Foto tratta da La Provincia di Como
Benzina esaurita: spuntano i cartelli ai distributori, ma è proprio vero?
Scopri se la benzina esaurita è un problema nazionale. Analizziamo la situazione dei distributori di carburante in Italia alla luce della crisi petrolifera per la guerra in Iran
Scopri se la benzina esaurita è un problema nazionale. Analizziamo la situazione dei distributori di carburante in Italia alla luce della crisi petrolifera per la guerra in Iran
Ma davvero la benzina nei distributori sta per finire? In questi giorni, infatti, in molte stazioni di rifornimento italiane sono comparsi cartelli con scritto “benzina esaurita” o “carburante esaurito“, creando una specie di psicosi tra gli automobilisti (e gli autotrasportatori) per la paura di rimanere a piedi. Inutile specificare che se i distributori restassero veramente a secco le conseguenze sarebbero catastrofiche, sia per la libertà di movimento dei cittadini e sia, anzi soprattutto, per il regolare approvvigionamento delle merci. Cerchiamo dunque di fare chiarezza e scoprire se ci sia davvero, o se stia per avvicinarsi, un’emergenza nazionale delle scorte di carburante.
DISTRIBUTORI ITALIANI SENZA CARBURANTE
A Como, domenica scorsa, il carburante risultava esaurito in diverse pompe di benzina della città. Mentre a Conegliano, in provincia di Treviso, martedì 24 marzo un distributore ha esposto un cartello con cui annunciava di aver terminato sia la benzina che il diesel. Anche sui social sono apparse foto di pompe con affissi i cartelli “carburante esaurito”. Queste notizie, riportate dai media locali, hanno fatto presto il giro del web, sollevando il dubbio che la benzina stesse finendo un po’ ovunque.
LA BENZINA, PER FORTUNA, NON STA FINENDO
In realtà non è (ancora) così. È successo infatti che una certa disomogeneità nell’applicare gli sconti per i tagli delle accise, specie nei primi giorni, ha fatto in modo che ci fossero distributori con prezzi nettamente inferiori rispetto ad altri. Ovviamente gli automobilisti si sono concentrati su questi impianti (del resto è semplice trovare il benzinaio con le tariffe migliori), in particolare quelli a marchio Eni e Conad, che non hanno retto il picco di domanda, esaurendo le scorte.
La circostanza è stata confermata da Daniela Maroni, vicepresidente nazionale di FIGISC – Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti Confcommercio, secondo cui, siccome in questi giorni ci sono state compagnie petrolifere che hanno tenuto i prezzi bassi e altre che li hanno alzati anche di 10 centesimi, molti automobilisti hanno fatto rifornimento dove costava meno, lasciando a bocca asciutta che è arrivato dopo. Circostanza confermata anche da Luca Vazzoler, componente del comitato di presidenza di Assopetroli Assoenergia, per il quale la mancanza di carburante rilevata negli ultimi giorni deriva da disordini di carattere logistico: può capitare, quindi, che in un periodo in cui i prezzi cambiano di continuo, qualche stazione di servizio venda più benzina di quanto preventivato, restando poi senza.
LE SCORTE DI CARBURANTE CI SONO (PER ORA)
Dunque al momento non c’è nessuna emergenza nazionale: in Italia non c’è un rischio strutturale di esaurimento delle scorte di carburante, che c’è e continua ad arrivare. Certo, se le tensioni in Medio Oriente dovessero prolungarsi ancora a lungo, parliamo di molte settimane se non di mesi, la situazione potrebbe cambiare, portando il Governo a valutare delle misure di austerity come negli anni ’70. Ma per ora non c’è questo pericolo.
Naturalmente potrà sempre capitare di trovare dei distributori che hanno finito la benzina prima del previsto e che saranno costretti a mettere il cartello “carburante esaurito” in attesa di rifornirsi.