Ritorno in zona gialla: quali regioni, cosa cambia

Dal 20 dicembre 2021 per molte regioni c'è il ritorno in zona gialla. Scopriamo come cambiano le regole su mobilità e spostamenti

17 dicembre 2021 - 9:25

Il forte aumento dei contagi da Covid-19 che si sta osservando da alcune settimane comporta altre importanti conseguenze: dopo il ritorno in zona gialla di Friuli Venezia Giulia, provincia autonoma di Bolzano e Calabria, da lunedì 20 dicembre passeranno in giallo anche Liguria, Marche, provincia di Trento e Veneto. E di questo passo, se il virus continuerà a diffondersi a questi ritmi, altre regioni cambieranno colore tra Natale e Capodanno. Visto che si prospetta un ritorno in giallo per diversi territori, ricapitoliamo le regole sulla mobilità e gli spostamenti.

Aggiornamento del 17 dicembre 2021 con la descrizione dei parametri per il passaggio in zona gialla, le regole su mobilità e spostamenti e le ultime rilevazioni su incidenza dei contagi e posti letto nelle varie Regioni.

I PARAMETRI PER IL RITORNO IN ZONA GIALLA

Oggi la maggior parte delle regioni italiane sono ancora in zona bianca ma l’aumento dei contagi ha già portato in zona gialla il Friuli Venezia Giulia, la provincia di Bolzano, la Calabria e adesso anche Liguria, Marche, provincia di Trento e Veneto. Ma quali sono i parametri per il ritorno in fascia gialla? In base alle modifiche contenute nell’art. 2 del decreto-legge n. 105 del 23 luglio 2021, una regione o provincia autonoma è costretta a lasciare la zona bianca e a passare in zona gialla se l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti, e in contemporanea, il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid è superiore al 10% in terapia intensiva e al 15% nei reparti ordinari (attenzione: devono verificarsi tutte le condizioni – incidenza dei contagi, letti in terapia intensiva e letti nei reparti ordinari – non soltanto una o due delle tre).

Dopo che una regione o provincia autonoma è entrata in zona gialla, per restare tale ed evitare di finire in una fascia di rischio ancor più restrittiva (arancione o rossa), deve quanto meno confermare i dati che l’hanno fatta lasciare la zona bianca. Oppure, in alternativa, può superare il limite dell’incidenza pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti, mantenendo però il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid entro il 20% in terapia intensiva o il 30% nei reparti ordinari.

Invece per tornare in zona bianca bisogna riportare l’incidenza settimanale dei contagi sotto i 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. Oppure, pur superando tale limite, riportare il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid sotto il 10% in terapia intensiva e/o sotto il 15% nei reparti ordinari.

RITORNO IN ZONA GIALLA: LA SITUAZIONE A METÀ DICEMBRE 2021

Alla luce di questi parametri, quindi, qual è la situazione nelle regioni italiane quasi a metà del mese di dicembre 2021? Ebbene, un’attendibile e ben accurata anteprima del monitoraggio Covid datata 16 dicembre 2021 (grazie a Vittorio Nicoletta), assai utile per anticipare le decisioni della cabina di regia del Ministero della Salute basate per regolamento sui dati del giovedì precedente, mostra come questa settimana la Liguria, le Marche, la provincia di Trento e il Veneto abbiano purtroppo superato tutti i parametri per passare in zona gialla (incidenza dei contagi, ricoveri ordinari e ricoveri in terapia intensiva), mentre altri territori, come Emilia Romagna, Lazio e Lombardia, siano molto vicini a farlo.

Ribadiamo che per passare dalla zona bianca alla zona gialla occorre che, IN CONTEMPORANEA, l’incidenza dei contagi risulti pari o superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid sia superiore al 10% in terapia intensiva e al 15% in area medica. Ecco i dati aggiornati al 16 dicembre 2021.

– Regioni che al 16/12/2021 hanno superato 3 soglie su 3 (zona gialla)

Calabria: incidenza 172,7/100.000 – posti letto area medica: 20,8% – posti letto terapia intensiva: 11,8%.

Friuli Venezia Giulia: incidenza 376,8/100.000 – posti letto area medica: 22,6% – posti letto terapia intensiva: 18,3%.

Liguria: incidenza 313,1/100.000 – posti letto area medica: 17,9% – posti letto terapia intensiva: 13,7%.

Marche: incidenza 264,0/100.000 – posti letto area medica: 15,6% – posti letto terapia intensiva: 16,7%.

Provincia di Bolzano: incidenza 556,8/100.000 – posti letto area medica: 16,0% – posti letto terapia intensiva: 18,0%.

Provincia di Trento: incidenza 299,8/100.000 – posti letto area medica: 17,6% – posti letto terapia intensiva: 21,1%.

Veneto: incidenza 506,3/100.000 – posti letto area medica: 16,0% – posti letto terapia intensiva: 15,0%.

– Regioni che hanno superato 2 soglie su 3 (zona bianca)

Emilia Romagna: incidenza 292,4/100.000 – posti letto area medica: 11,0% – posti letto terapia intensiva: 11,9%.

Valle d’Aosta: incidenza 330,1/100.000 – posti letto area medica: 18,2% – posti letto terapia intensiva: 6.1%.

Cliccando su questo link potete leggere la situazione in tutte le regioni aggiornata giorno per giorno con i numeri dell’incidenza dei casi ogni 100.000 abitanti, dei posti letto occupati in area medica (AM) e di quelli in terapia intensiva.

È utile ricordare che i presidenti di Regione (e delle Provincie autonome) possono istituire zone gialle, arancioni o rosse locali (come per esempio stanno già facendo Bolzano e Sicilia), senza dover attendere il sistema a colori nazionale e le decisioni della cabina di regia che ha invece mandato per le misure regionali.

RITORNO IN ZONA GIALLA: REGOLE SUGLI SPOSTAMENTI

Visto il ritorno in zona gialla di molte regioni, quali regole saranno chiamati a rispettare i cittadini interessati dal cambio di colore? Entreranno in vigore delle restrizioni particolari? Sarà ripristinato il coprifuoco? Ritornerà l’uso obbligatorio delle mascherine anche all’aperto?

In realtà non cambia moltissimo perché le principali differenze tra zona bianca e zona gialla (aggiornate col decreto-legge n. 139 dell’8 ottobre 2021) sono soltanto le seguenti:

– in zona gialla l’uso della mascherina è obbligatorio anche all’aperto (a meno di trovarsi in un luogo isolato o durante lo svolgimento di attività motoria o sportiva);

– zona gialla: gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata;

– in zona gialla la capienza per gli eventi sportivi non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata all’aperto e al 35% al chiuso, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro;

– in zona gialla non sono consentite le attività in sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

Viceversa in zona gialla NON c’è il coprifuoco e NON ci sono restrizioni negli spostamenti: chi abita in zona gialla può dunque recarsi, a qualsiasi ora, in un altro luogo, città, provincia o regione situata in fascia gialla o bianca. Non ci sono neppure limiti al numero di persone che possono sedersi al tavolo di un ristorante, anche al chiuso. Ovviamente sono valide le regole del Green Pass per accedere al lavoro e in altri luoghi e attività, nonché per usare treni e bus a media e lunga percorrenza.

Ricordiamo che a partire dal 6 dicembre 2021, in seguito all’approvazione del nuovo decreto Covid, i possessori del Super Green Pass o Green Pass rafforzato, che si ottiene solo con vaccinazione o guarigione dal virus, non sono soggetti alle limitazioni in vigore nelle zone gialle e arancioni. L’unica eccezione riguarda l’obbligo di mascherina all’aperto, che dal giallo al rosso vale per tutti.

2 commenti

cascafic_15727440
11:30, 8 novembre 2021

“Particolarmente delicata la situazione in Friuli Venezia Giulia, specialmente per le manifestazioni no vax e no Green Pass a Trieste che hanno senz’altro contribuito alla crescita esponenziale dei nuovi casi”.

Pre cortesia, dovrebbe essere nell’etica giornalistica non usare forme del tipo “specialmente”, “senz’altro” senza evidenze. Inoltre invito a consultare i grafici dell’andamento contagi a Trieste prima di definire la tendenza come “esponenziale”.
Grazie.

    Raffaele Dambra
    15:08, 8 novembre 2021

    Buongiorno, non è un caso che il numero dei contagi a Trieste sia aumentato proprio in concomitanza con le manifestazioni, a cui ha partecipato per lo più gente non vaccinata. Trieste città aveva appena 335 positivi il 15 ottobre, che sono diventati 591 il 25, 952 l’1 novembre e 1.536 oggi 8 novembre (dati Regione FVG). Inoltre Trieste ha purtroppo una bassa percentuale di vaccinati rispetto alla media nazionale. In ogni caso nel mio articolo scrivo che le manifestazioni “hanno contribuito”, di certo non sono state l’unica causa.

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