Gomme e freni: polveri dall'auto più pericolose fino a 90 cm di altezza

La pericolosità delle polveri da freni e pneumatici è maggiore per i bambini nel passeggino

29 gennaio 2019 - 11:21

La metà delle polveri che respiriamo nel traffico è prodotta dalle auto, un argomento che abbiamo già approfondito su SicurAUTO.it ed è una stima su cui concordano decine di studi sul particolato prodotto da freni e pneumatici nel traffico che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo insieme per uno studio che sarà pubblicato a breve. Nell'ambito del seminario RespiraMI è tornata l'attenzione sui principali fattori che influenzano patologie cardiache e respiratorie mettendo in luce la pericolosità delle polveri PM10 e micropolveri, non solo per l'ambiente – qui abbiamo affrontato l'argomento microplastiche con un'esperta biologa marina – ma per bambini e in generale persone che si muovono in carrozzina.

IN ATTESA DEI FRENI LONG LIFE “Il tubo di scappamento degli autoveicoli incide per il 50% nella produzione delle polveri sottili da traffico, – spiega Sergio Harari, direttore Unità Operativa di Pneumologia Ospedale San Giuseppe di Milano – ma l'usura soprattutto dei freni, asfalto e pneumatici influisce per il restante 50% perché si producono microscopici frammenti di metalli, minerali e gomma che poi si disperdono nell'aria e vengono inalati. Solo di recente si è iniziato a comprendere la tossicità di queste fonti, fino ad oggi, sottovalutate”. Un argomento che ha sollevato qualche dubbio non di recente anche sul reale impatto delle auto a zero emissioni (dirette) sull'ambiente, nonostante i Costruttori di pneumatici siano orientati all'impiego sempre maggiore di materiali “bio” e nelle auto ibride ed elettriche l'usura dei freni è molto minore rispetto alle auto tradizionali.

BIMBI E ANZIANI PIU' A RISCHIO I maggiori esperti riuniti a Milano hanno messo in evidenza la pericolosità per i più piccoli, soprattutto i bambini che camminano tenendosi per mano e quelli seduti nel passeggino. A spiegarlo è Pier Mannuccio Mannucci, docente di Medicina dell'Università di Milano “(le polveri che si producono nel traffico, ndr) possono contribuire all'incremento degli attacchi di asma in bambini e anziani”. Bambini e neonati sarebbero secondo gli esperti maggiormente a rischio di patologie respiratorie, asma e allergie poiché inalerebbero più particelle rispetto agli adulti “in quanto camminano o vengono trasportati su carrozzine a un'altezza tra i 55 e i 90 cm da terra e sono particolarmente vulnerabili perché il loro organismo è in via di sviluppo.”

LA SOLUZIONE PER PROTEGGERE I BAMBINI Riconoscendo la carenza di dati sullo studio per misurare i tassi, il formato, la distribuzione e la composizione di questi inquinanti poco conosciuti legati al traffico, gli esperti intervenuti consigliano ai genitori di tenere in braccio i bambini ed evitare i passeggini nel centro città. “In questi casi, sarebbe perciò preferibile l'utilizzo di zaini, marsupi o passeggini rialzati” conclude il prof. Mannucci. Mentre l'alternativa a limitare il traffico dei mezzi nelle ore di punta sarebbe lavare più spesso l'asfalto ed evitare che le polveri si depositino sull'asfalto. Anche se, come ci spiega la biologa marina che abbiamo intervistato in questo articolo, già per effetto della pioggia si sposta solo il problema più avanti lungo la catena alimentare e in generale nell'ecosistema.

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