura in assenza di nuove entrate strutturali o tagli di spesa compensativi, l’Esecutivo ha fatto ricorso a un sistema di anticipo fiscale sulle somme commisurate alle ritenute sugli utili dei grandi gruppi operanti nel settore dell’energia.

Come emerge dai testi d’entrata in CdM e dalle bozze del provvedimento riportate da Staffetta, la disposizione interessa esclusivamente i soggetti di maggiori dimensioni. Nello specifico, la misura si applica alle imprese del comparto energetico che, sulla base del bilancio relativo all’esercizio precedente a quello in corso al 31 dicembre 2026, abbiano registrato ricavi complessivi superiori ai 20 miliardi di euro.

A questi colossi dell’energia viene richiesto un versamento anticipato relativo alle ritenute e alle imposte sostitutive sui dividendi la cui distribuzione sia stata deliberata nell’esercizio precedente a quello di corresponsione. In sostanza, le grandi aziende anticiperanno all’erario somme dovute a titolo fiscale; per un importo pari a quanto effettivamente versato, verrà successivamente riconosciuto un credito d’imposta di pari ammontare da scomputare nelle scadenze future.

UNA “CAMBIALE FISCALE” PER L’ACCISA

Questa scelta tecnica ha sollevato un’accesa discussione sulla reale sostenibilità finanziaria dell’intervento. Secondo la chiave di lettura presentata dal commento redazionale della Staffetta nell’approfondimento intitolato “Pagherò”, l’esecutivo avrebbe firmato una vera e propria “cambiale fiscale” a favore di realtà industriali come Eni ed Enel.

Dopo aver esaminato e scartato diverse opzioni – come il prelievo straordinario nazionale o l’ipotesi di una tassa europea sui profitti dei colossi energetici – il Governo si è orientato su un anticipo di cassa. L’effetto immediato è l’ottenimento della liquidità necessaria per coprire i 130 milioni di euro del taglio del carburante nell’immediato. Tuttavia, l’effetto collaterale di questo meccanismo si trasferirà sui trimestri successivi, quando lo Stato dovrà registrare minori incassi fiscali proprio a causa del recupero dei crediti d’imposta concessi alle imprese.

Sconto accisa diesel lo Stato dove ha trovato le risorse

CARBURANTI: GLI SCENARI

Terminata questa proroga a inizio settembre, la strategia dell’esecutivo punta ad abbandonare i tagli lineari a favore di strumenti di sostegno più selettivi e parametrati sulle fasce di reddito. Resta tuttavia aperto il tema della stabilità complessiva dei conti per i prossimi provvedimenti sul caro energia, con una campagna elettorale di fatto già avviata che rende più complesso il confronto politico sulle riforme strutturali. Nel frattempo, oggi benzina a 2,014 euro (-2 millesimi) e diesel a 2,131 (-3 millesimi): una batosta. Il futuro era e resta un rebus.

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