Officine e carrozzerie: linee guida Inail su varianti e vaccinazione anti-Covid

Per chi lavora anche nelle officine e nelle carrozzerie, ecco le nuove linee guida Inail in materia di varianti e vaccinazione anti-Covid

17 marzo 2021 - 14:33

Con il proliferarsi delle varianti del Coronavirus e l’inizio della campagna di vaccinazione anti-Covid, Iss, Ministero della Salute, Aifa e Inail hanno redatto un documento che, tra le altre cose, suggerisce nuove misure di prevenzione e di controllo da adottare all’aperto e negli ambienti di lavoro al chiuso, comprese quindi le officine e le carrozzerie (ma anche autosaloni, concessionarie, autolavaggi, ecc.). L’aggiornamento delle linee guida, che integra il “Protocollo di sicurezza negli ambienti di lavoro” sottoscritto l’anno scorso tra il Governo e le parti sociali, riguarda in particolare il distanziamento fisico nei luoghi chiusi e il comportamento dei lavoratori già vaccinati contro il Covid-19.

VARIANTI COVID: RAFFORZARE LE ATTUALI MISURE E PORTARE IL DISTANZIAMENTO FISICO A 2 METRI

Il documento, dal titolo “Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo
delle infezioni da Sars-Cov-2 in tema di varianti e vaccinazione anti-Covid-19 – Versione del 13 marzo 2021” (qui la versione integrale) puntualizza che la circolazione delle varianti NON richiede una modifica delle attuali misure di prevenzione e protezione non farmacologiche (distanziamento fisico, mascherine, igiene delle mani), al contrario ritiene necessaria un’applicazione ancor più attenta e rigorosa di tali misure. Pertanto risulta indispensabile:

– rafforzare il rispetto di tutte le misure di controllo non farmacologiche;

– evitare, per quanto possibile, gli spazi chiusi;

– nel caso di lavoratori, rispettare tutte le ulteriori misure di prevenzione eventualmente prescritte.

Relativamente al distanziamento fisico, non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali. Tuttavia si ritiene che 1 metro rimanga la distanza minima da adottare e che sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a 2 metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la mascherina (come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo in bar, ristoranti o mense aziendali).

OFFICINE E CARROZZERIE: USO DEI DPI DA PARTE DEI LAVORATORI VACCINATI

Le nuove linee guida di Iss, Ministero della Salute, Aifa e Inail confermano che tutti i lavoratori, incluso chi lavora in officine e carrozzerie, devono continuare a utilizzare rigorosamente i DPI (mascherine, guanti, ecc.), i dispositivi medici prescritti e praticare l’igiene delle mani, il distanziamento fisico e le altre precauzioni secondo la valutazione del rischio, indipendentemente dallo stato di vaccinazione, e aderire a eventuali programmi di screening dell’infezione.

È noto infatti che i vaccini anti-Covid riducono significativamente la probabilità di sviluppare la malattia clinicamente sintomatica, ma è altrettanto noto che nessun vaccino conferisce un livello di protezione del 100% (a maggior ragione contro le varianti). Inoltre la durata della protezione vaccinale non è ancora stata stabilita, la risposta protettiva al vaccino può variare da individuo a individuo e, al momento, non è chiaro se i vaccini impediscano completamente la trasmissione del virus a livello asintomatico. Quindi, seppur decisamente diminuito, non si può al momento escludere un rischio di contagio anche in coloro che sono stati vaccinati.

Ricapitolando, ogni lavoratore, anche se ha completato il ciclo vaccinale, per proteggere sé stesso, i colleghi e i contatti in ambito familiare e comunitario, deve continuare a mantenere le stesse misure di prevenzione, protezione e precauzione valide per i soggetti non vaccinati. In particolare:

– osservare il distanziamento fisico (laddove possibile);

– indossare un’appropriata protezione respiratoria (mascherina, meglio se chirurgica o Ffp2);

– igienizzarsi o lavarsi le mani secondo procedure consolidate.

È evidente che tutte le misure di prevenzione, protezione e precauzione devono essere applicate in maniera scrupolosa anche al di fuori dell’orario lavorativo. Inoltre ogni lavoratore deve seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio datore di lavoro e continuare a aderire a eventuali programmi di screening dell’infezione (qui intanto chiariamo le responsabilità dei titolari in caso di contagio dei dipendenti).

LAVORATORI VACCINATI E QUARANTENA

Se una persona, anche vaccinata (a prescindere dal tipo di vaccino ricevuto, dal numero di dosi e dal tempo intercorso dalla vaccinazione), viene in contatto stretto con un caso positivo di Covid-19, devono adottarsi tutte le disposizioni comunemente prescritte dalle autorità sanitarie per questi casi. E pertanto la persona vaccinata considerata ‘contatto stretto’ deve osservare, purché sempre asintomatica, un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione, con un test antigenico o molecolare negativo effettuato al decimo giorno, o di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso. Tuttavia, allo scopo di limitare la diffusione delle nuove varianti del virus, se il contatto (sospetto o confermato) riguarda un’infezione da variante, la quarantena non deve interrompersi al decimo giorno e il test molecolare dev’essere effettuato al 14° giorno di quarantena.

 

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