Caparra e acconto

Caparra e acconto nell’acquisto dell’auto: differenze

Somme versate a titolo di caparra o acconto nell'acquisto dell'auto: scopriamo le differenze di questi due istituti, spesso considerati erroneamente sinonimi

10 maggio 2022 - 17:30

Quando si procede all’acquisto di un’auto, o di altri beni di un certo valore, spesso viene richiesto una somma sul prezzo da corrispondere sotto forma di caparra o di acconto. Attenzione però a non confondere questi due termini, come fanno molti. Caparra e acconto non sono sinonimi ma rappresentano due istituti diversi, ognuno con le proprie peculiarità. Scopriamo le principali differenze.

ACQUISTO AUTO: CHE COS’È L’ACCONTO (O ANTICIPO)

L’acconto è l’istituto più semplice, trattandosi di una somma versata al venditore a titolo di anticipo sul prezzo dell’auto. A differenza della caparra (lo vedremo tra poco) l’acconto non offre particolari garanzie, al punto che se la vendita salta per qualche ragione dev’essere sempre restituito al potenziale acquirente, anche se è stato costui a tirarsi indietro. Eventualmente il venditore può rivolgersi a un giudice se ritiene di aver subito un danno dalla mancata vendita, ma non può trattenere l’acconto a titolo di risarcimento (sarà poi il giudice, se gli dà ragione, a stabilire un indennizzo). L’acconto rappresenta quindi una sorta di ‘prova’ della volontà dell’acquirente di concludere il contratto, senza però vincolare in alcun modo le parti. Ovviamente se la compravendita si conclude positivamente, l’importo versato a titolo di acconto viene detratto dal prezzo finale.

ACQUISTO AUTO: CHE COS’È LA CAPARRA CONFIRMATORIA

Ben altra valenza ha la caparra, che può essere confirmatoria o penitenziale. La caparra confirmatoria, regolata dall’art. 1385 del Codice civile, è una somma di denaro (più raramente un bene fungibile) che una parte si impegna a versare all’altra, al momento della firma del contratto, al fine di garantire l’impegno assunto. Una volta effettuato il versamento della caparra possono verificarsi varie situazioni, tutte descritte nel già citato art. 1385 c.c.

– se il contratto viene rispettato e la compravendita, ad esempio di un’auto, è andata a buon fine, chi ha incassato la caparra deve restituirla oppure può trattenerla come anticipo sul pagamento complessivo;

– se l’acquirente che ha versato la caparra non rispetta il contratto e quindi risulta inadempiente, la controparte (venditore) può recedere dal contratto, trattenendo quanto ha riscosso a titolo di caparra come risarcimento del danno, senza bisogno di aprire una causa. Pertanto se l’acquirente cambia idea e decide di non comprare più l’auto perde la caparra eventualmente versata (a differenza dell’acconto che deve essergli invece restituito);

– infine se ad essere inadempiente è colui che ha ricevuto la caparra (di solito il venditore), l’altra parte (acquirente) è legittimata non solo a recedere dal contratto ma anche a richiedere la restituzione del doppio della caparra versata.

Attenzione: a prescindere da chi sia il soggetto inadempiente, la controparte può rinunciare alla caparra per chiedere al giudice l’esecuzione forzata del contratto o il risarcimento del maggior danno (se il danno subito è superiore al valore della caparra).

ACQUISTO AUTO: CHE COS’È LA CAPARRA PENITENZIALE

Disciplinata dall’art. 1386 c.c., la caparra penitenziale serve a quantificare in anticipo, e in via definitiva, l’entità del risarcimento dovuto in caso di recesso o inadempimento contrattuale (è come se fosse una sorta di penale prestabilita). Non c’è quindi la possibilità di ricorrere al giudice per ottenere l’ulteriore risarcimento del danno come invece succede nella caparra confirmatoria. Semplicemente l’inadempiente perde la caparra data o deve restituire il doppio di quella ricevuta, non esistono altre opzioni.

CAPARRA E ACCONTO NELL’ACQUISTO DELL’AUTO: ALTRE COSE DA SAPERE

Nell’ambito della compravendita di automobili la questione della caparra e dell’inadempienza del venditore assume particolare importanza proprio di questi tempi, che come sappiamo sono contrassegnati da tempi di consegna dei veicoli molto lunghi. Di conseguenza chi ha acquistato un’auto versando una caparra e firmando un contratto che prevede la consegna della vettura entro, per esempio, tre mesi, se dopo tale periodo non ha ancora ricevuto l’auto può legittimamente chiedere il recesso del contratto di acquisto e la restituzione della caparra con importo doppio (rinunciando ovviamente all’acquisto dell’auto).

È necessario però verificare che nel contratto siano esplicitamente riportati i tempi di consegna (precisi, non stimati). Spesso i contratti prevedono un ‘periodo di tolleranza’, di norma pari a 60 giorni, che però non può essere utilizzato arbitrariamente dal concessionario, ma solo se dimostra che la ritardata consegna non è riconducibile alla sua volontà ma a cause di forza maggiore.

Superfluo specificare che in ogni compravendita fanno sempre fede le condizioni contrattuali che l’acquirente è tenuto a leggere molto attentamente.

Chiudiamo con una specifica importante: in assenza di un’indicazione delle parti, la somma versata come anticipo di pagamento è sempre considerata ‘acconto’. Mentre può considerarsi ‘caparra’ solo se risulta espressamente identificata come tale.

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