Sanzioni UE anti Russia: ritorsione Cina colpisce anche auto europea

Sanzioni UE anti Russia: ritorsione Cina colpisce anche auto europea

La Cina vieta beni a duplice uso a 14 aziende europee, in risposta al nuovo pacchetto sanzionatorio dell’Unione Europea: cosa c’entra l’auto

 

La Cina vieta beni a duplice uso a 14 aziende europee, in risposta al nuovo pacchetto sanzionatorio dell’Unione Europea: cosa c’entra l’auto

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24 Luglio 2026 - 15:45

Altro giro di vite della Cina in fatto di export all’Unione Europea, con ricadute anche sull’auto del Vecchio Continente, riferisce Bloomberg. Per spiegare questa partita a scacchi internazionale, occorre iniziare dalle misure UE contro la Russia per la guerra in Ucraina. Bruxelles ha inserito diverse aziende con sede nel Paese del Dragone nella propria lista di soggetti sanzionati, accusandole di sostenere la base industriale e militare di Mosca attraverso la fornitura di beni e tecnologie a duplice uso, colpendo inoltre interessi commerciali ritenuti strategici da Pechino. Come ritorsione, Pechino ha vietato la vendita di beni a duplice uso a 14 aziende UE con effetto immediato, ha dichiarato oggi il ministero del Commercio. 

UE, RUSSIA E CINA: CHE SUCCEDE

Anzitutto, i beni a duplice uso sono prodotti, materiali, software e tecnologie originariamente concepiti per scopi civili, ma che possono essere impiegati anche per applicazioni militari, nella fabbricazione di armi di distruzione di massa o in attività di proliferazione nucleare, chimica e biologica.

Le società europee a cui la Cina ha vietato di inviare beni a duplice uso includono anche aziende collegate in qualche modo all’automotive.

Tra quelle elencate, le realtà che operano direttamente o indirettamente nel settore automobilistico sono tre.

  1. Rheinmetall (Germania): Gruppo industriale e della difesa, esplicitamente impegnato anche nel settore automotive (componentistica, sistemi di mobilità e tecnologie per veicoli).
  2. Tatra Trucks (Repubblica Ceca): storico costruttore di veicoli industriali, autocarri pesanti e camion a trazione integrale.
  3. Lafert Group (Italia): azienda specializzata in motori elettrici e azionamenti che fornisce soluzioni applicabili anche all’automazione industriale e ai sistemi di trazione/mobilità elettrica.

Altre realtà (come III-V Lab, Vigo Photonics o Ekspla) sviluppano componenti fotonici, semiconduttori o laser che possono trovare impiego trasversale (a esempio nei sensori LiDAR per la guida autonoma).

DIVIETO ASSOLUTO

Il ministero ha precisato che è stato inoltre vietato a organizzazioni e individui stranieri di trasferire o fornire alle aziende interessate beni a duplice uso originari della Cina, mentre gli esportatori cinesi potranno richiedere un’autorizzazione in casi eccezionali.

In risposta, la portavoce della Commissione UE Paula Pinho ha dichiarato: “Chiederemo chiarimenti ai nostri interlocutori in Cina per comprendere meglio la posta in gioco“.

L’elenco dei controlli sulle esportazioni di Pechino ha preso di mira più di frequente aziende statunitensi e giapponesi. Ad aprile, la Cina aveva inserito nell’elenco sette entità europee per la vendita di armi a Taiwan, in un raro caso di sanzioni rivolte all’Europa e legate alla questione taiwanese.

Sanzioni UE anti Russia: ritorsione Cina colpisce anche auto europea

MASSIMA CAUTELA

È un problema delicatissimo. Il blocco dei beni a duplice uso rischia di rallentare le catene di approvvigionamento per la transizione elettrica e la produzione di autoveicoli in Europa, dipendenti da materie prime e tecnologie lavorate nel paese asiatico.

La risposta di Bruxelles si muove sul filo della diplomazia economica, cercando di evitare un’escalation commerciale che penalizzerebbe ulteriormente il comparto manifatturiero europeo, già provato da costi energetici elevati e dalla concorrenza globale sui mercati internazionali.

La tensione geopolitica tra Unione Europea e Pechino si sposta così sul terreno industriale, trasformando le forniture tecnologiche in un’arma di pressione politica diretta.

Le aziende coinvolte dovranno riorganizzarsi rapidamente per mitigare l’impatto di queste restrizioni immediate, mentre i tavoli negoziali a Bruxelles restano aperti per valutare eventuali esenzioni o chiarire la portata effettiva del provvedimento cinese nei confronti del settore dei trasporti.

IMPEGNI SU VARI FRONTI NEL BEL MEZZO DELLA RIVOLUZIONE VERDE

L’UE in contemporanea piazza su diversi tavoli da poker numerose scommesse: contro USA, Russia e Cina (vedi i vari dazi auto fra l’altro). Nel mentre, è al centro di una rivoluzione industriale, quella del Green Deal auto elettrica, che porta con sé innumerevoli criticità.

È opportuno valutare con estrema attenzione ogni azione per non compromettere la stabilità del settore manifatturiero europeo, visto che siamo del tutto dipendenti dal Dragone per l’auto elettrica: batterie, terre rare, tecnologie, materie prime.

L’Unione Europea ha il compito di bilanciare la propria linea di rigore sanzionatorio con la necessità vitale di proteggere le industrie strategiche interne, evitando una pericolosa escalation commerciale che finirebbe per danneggiare irreparabilmente la competitività del Vecchio Continente nei mercati internazionali dei prossimi anni.

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