Fondo Automotive: 631 milioni per la filiera, i requisiti di accesso

Fondo Automotive: 631 milioni per la filiera, i requisiti di accesso

Il ministero delle Imprese stanzia 631 milioni di euro per la ricerca e riconversione dell’automotive: domande dal 25 novembre, col 40% riservato al Sud. Si conferma la linea del Governo: incentivi all'offerta, non bonus alla domanda

 

Il ministero delle Imprese stanzia 631 milioni di euro per la ricerca e riconversione dell’automotive: domande dal 25 novembre, col 40% riservato al Sud. Si conferma la linea del Governo: incentivi all'offerta, non bonus alla domanda

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29 Settembre 2026 - 09:27

Il ministero delle Imprese mette 631 milioni di euro a disposizione delle aziende della filiera automotive per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevante impatto tecnologico: lo prevede un decreto direttoriale. Le risorse rientrano nello stanziamento previsto dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026. “Sosteniamo l’innovazione a favore della riconversione”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. Lo sportello online aprirà alle ore 10 del 25 novembre e sarà gestito da Mediocredito Centrale, in qualità di gestore del Fondo Crescita Sostenibile, insieme a primari partner bancari e scientifici. Le domande potranno essere inviate attraverso la piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it.

FONDO AUTOMOTIVE: IL 40% AL SUD

La misura è rivolta alle imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, incluse quelle artigiane, e ai centri di ricerca. Gli organismi di ricerca possono partecipare ai progetti congiunti in qualità di co-proponenti. Il 40% delle risorse è destinato a progetti interamente realizzati nelle Regioni del Sud, ossia Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Una bella spinta per il Mezzogiorno, da tanti auspicata.

Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributo diretto per le spese ammissibili, nei limiti del 50% per la ricerca industriale e del 25% per lo sviluppo sperimentale e, eventualmente, nella forma del finanziamento agevolato nel limite del 20%.

COME OTTENERE UN CONTRIBUTO MAGGIORE

Un incremento del contributo diretto alla spesa, nella misura di 10 punti percentuali per le PMI e gli organismi di ricerca e di 5 punti percentuali per le grandi imprese, potrà essere riconosciuto per progetti presentati in forma congiunta, attraverso una collaborazione tra almeno un’impresa e uno o più organismi di ricerca.

I progetti devono prevedere costi ammissibili compresi tra un minimo di 5 e un massimo di 40 milioni di euro. Tra le spese ammissibili:

  • personale impiegato in ricerca e sviluppo;
  • strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione;
  • servizi di consulenza per l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
  • in forma forfettaria, le spese generali e i materiali relativi allo svolgimento del progetto.

Qualora i fondi stanziati non risultassero sufficienti per ammettere tutti i progetti presentati, il ministero predisporrà una graduatoria sulla base del punteggio ottenuto in relazione ad alcuni indicatori di solidità economico-finanziaria.

Fondo Automotive: 631 milioni per la filiera, i requisiti di accesso

LA SCELTA DEL GOVERNO: INCENTIVI ALL’OFFERTA, NIENTE BONUS ALLA DOMANDA

Questa misura conferma una scelta strategica ben definita da parte del Governo: privilegiare gli incentivi diretti all’offerta e alla produzione rispetto ai bonus a pioggia dedicati alla domanda. Questi ultimi, pur sostenendo temporaneamente le immatricolazioni, tendono infatti a beneficiare in larga misura veicoli fabbricati all’estero (specie cinesi), finendo per finanziare le filiere estere a scapito della competitività delle fabbriche italiane.

Concentrare invece i fondi del Fondo Crescita Sostenibile sull’offerta significa intervenire direttamente sul tessuto produttivo, supportando le imprese, i centri di ricerca e le realtà artigiane nel processo di riconversione e transizione ecologica.

L’impostazione scelta punta inoltre a stimolare investimenti ad alto valore aggiunto, premiando le collaborazioni sinergiche tra il mondo della ricerca e il sistema delle imprese, con una particolare attenzione allo sviluppo economico delle regioni del Mezzogiorno.

L’obiettivo fondamentale non è più solo sussidiare l’acquisto dell’auto finale, bensì consolidare la sovranità tecnologica del Paese e garantire che le aziende della filiera automotive continuino a giocare un ruolo primario nel panorama industriale europeo.

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