Gli italiani fanno meno km degli altri automobilisti in Europa

Uno studio UNRAE conferma: gli italiani percorrono meno chilometri rispetto agli automobilisti dei principali mercati europei

3 ottobre 2022 - 19:00

Il mercato auto italiano presenta caratteristiche uniche che lo differenziano, in modo netto, dagli altri principali mercati in Europa. Una conferma in tal senso arriva da un recente studio UNRAE. L’indagine in questione, “L’automobile: italiani a confronto”, realizzata per Quattroruote, mette a disposizione una vera e propria fotografia del mercato auto italiano, sotto diversi punti di vista. Tra i vari aspetti toccati dall’indagine c’è anche il tipo di utilizzo dell’auto da parte degli automobilisti italiani in confronto con il resto d’Europa. Lo studio ha rilevato come gli italiani percorrano meno chilometri con l’auto rispetto ad altri “Major Market” in Europa (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna). Questo dato, secondo gli autori dello studio, ha un impatto netto su alcuni aspetti del mercato auto italiano come l’età avanzata del parco circolante.

LA PERCORRENZA MEDIA DEGLI AUTOMOBILISTI ITALIANI È PIU’ BASSA RISPETTO AL RESTO D’EUROPA

Tra i vari elementi evidenziati dallo studio UNRAE emerge un dato particolarmente interessante per quanto riguarda la percorrenza media annua registrata dagli automobilisti italiani. Secondo i dati dello studio, infatti, la percorrenza media per vettura è di 10.712 chilometri all’anno. Questo dato risulta essere nettamente inferiore rispetto a quello registrato dagli altri 4 Major Market europei:

– Germania: 13.602 chilometri all’anno

– Spagna: 13.534 chilometri all’anno

– Francia: 11.924 chilometri all’anno

– Regno Unito: 11.909 chilometri all’anno

– Italia: 10.712 chilometri all’anno

È interessante notare, inoltre, che anche il dato relativo alla percorrenza media pro-capite vede gli automobilisti italiani registrare dati inferiori rispetto alla media europea (7.052 chilometri all’anno considerando il dato medio di Regno Unito, Francia, Germania e Spagna). Per quanto riguarda la percorrenza media pro capite, infatti, si registra:

– Germania: 7.811 chilometri all’anno

– Spagna: 7.181 chilometri all’anno

– Italia: 6.880 chilometri all’anno

– Francia: 6.807 chilometri all’anno

– Regno Unito: 6.266 chilometri all’anno

I FATTORI ALLA BASE DEI RISULTATI DELLO STUDIO UNRAE

Lo studio UNRAE mette in evidenza, quindi, come la percorrenza media degli automobilisti italiani sia inferiore rispetto alla media europea (almeno considerando gli altri “Big 4” del mercato europeo). Secondo gli autori dell’indagine, questi dati presentano diverse chiavi di lettura. C’è da considerare, ad esempio, l’impatto del grado di urbanizzazione che giocherebbe un ruolo determinate, anche a causa della ridotta efficienza del trasporto pubblico locale, sfavorendo l’Italia. La minore dimensioni dei centri urbani italiani, infatti, spingerebbe gli automobilisti a spostamenti brevi, almeno per quanto riguarda la percorrenza media. In altri Paesi, anche per questioni geografiche, gli spostamenti sarebbero necessariamente più lunghi, in media. Ci sono da considerare anche altre variabili come il tasso e il tipo di occupazione lavorativa. Da non sottovalutare anche questioni demografiche come la numerosità e la composizione delle famiglie. Tutti questi influenzano, in modo più o meno significativo, i dati sulla percorrenza media degli automobilisti italiani in confronto con i colleghi europei.

DUE PRIMATI “POCO INVIDIABILI” PER GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI

Il mercato auto italiano si caratterizza per due primati che, come sottolineato da UNRAE, possono essere definitivi come “poco invidiabili“. Nel nostro Paese, infatti, c’è un tasso di motorizzazione particolarmente elevato, ben superiore alla media dei principali mercati europei. Da notare, inoltre, che il parco auto è più vetusto della media. In particolare, i dati rilevati sono:

642 auto per 1.000 abitanti in Italia contro una media di 553 degli altri quattro Paesi europei

un’età media del parco auto di 12,2 anni; il dato è il più alto tra i Makor Market europei con la sola eccezione della Spagna

Gli automobilisti italiani, quindi, sono portati ad utilizzare meno l’auto, in termini di percorrenza annua. Questo dato, però, si accompagna ad un tasso di motorizzazione più elevato e ad un’età media maggiore del parco circolante. Si tratta, evidenzia lo studio, di un uso meno efficiente dell’auto sotto il profilo economico, a causa della maggiore incidenza dei costi fissi per chilometro. Per l’Italia ci sono, quindi, pesanti conseguenze ambientali e sociali legate ad un eccessivo invecchiamento del parco auto.

I DATI SUL CICLO VITA: GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI CAMBIANO AUTO OGNI 6,5 ANNI

Secondo lo studio, gli automobilisti italiani acquistano in media 4,2 auto, tra nuove e usate, nel corso della propria vita. Da notare, inoltre, che i privati cambiano auto dopo 6,5 anni ma l’età media delle vetture è molto più lunga. La conferma arriva dai dati sulla rottamazione. Stando a quanto rilevato nel 2021, infatti, l’età all’atto della rottamazione delle vetture era di 18 anni. Il dato è in netto incremento rispetto alle rilevazioni del 2018. Nel giro di 3 anni, infatti, l’età media delle vetture rottamate è aumentata del +4,7%. Con i dati emersi dallo studio, serviranno quasi 27 anni per rinnovare il parco circolante italiano. Si tratta di un dato incompatibile con l’obiettivo dello stop alla vendita delle auto ICE in Europa che l’UE ha fissato per il 2035.

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