Autista di bus
Carenza di autisti in Italia: nasce la piattaforma per trovare lavoro
In Italia mancano 30 mila autisti per il trasporto merci e passeggeri: la possibile soluzione è una nuova piattaforma che mette in contatto imprese e lavoratori
In Italia mancano 30 mila autisti per il trasporto merci e passeggeri: la possibile soluzione è una nuova piattaforma che mette in contatto imprese e lavoratori
In Italia, come è noto ormai da tempo, il trasporto su strada rischia di fermarsi per mancanza di conducenti. Secondo le associazioni di categoria, serve urgentemente una soluzione concreta per colmare un vuoto che pesa su merci, passeggeri, filiere produttive e mobilità collettiva. E proprio per rispondere a questa emergenza è nata una piattaforma interassociativa che mette in contatto imprese e lavoratori, puntando su formazione, recruiting e valorizzazione della professione. Un’iniziativa che unisce autotrasportatori e autoscuole per invertire una tendenza negativa destinata altrimenti a peggiorare.
LA CARENZA STRUTTURALE DI 30 MILA CONDUCENTI
Come riporta Il Sole 24 Ore, in Italia manca una carenza strutturale di 30 mila conducenti: 20 mila per il trasporto merci e 10 mila per quello passeggeri. Le cause principali sono la perdita di appeal della professione e la crisi demografica. L’età media degli autisti di merci è di 47 anni, con solo il 5% under 25; per i conducenti di autobus sale a 50 anni, con appena il 3% di giovani. Senza interventi, nel breve-medio termine si rischiano blocchi delle forniture, aumento dei costi, deterioramento della mobilità collettiva e del turismo. A lungo termine, la crescita economica e la competitività del Paese potrebbero subire un colpo pesante. La disponibilità di conducenti qualificati è “un fattore abilitante per la competitività delle imprese di autotrasporto merci e logistica“, ha sottolineato Riccardo Morelli, presidente di Anita – Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici.
NASCE LA PIATTAFORMA PER TROVARE NUOVI AUTISTI
Per affrontare il problema, Anita (Confindustria), Anav, Unasca e Confarca hanno quindi lanciato la piattaforma ANITA/ANAV&Jobs (di prossima attivazione), evoluzione gratuita della già esistente ANITA&Jobs. Presentata il 26 maggio nella sala stampa della Camera dei Deputati alla presenza del presidente della commissione Trasporti Salvatore Deidda, lo strumento è riservato alle imprese aderenti ad Anita e Anav. Funziona come punto d’incontro tra domanda e offerta: le aziende possono fare recruiting specializzato, mentre i lavoratori trovano un accesso privilegiato a opportunità reali di impiego, percorsi di crescita professionale e programmi di formazione continua.
L’obiettivo è attrarre e fidelizzare nuovi professionisti, migliorare le condizioni lavorative e rendere più appetibile il mestiere di autista. Come ha dichiarato Nicola Biscotti, presidente di Anav, “la carenza di conducenti rappresenta oggi una priorità strategica per l’intero sistema della mobilità e della logistica” e l’iniziativa vuole costruire un modello condiviso che metta al centro qualificazione professionale e raccordo tra formazione e impresa.

FORMAZIONE E PROPOSTE CONCRETE PER IL FUTURO
La piattaforma si avvale del contributo decisivo delle autoscuole rappresentate da Unasca e Confarca, che promuovono e orientano i candidati verso il settore. Le associazioni chiedono inoltre interventi normativi urgenti: formazione a distanza, prove teoriche in lingua inglese, autorizzazione temporanea alla guida per chi è in formazione e il rifinanziamento del Bonus patente giovani, che copre fino all’80% delle spese per la CQC (Carta di qualificazione del conducente) fino a un massimo di 2.500 euro per beneficiario.
Paolo Colangelo, presidente di Confarca, ha ricordato che “se non abbiamo autisti, gli autobus e le merci si fermano“, mentre Andrea Vannucchi, presidente di Unasca, ha definito la formazione “un investimento imprescindibile” per garantire nuove competenze e promuovere “una nuova cultura della sicurezza, della competenza e della responsabilità“. L’obiettivo comune è valorizzare il lavoro di conducente come leva per la crescita e la modernizzazione del trasporto italiano, rendendo il settore più sostenibile e attraente per le nuove generazioni.