Prezzi benzina e diesel astronomici: il Governo studia tre soluzioni
I listini di verde e gasolio restano stellari: l'Esecutivo - dopo numerosi decreti - ha allo studio soluzioni più a lungo termine
I listini di verde e gasolio restano stellari: l'Esecutivo - dopo numerosi decreti - ha allo studio soluzioni più a lungo termine
Oggi il prezzo medio del litro di benzina in self è di 2,017 euro, mentre il diesel viaggia addirittura a 2,130. Il gasolio beneficia del micro taglio accise di 0,171 euro per un mini periodo, fino al 5 settembre 2026. Ma quali sono le soluzioni che il Governo studia contro il caro carburante? La prima è un nuovo intervento sulle tasse. L’ipotesi più immediata sarebbe quella di prolungare, almeno temporaneamente, il meccanismo di riduzione del carico fiscale. Si tratta però di una strada costosa per le casse dello Stato e difficilmente sostenibile a lungo, soprattutto se le quotazioni internazionali del petrolio dovessero rimanere elevate. Per adesso, ogni decurtazione accisa è costata un miliardo circa di incassi mancati, preziosissimi per sanità, pensioni e altro.
AIUTI ALLE FAMIGLIE CONTRO IL CARO BENZINA E DIESEL
La seconda riguarda invece aiuti più mirati alle famiglie. Dopo la scadenza dello sconto generalizzato sul diesel, l’Esecutivo ha indicato l’intenzione di valutare sostegni selettivi sulla base del reddito. L’obiettivo sarebbe concentrare le risorse sui nuclei maggiormente in difficoltà, evitando di finanziare uno sconto uguale per tutti. Restano però da definire modalità, soglie di accesso e coperture finanziarie.
La terza strada è quella di un bonus carburante, eventualmente collegato al reddito o riconosciuto attraverso strumenti già esistenti. Tra le ipotesi circolate c’è anche un possibile intervento in busta paga, che permetterebbe di sostenere direttamente i lavoratori senza intervenire necessariamente sul prezzo alla pompa.
CARBURANTI: MISURE PER L’AUTOTRASPORTO
A queste si aggiungono le risorse dedicate al rinnovo del parco circolante pesante, finalizzate a rottamare i veicoli più inquinanti e ad accelerare la transizione ecologica delle flotte commerciali. Il provvedimento prevede inoltre l’semplificazione delle procedure di accesso agli sportelli telematici per accelerare l’erogazione dei fondi, riducendo i tempi di attesa burocratica per le aziende del settore.
Sul fronte della sicurezza stradale, l’esecutivo ha confermato il potenziamento dei controlli sui tempi di guida e di riposo mediante sistemi digitali integrati, tutelando la concorrenza leale tra gli operatori e contrastando il fenomeno del dumping contrattuale lungo le principali tratte autostradali italiane ed europee.

CARO ENERGIA: COSA SUCCEDE
La fiammata dei prezzi dei carburanti che ha portato la benzina self a sfondare quota 2 euro al litro e il diesel oltre i 2,13 euro affonda le radici in una complessa tempesta perfetta geopolitica ed economica globale. All’origine del caro energia non ci sono soltanto dinamiche speculative di breve periodo, ma una crisi internazionale persistente che destabilizza i mercati petroliferi da mesi.
Le tensioni geopolitiche nelle principali aree di estrazione e transito del greggio – aggravate dalla forte instabilità in Medio Oriente e dai colli di bottiglia nelle rotte marittime – continuano a mantenere i premi di rischio elevati sui contratti energetici internazionali. Alla guerra USA-Iran, si somma il conflitto Russia-Ucraina, senza dire del fatto che calano le importazioni del prezioso gas di Mosca low cost e di alta qualità.
ITALIA FRAGILE: LA QUESTIONE DIPENDENZA ENERGETICA
Questa fragilità strutturale si riflette immediatamente sulle borse merci di riferimento, dove le quotazioni del greggio subiscono oscillazioni violente a ogni segnale di interruzione della catena di approvvigionamento. Il Brent (riferimento europeo) è a 88,10-90,61 dollari al barile, e il WTI (statunitense) a 83,40-85,70.
Per l’Italia, nazione fortemente dipendente dall’importazione di fonti fossili e caratterizzata da una filiera di distribuzione particolarmente onerosa a causa del peso storico delle accise e dell’IVA, l’impatto sul prezzo finale alla pompa è amplificato in modo esponenziale. Ogni fluttuazione al rialzo del barile si traduce nel giro di pochi giorni in un aggravio insostenibile per i bilanci delle famiglie e delle imprese di logistica.
La situazione attuale dimostra come la dipendenza dai derivati del petrolio rimanga il vero tallone d’Achille del sistema economico italiano, rendendo improrogabile non solo la gestione dei rimborsi contingenti, ma un ripensamento profondo della mobilità e delle politiche industriali a lungo termine per disaccoppiare i costi di trasporto dalla volatilità dei mercati.