Meloni su sicurezza stradale: “No nuove leggi, attuare quelle vigenti”

Il premier Giorgia Meloni sulla sicurezza stradale: "Non servono nuove leggi, occorre attuare quelle vigenti". Ma non tutti sono d'accordo

27 ottobre 2022 - 14:30

Un Presidente del Consiglio dei Ministri che parla di sicurezza stradale durante la presentazione del programma di governo. Non accadeva dai tempi di Renzi e per questo siamo contenti che Giorgia Meloni abbia dedicato qualche secondo della sua replica al Senato per spiegare come intenda affrontare la piaga degli incidenti stradali, che nonostante un trend in miglioramento continua a mietere migliaia di vite umane ogni anno (2.875 vittime in Italia nel solo 2021 e 204.728 feriti), con costi sociali altissimi per lo Stato.

MELONI DETTA LA LINEA DEL GOVERNO SULLA SICUREZZA STRADALE

Parlando di sicurezza stradale, Meloni ha dichiarato che sulla materia il suo Governo rimarrà vigile, ritenendo però che “non si debba appesantire il quadro normativo” ma “attuare le disposizione vigenti” e “rendere più efficaci i controlli”, non tralasciando la necessità di “ragionare sul tema della prevenzione”. In pratica la neo Premier pensa che, tutto sommato, le attuali norme sulla sicurezza stradale siano già sufficienti ma che vadano semplicemente attuate meglio, promettendo comunque maggiori controlli sulle strade e più impegno a livello di prevenzione.

ASAPS: SERVE INASPRIMENTO SANZIONI

Non è proprio dello stesso parere l’ASAPS, Associazione amici e sostenitori della Polizia stradale, che pur apprezzando le parole di Meloni su controlli e prevenzione, reputa necessario intervenire anche a livello normativo, introducendo sanzioni più severe per le violazioni che contribuiscono più di altre ad aumentare il numero di incidenti stradali e, conseguentemente, quello dei morti e dei feriti. Come, per esempio, la sospensione della patente già dalla prima infrazione per chi usa il cellulare alla guida (oggi scatta solo in caso di recidiva) e l’aggiunta della ‘distrazione da cellulare’ alle aggravanti del reato di omicidio stradale (quelle attuali riguardano principalmente la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti).

SICUREZZA STRADALE: LE RICHIESTE AL NUOVO GOVERNO

Ma non solo. ASAPS auspica una seria riforma del Codice della Strada che preveda procedimenti amministrativi più rapidi, utilizzo delle tecnologie (ad esempio per individuare e sanzionare in automatico chi circola senza assicurazione) e maggior coordinamento fra le polizie dello Stato e le polizie locali. Si dovrà anche capire come risolvere la palude legale in cui sono impantanati autovelox e tutor, visto che da 12 anni manca un decreto che regolamenti e metta ordine in un marasma di sentenze sempre più sfavorevoli alla sicurezza stradale, con annullamenti quotidiani di centinaia di verbali. Non si tratta dunque di “appesantire il quadro normativo”, come ha detto Meloni, quanto di introdurre mirati ma fondamentali provvedimenti a tutela della sicurezza di tutti.

In attesa di vedere i fatti sarebbe carino vedere i politici che danno per lo meno il buon esempio indossando la cintura di sicurezza, anche nei sedili posteriori delle loro auto blu…

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