Musk incassa da Tesla altri 116 miliardi di dollari: qual è il “trucco”?

Musk incassa da Tesla altri 116 miliardi di dollari: qual è il “trucco”?

Musk ha riscattato il suo pacchetto retributivo Tesla del 2018, acquisendo oltre 303 milioni di azioni con un guadagno cartaceo di 116 miliardi di dollari

 

Musk ha riscattato il suo pacchetto retributivo Tesla del 2018, acquisendo oltre 303 milioni di azioni con un guadagno cartaceo di 116 miliardi di dollari

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19 Giugno 2026 - 10:48

Musk ha convertito il suo storico maxipiano di incentivi del 2018 in oltre 303 milioni di azioni Tesla, registrando un guadagno sulla carta da capogiro senza vendere titoli sul mercato: 116 miliardi di dollari. I documenti ufficiali della SEC (ente pubblico statunitense che vigila sulla Borsa valori) confermano il riscatto del pacchetto retributivo, riporta Electrek. Il progetto originale non prevedeva stipendi o bonus in denaro, ma solo opzioni: se la Casa avesse raggiunto traguardi difficili di fatturato e valore in Borsa, il CEO dell’azienda avrebbe ottenuto il diritto di comprare azioni a un prezzo fisso e molto basso. Quei traguardi sono stati superati nel tempo e ora il fondatore di SpaceX ha messo a segno il colpo.

MUSK, SOLDI A PALATE: ECCO COME

Il 17 giugno, Tesla ha depositato presso la SEC un Modulo 4 e una modifica al Programma 13G, segnalando in entrambi i casi una transazione avvenuta in data 16 giugno 2026. Musk ha esercitato opzioni su 303.960.630 azioni a un prezzo d’esercizio rettificato per il frazionamento azionario di 23,34 dollari. Quel giorno, la Casa ha chiuso a 404,66 dollari, il che fissa lo spread (la differenza tra quanto ha pagato e il valore effettivo delle azioni) a 381,32 dollari per azione. Questo si traduce in 115,9 miliardi di dollari di plusvalenze in un’unica transazione. Si tratta della consegna formale del premio del 2018, uno dei più grandi eventi azionari nella storia aziendale. L’assegnazione originale del 2018 era per 20.264.042 azioni a 350,02 dollari. Il frazionamento 5 per 1 di Tesla nel 2020 e quello 3 per 1 nel 2022 hanno adeguato al ribasso tale cifra a 303.960.630 azioni a 23,34 dollari.

TUTTO SULLA CARTA

Il secondo aspetto fondamentale è che questo guadagno da 116 miliardi esiste solo sulla carta. Il pioniere dell’auto elettrica non ha incassato un solo dollaro reale: per contratto, tutte le nuove azioni sono bloccate e non saranno disponibili prima di gennaio 2028. Fino ad allora non potrà venderle e l’operazione serve solo ad aumentare la sua quota di controllo dentro l’azienda, che ora sfiora il venti per cento. Resta aperta l’enorme questione delle tasse, poiché lo Stato chiederà comunque una percentuale su questa transazione finanziaria miliardaria.

Musk incassa da Tesla altri 116 miliardi di dollari, qual è il “trucco”?

FINE DELLE DISCUSSIONI

Si chiude il capitolo di una battaglia legale durata sei anni. Nel 2024, il giudice del Delaware Kathaleen McCormick aveva annullato il premio del 2018, stabilendo che il consiglio di amministrazione di Tesla fosse in conflitto di interessi e che gli azionisti fossero stati tratti in inganno. La Corte Suprema del Delaware ha ribaltato tale decisione nel dicembre 2025, ritenendo l’annullamento totale un rimedio troppo estremo. Il consiglio di amministrazione di Tesla ha firmato un “Accordo di Attuazione” il 21 aprile 2026, depositando i documenti per la consegna delle azioni pochi giorni dopo. Musk ha presentato la sua notifica di esercizio il 9 giugno, avviando la finestra di cinque giorni lavorativi che si è chiusa il 16 giugno.

TASSE, ALTRA PARTITA

Poiché si tratta di opzioni su azioni non qualificate, lo spread di 116 miliardi di dollari viene tassato come reddito ordinario e non come plusvalenza capitali. Con l’aliquota federale massima al 37%, a cui si aggiungono le sovrattasse per il programma Medicare, si prospetta un conto fiscale federale nell’ordine dei 45 miliardi di dollari. La residenza di Musk in Texas fa sì che non debba nessuna imposta sul reddito statale, con un risparmio di circa 15 miliardi di dollari rispetto a quanto avrebbe preteso la California. La tempistica resta l’incognita principale: poiché le azioni sono vincolate fino al 2028, l’evento fiscale potrebbe essere differito al momento del consolidamento effettivo, a meno che il visionario che ha rivoluzionato l’automotive non scelga di presentare un’opzione per essere tassato subito.

E POI PARLEREMO DEI MILLE MILIARDI

Si tratta di un pacchetto separato rispetto al piano di compensazione da 1.000 miliardi di dollari del 2025 approvato dagli azionisti a novembre, che maturerà in tranche fino al 2035 e che potrebbe essere parzialmente attivato da una fusione tra SpaceX e Tesla. Il proprietario di X avrà il tempo di contare questa montagna di soldi che aumenta sempre più?

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