Carburanti: esporre il prezzo medio non è necessario secondo l’AGCM

Carburanti: esporre il prezzo medio non è necessario secondo l’AGCM

Carburanti: esporre il prezzo medio non è necessario secondo l’AGCM

AGCM commenta la norma sull'esposizione del prezzo medio del carburante ai distributori definendola come "non necessaria"

27 Gennaio 2023 - 19:00

Il 2023 è iniziato con un netto aumento del costo al litro dei carburanti. Dallo scorso 1° gennaio, infatti, benzina e diesel hanno fatto segnare un netto aumento dopo che nella seconda metà dello scorso anno la situazione è stata sotto controllo, con costi decisamente sostenibili per gli automobilisti, almeno rispetto ai livelli attuali. Tutto ruota intorno alla fine del taglio delle accise, misura decisa dal Governo Draghi e non rinnovata dal nuovo Governo Meloni, tra non poche polemiche. L’aumento dei prezzi dei carburanti ha generato non poche polemiche che hanno portato modifiche al Decreto trasparenza carburanti ed allo sciopero dei distributori del 25 e 26 gennaio.  Sulla questione del prezzo dei carburanti è arrivato, in queste ore, anche l’intervento dell’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che si è espressa in merito all’esposizione dei prezzi medi, una delle principali novità dell’ultima versione del Decreto carburanti firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso 14 gennaio.

COSA DICE L’AGCM IN MERITO ALL’ESPOSIZIONE DEI PREZZI MEDI DEI CARBURANTI

In queste ore arriva la presa di posizione di Roberto Rustichelli, presidente dell’AGCM, in merito alla questione dell’esposizione dei prezzi medi dei carburanti. Secondo il presidente dell’Autorità, questa norma è da considerarsi come “non necessaria” in quanto i benefici per i consumatoriappaiono incerti” a fronte, evidenzia Rustichelli, del rischio di una possibile “riduzione degli stimoli competitivi” per il mercato. Secondo l’AGCM, inoltre, la media aritmetica dei prezzi regionali sarebbe poco rappresentativa dell’effettivo contesto di mercato. Un singolo distributore, infatti, è in concorrenza diretta soltanto con i distributori nel raggio di pochi chilometri e non certo con un altro distributore distante centinaia di chilometri ma situato all’interno dei confini della stessa regione. Una media regionale non terrebbe conto, evidenzia l’AGCM, delle condizioni di mercato differenti che potrebbero svilupparsi all’interno di una stessa regione. Un’area ad alta densità abitativa e con una forte competizione tra distributori presenta caratteristiche completamente differenti da un’area poco abitata e con pochi distributori anche se le due aree sono situate nella stessa regione o persino nella stessa provincia.

PER AGCM C’E’ IL RISCHIO DI CREARE CONFUSIONE CON IL DOPPIO PREZZO DEI CARBURANTI

Esporre un prezzo medio regionale del carburante come metro di paragone per il prezzo praticato dal distributore rischia di creare confusione ulteriore. Anche su questo aspetto, il punto di vista dell’AGCM appare chiaro. Secondo Rustichelli: “la doppia cartellonistica prevista, al di là dei possibili oneri aggiuntivi per gli esercenti, potrebbe perfino indurre in confusione alcuni consumatori”. Secondo l’Autorità, l’esposizione di un prezzo medio rischierebbe, inoltre, di spingere il mercato verso quotazioni allineate, risultando controproducente per la concorrenza e, in ultima analisi, per i consumatori. In ogni caso, l’AGCM ha accolto con favore il potenziamento delle misure di visibilità dei prezzi.

DA DOVE NASCE LA CRESCITA DEI PREZZI DEI CARBURANTI NEL 2023

Come anticipato in apertura, la questione del prezzo dei carburanti ruota intorno al mancato taglio delle accise. La misura, che consentiva di ridurre il costo di benzina, diesel, GPL e metano, non è stata rinnovata dal Governo Meloni dopo la fine del periodo di validità fissato dal Governo Draghi. Le agevolazioni per gli automobilisti sono terminate il 31 dicembre 2022, con il ripristino delle accise ordinarie. In automatico, quindi, il prezzo al litro di benzina e diesel è tornato a salire, superando nuovamente i livelli di guardia. Ricordiamo che le accise sui carburanti hanno un peso significativo sul prezzo finale alla pompa. Per tutti i dettagli sulla questione è possibile dare un’occhiata all’approfondimento di SicurAUTO.IT: Accise sui carburanti in Italia.

QUAL È IL PREZZO DEI CARBURANTI OGGI IN ITALIA E QUANTO PESANO LE ACCISE

In base ai dati forniti dal Mise, è possibile avere un’idea ben precisa del prezzo medio dei carburanti e del relativo impatto delle accise sul costo finale. Ecco i dettagli:

benzina: prezzo medio di 1.829,47 euro al litro di cui 728,40 euro di accisa e 329,90 euro di IVA

diesel: prezzo medio di 1.875,10 euro al litro di cui 617,40 euro di accisa e 338,13 euro di IVA

GPL: prezzo medio di 797,85 euro al litro di cui 147,27 euro di accisa e 143,87 euro di IVA

I prezzi in questione si riferiscono alle rilevazioni effettuate il 23 gennaio 2023 (i dati sono medi tra il 16 e il 22 gennaio). Per quanto riguarda il costo di benzina e diesel, inoltre, si tiene conto esclusivamente del prezzo self-service per determinare il valore medio nazionale riportato.

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