Prezzo diesel oggi: stop allo sconto, adesso che succede?
Con l'addio allo sconto accisa sul diesel, il prezzo del gasolio schizza alle stelle, in attesa di eventuali provvedimenti del Governo
Con l'addio allo sconto accisa sul diesel, il prezzo del gasolio schizza alle stelle, in attesa di eventuali provvedimenti del Governo
Stamane il litro di diesel self su rete ordinaria costa addirittura 2,244 euro, perché non c’è più lo sconto di Stato: sino a mezzanotte di ieri, si beneficiava di un taglio accise gasolio di 6,1 centesimi con IVA. Stangata usuale anche sulla benzina, a 2,043. L’adeguamento fiscale ha spinto le compagnie petrolifere ad aggiornare le proprie politiche di prezzo. Tra queste, ENI ha rivisto al rialzo il price cap, ricordando come il tetto precedentemente applicato fosse direttamente vincolato alle agevolazioni fiscali sulle accise: morale, siamo a 2,25 euro con massimale. La scadenza del beneficio tributario ha quindi portato all’inevitabile rimodulazione del listino.
DIESEL BOOM, NIENTE DECRETO ACCISE MOBILI
Sul fronte governativo, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha dichiarato che il ministero dell’Economia è al lavoro sull’ipotesi di attivare l’accisa mobile: questo meccanismo consentirebbe di sterilizzare l’extra gettito IVA derivante dai rincari e di restituirlo sotto forma di riduzione delle accise. Contestualmente, il Governo intende promuovere il prolungamento delle politiche di sconto applicate dalle compagnie petrolifere.
La partita si gioca ora su due fronti: da una parte l’eventuale introduzione dell’accisa mobile, che potrebbe attenuare l’impatto dei rincari attraverso l’utilizzo dell’extra gettito IVA; dall’altra la possibilità che le compagnie petrolifere continuino a intervenire sui propri listini per contenere, almeno in parte, l’aumento del prezzo alla pompa.
COSA SONO LE ACCISE MOBILI
L’accisa mobile è un meccanismo fiscale previsto dalla legge italiana (introdotto dalla Finanziaria 2008 e modificato dal decreto Carburanti 2023) progettato per neutralizzare gli effetti dei rincari del petrolio sulle tasche dei consumatori.
Quando il prezzo del greggio sale a livello internazionale, aumenta anche il prezzo industriale dei carburanti e, di conseguenza, cresce l’importo dell’IVA incassato dallo Stato (poiché l’IVA è un’imposta percentuale applicata sul prezzo finale). Questo genera un cosiddetto extra-gettito IVA, ovvero un incasso fiscale superiore a quello preventivato dal Governo.
Il meccanismo dell’accisa mobile prevede che questo maggior gettito IVA venga utilizzato per ridurre in misura corrispondente le accise (che sono invece un’imposta fissa in euro per litro). In questo modo, l’aumento dell’IVA compensa lo sconto sull’accisa, mantenendo invariato l’incasso complessivo dello Stato e calmierando il prezzo finale alla pompa per gli automobilisti.

CAOS PER IL CARO GASOLIO
Nel frattempo, la pressione sui prezzi sta riaccendendo il malcontento degli automobilisti e delle categorie professionali più esposte ai costi di trasporto, a iniziare dagli agenti di commercio, che tornano a protestare per il forte impatto dei carburanti sulle spese operative quotidiane.
MASSIMA INCERTEZZA INTERNAZIONALE
I rincari continui registrati alla pompa, che picchiano duro sull’inflazione, si inseriscono in un contesto internazionale fortemente instabile, dove le tensioni geopolitiche nelle aree di produzione e le dinamiche dell’offerta continuano a spingere verso l’alto il prezzo del greggio. Oggi siamo attorno a 100 euro al barile.
L’incertezza sui mercati si riflette direttamente sulle quotazioni dei raffinati, rendendo i carburanti particolarmente vulnerabili a ogni variazione fiscale locale e amplificando l’impatto economico finale sui consumatori e sulle imprese.