Decreto trasparenza carburanti: cambiano termini e sanzioni

Decreto trasparenza carburanti: cambiano termini e sanzioni

Annunciate modifiche al Decreto trasparenza carburanti 2023: cambiano termini e sanzioni ma i benzinai confermano lo sciopero

19 Gennaio 2023 - 17:51

Constatata la forte contrarietà dei benzinai, il Governo ha presentato una serie di modifiche al Decreto trasparenza carburanti alleggerendo la periodicità delle comunicazioni dei prezzi e le sanzioni per le omesse comunicazioni. Un mezzo dietrofront che però non è servito, almeno per il momento, a scongiurare lo sciopero dei distributori di carburante fissato per il 25 e il 26 gennaio 2023.

COME SI È ARRIVATI AL DECRETO TRASPARENZA CARBURANTI

La scorsa settimana, per contrastare l’aumento del prezzo dei carburanti anche a seguito del pieno ripristino delle accise, il Governo Meloni ha approvato il decreto-legge n. 5/2023, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che introduce disposizioni in materia di maggior trasparenza dei prezzi ai distributori e di rafforzamento dei poteri di controllo, contemplando la possibilità di ridurre il costo del carburante alla pompa (tagliando nuovamente le accise o riducendo l’Iva) solo in casi estremi. La scelta di intervenire quasi esclusivamente sulla trasparenza dei prezzi, anche applicando sanzioni più dure, ha però scatenato la veemente contestazione dei benzinai, che hanno accusato il Governo di volergli addossare la responsabilità dei rincari. Da qui la decisione di chiudere tutti i distributori, anche in modalità self, per 48 ore in segno di protesta.

DECRETO TRASPARENZA CARBURANTI: I BENZINAI PROTESTANO E IL GOVERNO CORRE AI RIPARI

Negli ultimi giorni Governo (rappresentato da Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy) e sindacati si sono incontrati più volte per trovare una soluzione atta a scongiurare lo sciopero. In effetti l’Esecutivo ha subito mostrato la disponibilità a rivedere alcune disposizioni del Decreto trasparenza carburanti, ritenute forse troppo severe. E nella giornata del 19 gennaio 2023, al termine dell’ennesimo incontro con le rappresentanze sindacali dei benzinai, il ministro Urso ha annunciato le modifiche al decreto approvate dal Governo. Tuttavia, come già anticipato, pur apprezzando lo sforzo i sindacati hanno giudicato insufficienti le misure adottate, perché rimane sempre il messaggio di “una categoria da tenere sotto controllo perché specula sui prezzi”. Sciopero quindi confermato salvo accordi in extremis.

Decreto trasparenza carburanti

DECRETO TRASPARENZA CARBURANTI, NOVITÀ ADOTTATE: COMUNICAZIONI MENO RIGIDE E SANZIONI PIÙ BASSE

Ma vediamo quali sono le modifiche al Decreto trasparenza carburanti annunciate dal ministro Urso. Ovviamente, visto che il decreto è già in vigore, le modifiche saranno introdotte durante l’iter di conversione in legge.

  • l’obbligo di comunicazione al ministero del prezzo dei carburanti sarà settimanale (e non più giornaliero) e ad ogni variazione del prezzo;
  • la chiusura per omessa comunicazione avverrà solo dopo 4 omesse comunicazioni settimanali nell’arco di 60 giorni (e non più dopo tre violazioni senza limiti temporali anche non consecutivi). Inoltre l’eventuale chiusura potrà essere decisa da 1 a 30 giorni (prima la previsione era da 7 a 90 giorni);
  • le sanzioni per omessa comunicazione saranno da un minimo di 200 a un massimo di 800 euro a seconda del fatturato dell’impianto di distribuzione (prima raggiungevano i 6.000 euro).

Il ministro ha infine annunciato che per consentire l’applicazione di queste nuove disposizioni al posto di quelle precedentemente annunciate, contenute nel decreto-legge già in G.U., il Governo ha deciso di posporre l’emanazione del decreto ministeriale che definirà le modalità di comunicazione e di esposizione dei prezzi entro 10 giorni dalla conversione del decreto legge (e non più entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge). Quindi per vedere la nuova cartellonistica con la doppia esposizione dei prezzi occorrerà attendere la conversione in legge del decreto trasparenza, se ne riparlerà dunque tra qualche settimana.

DECRETO CARBURANTI CAMBIATO: URSO SODDISFATTO, SINDACATI UN PO’ MENO

Commentando le modifiche il ministro Urso ha detto che nel mantenere il caposaldo del decreto che prevede l’obbligo, per i benzinai, di esporre il prezzo medio regionale accanto al prezzo di vendita praticato (però con cadenza settimanale e non più giornaliera), il Governo allo stesso tempo è andato incontro a diverse richieste delle associazioni di categoria, conservando l’obiettivo della trasparenza per i consumatori senza tuttavia gravare sui costi per i distributori di carburante “che offrono un servizio importante per il Paese e verso il quale vi è unanime riconoscimento per il ruolo svolto anche nei momenti più difficili, come ad esempio durante la pandemia”. Ai sindacati però non è bastato.

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