Bimbi in auto: tre ragioni per cui l’Italia è ancora indietro sulla sicurezza

Bimbi in auto: tre ragioni per cui l’Italia è ancora indietro sulla sicurezza

Carenza di controlli, sanzioni blande e lacune culturali: ecco perché in Italia la sicurezza dei bambini in auto resta un'emergenza

 

Carenza di controlli, sanzioni blande e lacune culturali: ecco perché in Italia la sicurezza dei bambini in auto resta un'emergenza

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1 Luglio 2026 - 12:57

Un incidente mortale in Lombardia che vede un bimbo come vittima riaccende la polemica sul trasporto dei piccini in Italia. Un piccolo di cinque mesi è infatti deceduto a Montebello della Battaglia (Pavia), in Oltrepò Pavese, sulla tangenziale Voghera-Casteggio, il 29 giugno: al momento dell’impatto, la madre lo stava allattando (lei seduta su uno dei sedili posteriori, il figlio fuori dal seggiolino), riferisce Skytg24. La donna, 35 anni, è ricoverata in prognosi riservata. All’inizio gravemente ferito, il bambino è poi morto al Policlinico San Matteo di Pavia, dove era stato trasportato dagli operatori del 118. Sono in corso accertamenti da parte della Polizia Stradale per far luce sulla dinamica dello schianto.

TRASPORTO DEI BIMBI NELL’ABITACOLO: L’ARRETRATEZZA DELLA NOSTRA NAZIONE

Il monitoraggio sul campo condotto dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istat fotografa una realtà complessa: la media nazionale di utilizzo corretto dei seggiolini (qui la nostra guida) non riesce a superare la soglia psicologica del 50%. Un dato complessivo critico, che tuttavia nasconde asimmetrie territoriali macroscopiche.

Al Nord – dove s’è verificato il sinistro – la sensibilità al tema è più radicata, con una percentuale di adozione corretta dei sistemi di ritenuta che si attesta intorno al 60%.

Scendendo verso le regioni del Centro il quadro inizia a sfaldarsi, oscillando in una terra di mezzo che si ferma tra il 42% e il 50%.

Ma è nelle aree del Sud che si registra il crollo statistico: qui abbiamo una drammatica disattenzione strutturale, con tassi di utilizzo che in molte zone precipitano a livelli marginali, stringendosi in una forbice desolante compresa tra il 17% e il 23%.

TRE CAUSE PRINCIPALI DEL MANCATO USO CORRETTO DEI SEGGIOLINI

A nostro parere, il primo elemento è la carenza cronica di controlli capillari su strada da parte delle Forze dell’ordine. Gli innumerevoli autovelox e le altre telecamere potranno al massimo inviare una multa a casa del proprietario dell’auto che corre troppo, ma non prevengono il problema dell’errato trasporto dei piccini.

Il secondo motivo risiede in un sistema sanzionatorio inadeguato. Le multe attuali (ammenda e decurtazione di punti patente) non costituiscono un reale deterrente valido.

Se il minore viaggia senza sistemi di ritenuta (obbligatori sotto i 150 cm di altezza), la sanzione è di 83 euro, con taglio di cinque punti patente e possibile sospensione per recidiva. In caso di recidiva entro due anni, si aggiunge la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi (articolo 172 del Codice della Strada).

Infine, vi è una radicata lacuna culturale. Persiste la falsa convinzione che per i tragitti brevi, o tenendo il piccolo in braccio, si possa garantire la massima protezione. Questa distorsione cognitiva sottovaluta le leggi della fisica: un impatto a solo 30 km/h trasforma un neonato in un proiettile incontrollabile.

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ECCO LO SPOT PER LA SICUREZZA

Ieri, intanto, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha presentato il nuovo spot istituzionale dedicato alla sicurezza dei bambini in auto, realizzato in collaborazione con Assogiocattoli. Titolo: “Il posto vuoto”. Il messaggio? Pochi secondi di attenzione possono salvare una vita.

Un’idea che nasce da un numero: ogni anno, in Italia, circa 7.000 minori rimangono feriti in incidenti stradali mentre viaggiano a bordo di un veicolo. I bambini sotto i nove anni sono tra i più esposti e, negli ultimi anni, la percentuale di minori trasportati senza alcun sistema di protezione è quasi triplicata (14,3%).

Il ministero ha programmato una diffusione capillare dello spot sulle principali reti televisive e radiofoniche nazionali e locali: in estate, aumentano gli spostamenti su strada.

SENSIBILIZZARE SUL TEMA BIMBI IN AUTO È UTILE, MA…

Anche questa campagna informativa, che si unisce alle tantissime altre precedenti, è preziosa. Ma, finché lo Stato non affronterà le carenze con interventi strutturali permanenti, la scia di tragedie evitabili sulle nostre strade è purtroppo destinata a continuare.

Servono controlli costanti, sanzioni realmente dissuasive e un’educazione alla sicurezza che coinvolga famiglie, scuole e operatori sanitari fin dalla nascita dei bambini. Solo così sarà possibile trasformare la consapevolezza in comportamenti concreti e salvare vite.

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