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Le auto connesse registrano dati tecnici ma anche personali del conducente: i fornitori indipendenti di servizi chiedono una legge entro il 2024

8 agosto 2022 - 13:16

Le aziende che rappresentano il settore degli Independent Service Providers (ISPs) danno lavoro a circa 4,5 milioni di persone nel settore automobilistico in tutta Europa. Un mercato florido la cui sopravvivenza richiede delle regole chiare, per delineare il perimetro di azione e monopolio delle Case auto. Un argomento di cui vi abbiamo già parlato nell’intervista di SicurAUTO.it a Laurianne Krid, Director General FIA, che ha definito abusivo e illegittimo il vantaggio delle Case sulle auto connesse. Il gruppo di fornitori indipendenti di servizi esprime l’urgenza di una regolamentazione chiara entro il 2024.

DATI CONNESSI DELLE AUTO: CRESCE LA RICHIESTA DI QUELLI PIU’ PERSONALI

Gli ISPs, assieme all’Ufficio europeo della FIA ha concordato con il commissario per il mercato interno, Thierry Breton, l’urgente necessità che una proposta di legge sui dati connessi sia adottata quanto prima dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Una più chiara definizione delle regole è richiesta dopo l’approvazione della proposta di DataAct, di cui abbiamo parlato anche con l’Associazione europea dei Costruttori, di opinione diametralmente opposta alla FIA. “Le auto stanno raccogliendo più dati che mai, alimentando un nuovo tipo di intermediazione”, dichiara la FIA. “Sebbene la sicurezza dell’auto sia strettamente regolamentata, i dati dell’auto non lo sono. E mentre la maggior parte dei dati raccolti dalle auto riguarda il veicolo stesso, come la temperatura del motore o la pressione degli pneumatici, c’è un mercato in crescita per i dati più personali del conducente, come il nome e la posizione del conducente, richiesto da settori come l’assicurazione, il marketing e le riparazioni auto”.

LA POSIZIONE DELLA FIA E DEGLI ISP SULLE AUTO CONNESSE

Secondo la FIA, le imprese rappresentate dal gruppo di lavoro degli ISPs sono fornitori di oltre 500.000 aziende, prevalentemente PMI per un fatturato di oltre 225 miliardi di euro in ricambi e manodopera aftermarket. Una buona parte dei dati connessi proviene anche dalle flotte, che assorbono circa il 48% di tutti i nuovi veicoli europei. Ecco di seguito la posizione e le dichiarazioni delle associazioni dell’Independent Aftermarket che rappresentano gli ISPs:

– Khaled Shahbo, portavoce di Leaseurope: “Il settore europeo dell’automotive e dei servizi di mobilità è pronto a scatenare un’ondata di innovazione che porterà i numerosi vantaggi della mobilità intelligente nel movimento quotidiano di persone, beni e servizi e, soprattutto, nelle nostre città. Un solido framework che garantisca un accesso equo, diretto e in tempo reale ai dati generati all’interno del veicolo ci consentirà davvero di accelerare”.

Peter van der Galiën, vicepresidente dell’ADPA: “Il futuro della riparazione e della manutenzione è strettamente legato ai sistemi digitali e ai dati dinamici. Le accresciute capacità dei sensori legati alla telematica rendono sempre più comuni le operazioni remote e predittive, che potrebbero migliorare l’esperienza dei consumatori europei. A condizione che questi possano beneficiare di servizi veramente competitivi. La via da seguire è una legislazione dell’UE rapida e ambiziosa”.

– Jean Charles Herrenschmidt, Presidente di CECRA: “L’importanza futura di un’economia dei servizi efficiente e innovativa richiede una collaborazione perfetta e trasparente tra tutti gli attori della mobilità attorno a dati unici e condivisi”.

– Thierry Coton, portavoce di EGEA: “Gli attuali strumenti diagnostici stazionari si sposteranno come applicazioni nel veicolo, consentendo la diagnostica remota. Questo è un enorme vantaggio in termini di prevedibilità della salute del veicolo, come base per un processo di riparazione più efficace”.

– Chris Delaney, portavoce di ETRMA: “Il progresso tecnologico e l’evoluzione delle preferenze dei consumatori e dei comportamenti di acquisto stanno aprendo nuove opportunità per l’industria degli pneumatici (vedi l’RFID presentato ad Autopromotec, ndr) e, più in generale, per il settore della mobilità. Garantire l’accesso ai dati generati all’interno del veicolo è fondamentale per consentire all’industria collettiva di innovare e fornire soluzioni di mobilità più intelligenti, più sicure e più sostenibili”.

– Nicolas Jeanmart, portavoce di Insurance Europe: “Un’iniziativa normativa che garantisca l’accesso diretto ai dati generati a bordo del veicolo consentirebbe agli assicuratori di lanciare nuovi prodotti volti a ridurre le emissioni e migliorare la sicurezza stradale, nonché servizi nuovi e innovativi, come la notifica di furto e recupero del veicolo rubato. Inoltre, renderebbe più facile per gli assicuratori comprendere nuovi rischi, come quelli legati alle auto sempre più autonome”.

– Bastian Müller, portavoce di FIGIEFA: “L’opportunità per l’Europa è vasta. Con l’accesso illimitato e sicuro ai dati e alle risorse generati dai veicoli, c’è così tanto valore che le aziende che rappresentiamo possono creare nell’ecosistema automobilistico e della mobilità. Il fatto che la Commissione abbia scelto questo come primo settore per la regolamentazione specifica ai sensi del Data Act, riflette la pressante necessità di mettere in atto la legislazione giusta il più rapidamente possibile”.

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