Noleggio sociale a lungo termine: finirà per favorire le Case cinesi?

Noleggio sociale a lungo termine: finirà per favorire le Case cinesi?

Nel 2027, dovrebbe partire il cosiddetto leasing sociale, con fondi dello Stato. Ma la "beffa cinese" si nasconde nei cavilli

 

Nel 2027, dovrebbe partire il cosiddetto leasing sociale, con fondi dello Stato. Ma la "beffa cinese" si nasconde nei cavilli

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27 Luglio 2026 - 16:19

Cina ultra vincente anche nel noleggio sociale a lungo termine? È una possibilità. Per spiegare di che parliamo, è doveroso iniziare da una premessa: il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha detto stop agli incentivi alla domanda delle auto elettriche, anche perché favoriscono le Case cinesi. Il denaro stanziato dal Governo (sconti sull’acquisto) finisce nelle casse dei costruttori orientali. Vedasi il boom Leapmotor T03 coi bonus statali 2025, di cui tuttora si avvertono gli effetti. Ecco allora una seconda via: il cosiddetto leasing per i meno abbienti. Ma anche in questo caso qualcosa potrebbe andare storto.

NOLEGGIO SOCIALE: COME FUNZIONA

Promosso dal ministero delle Imprese e gestito dall’ACI, il noleggio sociale a lungo termine dovrebbe partire nel 2027. Restando attivo fino al 30 giugno 2030, è rivolto alle persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro.

La misura prevede il noleggio a lungo termine di veicoli nuovi, immatricolati in Italia, M1 (autovetture), omologati almeno Euro 6 e con emissioni di CO2 non superiori a 135 grammi per chilometro. Oltre alle elettriche, sono coinvolte anche le termiche.

Il contratto ha una durata minima di 36 mesi e prevede un canone sociale di 100 euro al mese, IVA inclusa, con un limite di percorrenza di 12.000 km annui. Necessario rottamare di un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi. Dentro la formula, tutto (assicurazioni e manutenzione) con possibilità di riscatto, ossia di acquisto con sconto del 10% sul valore di mercato: per questo è tecnicamente un leasing, sebbene il Governo lo chiami noleggio.

UN SOLO MODELLO, SCELTO DOPO UNA GARA

ACI e ministero individueranno l’auto da dare in leasing. Saranno loro a scegliere il modello, e non il consumatore. Ma quale macchina? Ci sarà una gara europea: qui, vincerà la Casa che proporrà un veicolo dal prezzo massimo di 14.800 euro senza IVA e – come detto su – Euro 6 fino a 135 g/km di CO2. In più, l’azienda dovrà essere dotata di adeguata rete di ritiro e assistenza.

A quel punto, con 50 milioni di dote (poco), lo Stato comprerà le auto, da girare ai cittadini. Dopodiché, con click day, i primi che si prenoteranno nella pagina web specifica avranno la meglio. Le vetture verranno affidate in seguito al controllo dei requisiti.

Noleggio sociale a lungo termine finirà per favorire le Case cinesi?

NESSUNA BARRIERA D’INGRESSO

Qui sta il punto. Tante Case cinesi potranno vincere la gara, ottenendo quindi soldi dallo Stato italiano per il leasing sociale. Esattamente come accaduto coi bonus all’acquisto 2025. Sarebbe un paradosso: da una parte il ministero dice no agli incentivi alla domanda per non favorire i costruttori orientali; dall’altra, col noleggio a lungo termine per i meno abbienti, trionfa ancora una società del Dragone.

Inoltre, si rammenti che la Cina è maestra in questo senso: al momento giusto, potrebbe piazzare sul mercato auto con sconti fortissimi. Proprio per superare in corsa gli avversari.

Il rischio è che il denaro pubblico risolva un problema sociale creando, indirettamente, un vantaggio competitivo per aziende che producono gran parte del valore fuori dall’Italia e dall’Unione Europea: quel pericolo dal quale il ministro Urso desidera stare alla larga.

RISCATTO: CAUTELA

Sarà decisiva la capacità del fornitore di prevedere il valore residuo dell’auto, i costi delle riparazioni e la disponibilità dei ricambi. Ed è proprio qui che potrebbero emergere differenze importanti tra i vari costruttori. Un’auto molto economica all’acquisto non è automaticamente la più conveniente quando deve restare in servizio per tre anni, essere assistita in modo capillare e poi eventualmente essere riscattata dall’utilizzatore.

Se il modello assegnato dal programma avesse una domanda debole, il suo valore residuo potrebbe scendere rapidamente. In quel caso, il riscatto con lo sconto previsto potrebbe non essere particolarmente conveniente per il beneficiario, mentre il soggetto che ha gestito la flotta dovrebbe assorbire una perdita: d’altronde, le elettriche sono soggette a un’obsolescenza precoce, e in poco tempo si svalutano tanto.

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