Auto intestate a under 25

Incidenti stradali con giovani 15-30: sono il 25% delle vittime in Europa

In Europa cresce l’attenzione sugli incidenti con vittime giovani tra 15 e 30 anni: l’analisi ETSC e la richiesta di regole più rigide

28 ottobre 2021 - 10:10

Gli incidenti stradali con giovani tra 15 e 30 anni rappresentano il 25% delle vittime stradali in Europa nel 2019. Un dato che emerge dalla recente indagine del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (ETSC). Le cause non sempre sono attribuibili alla guida spericolata, quanto a fattori riconducibili all’inesperienza e allo stile di vita. E’ il motivo principale per cui l’ETSC chiede alla Commissione europea una patente a livelli con limiti più stringenti e armonizzati. Ecco tutti i dati dell’analisi.

INCIDENTI STRADALI CON GIOVANI 15-30: LE VITTIME NEL 2019

La Commissione Europea sta rivedendo le regole sulla patente di guida e una proposta di legge aggiornata dovrebbe arrivare nei prossimi 18 mesi. Occasione per l’ETSC di presentare i dati sugli incidenti stradali
con cui chiede all’Unione europea di migliorare la sicurezza dei giovani attraverso modifiche alle patenti di guida. I dati analizzati dal Consiglio mostrano che gli utenti della strada più giovani, di età compresa tra 15 e 30 anni, sono un quarto di tutte le vittime della strada nell’Unione europea. Secondo i dati ETSC nel 2019 sono morti 5.182 giovani in incidenti stradali rilevati nei 25 paesi dell’UE di cui si conoscono le statistiche.

CAUSE PRINCIPALI DI INCIDENTI STRADALI CON GIOVANI IN EUROPA

La composizione del campione e il rapporto variano in base ai criteri con cui si caratterizzano i dati dell’ETSC. Rispetto a tutte le fasce d’età, gli incidenti con giovani tra 15-30 anni sono il 20%, ma il 40% delle vittime stradali in Europa è stato rilevato in collisioni di uno o più veicoli. In media l’81% di tutte le vittime della strada tra i giovani di età compresa tra 15 e 30 anni sono uomini. Lo studio evidenzia comunque una rilevante discrepanza tra uomini e donne, anche considerando che gli uomini guidano più delle donne, secondo l’ETSC. Le conclusioni dei ricercatori vedono nei giovani un rischio tendenzialmente alto riguardo all’incidentalità, ma la maggior parte dei giovani non guida deliberatamente in modo pericoloso. L’ETSC individua i rischi associati ai giovani conducenti di auto e moto nell’inesperienza, immaturità e lo stile di vita. L’indipendenza al volante gioca però un ruolo chiave, per cui servirebbe una revisione dei criteri della patente a livelli.

ETSC: ZERO TOLLERANZA SU ALCOL E DROGA, MA NON SOLO CONTROLLI  

Anche in Italia, come in altri Paesi, è possibile guidare con la patente B1 a 17 anni. Tuttavia, i dati dell’indagine europea mostrano che tendenzialmente se una persona giovane inizia a guidare da sola senza restrizioni aumenta la probabilità che sia coinvolta in un incidente mortale, soprattutto sotto i 18 anni. In molti Paesi la patente di guida a livelli ha dato benefici alla riduzione delle collisioni attraverso limitazioni che non tutti i Paesi adottano. In particolare riguardo alla concentrazione di alcol nel sangue, Regno Unito (già prima della brexit) e Malta ad esempio hanno i limiti più alti (0,8 g/l) e nessuna distinzione tra conducenti esperti e neopatentati. “L’applicazione e l’inasprimento dei limiti legali di concentrazione di alcol nel sangue e un migliore aiuto per coloro che vivono con problemi di alcol e uso di droghe possono aiutare a prevenire queste morti. L’ETSC chiede alla Commissione europea di raccomandare un limite di 0,2 g/l di concentrazione di alcol nel sangue, una misura particolarmente importante per i conducenti più giovani”. Ricordate sempre anche di allacciare e far allacciare la cintura di sicurezza davanti e dietro, il primo passo è dare il buon esempio ai conducenti più giovani.

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