Autotrasporto: Governo sblocca 480 milioni ma la tensione resta

Autotrasporto: Governo sblocca 480 milioni ma la tensione resta

L'Esecutivo mette sul tavolo futuri 480 milioni di euro a favore dell'autotrasporto per mitigare il caro carburanti e sostenere le imprese. Tuttavia, il clima nel settore rimane teso

 

L'Esecutivo mette sul tavolo futuri 480 milioni di euro a favore dell'autotrasporto per mitigare il caro carburanti e sostenere le imprese. Tuttavia, il clima nel settore rimane teso

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21 Ottobre 2026 - 10:48

Per cercare di disinnescare la vertenza dell’autotrasporto per il prezzo del diesel, causa di forti disagi alla catena di distribuzione e del progressivo svuotamento degli scaffali nei supermercati (specialmente nelle regioni del Mezzogiorno), il Governo ha messo sul piatto un articolato pacchetto finanziario e normativo. Durante il vertice tenutosi ieri in Prefettura a Milano, alla presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, l’Esecutivo ha incontrato le principali sigle sindacali e di categoria per presentare misure immediate e di prospettiva. Il fulcro dell’intesa riguarda lo sblocco dei contributi già stanziati a bilancio per compensare i maggiori costi del carburante sostenuti dalle imprese. Il viceministro Edoardo Rixi ha confermato l’inizio dell’erogazione di circa 480 milioni di euro, cifra che coprirà il 70% del totale delle domande pervenute nella finestra chiusa lo scorso 30 agosto, riferite al periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 agosto.

AUTOTRASPORTO CAOS: LE MOSSE DEL GOVERNO

A queste risorse si aggiunge uno stanziamento straordinario di 110 milioni di euro complessivi: 50 milioni vanno a integrare la prima tranche, mentre ulteriori 60 milioni, destinati a coprire i costi dei mesi di settembre e ottobre, saranno formalizzati tramite un decreto ad hoc. Questa seconda quota si tradurrà in crediti d’imposta fruibili a partire dal 2027.

Sul fronte delle riforme strutturali, il Governo (che fa i conti col deficit) sta definendo, all’interno del prossimo decreto legge Infrastrutture, l’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento dei costi del carburante. Tale sistema, ispirato al modello già in vigore in Spagna, è attualmente all’esame della Ragioneria Generale dello Stato.

Inoltre, per sostenere la transizione ecologica e l’ammodernamento dei mezzi pesanti, è stato previsto lo sblocco di un fondo pluriennale da 590 milioni di euro destinato al rinnovo del parco veicolare, con decorrenza dal 1° gennaio 2027.

Autotrasporto, Governo sblocca 480 milioni ma la tensione resta alle stelle

PER IL TRASPORTO DEI TIR VIA MARE

Ampio spazio è stato riservato anche alla modalità intermodale con la conferma delle risorse per il Marebonus, la misura volta a incentivare l’imbarco di TIR e casse mobili sulle navi per alleggerire il traffico stradale. Il piano pluriennale fino al 2026 prevede uno stanziamento totale di 125 milioni di euro: il governo si è impegnato a liquidare le annualità precedenti entro i primi dieci giorni di novembre, mentre per il 2026 si disporrà di 50 milioni tramite il decreto di riparto di fine anno.

TENSIONE ALLE STELLE

L’obiettivo prioritario resta la revoca dei blocchi stradali e autostradali. Sebbene le associazioni locali di Sicilia, Campania e Puglia abbiano mostrato primi segnali di apertura rimuovendo i presidi sui punti critici per consentire il passaggio dei beni di prima necessità, la tensione rimane alta, soprattutto nel confronto con le rappresentanze autonome e i “Cobas dell’autotrasporto”. Il viceministro Rixi ha ribadito che l’Esecutivo non intende tollerare blocchi prolungati a oltranza. Il tavolo delle trattative è stato ufficialmente aggiornato al 27 ottobre per monitorare il rispetto degli impegni presi.

SICILIA PRONTA A RIPARTIRE, MA IL SUD RESTA DIVISO

Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS), guidato da Salvatore Bella, ha annunciato la revoca del fermo. Di parere opposto la Campania, dove i camion rimarranno fermi almeno fino al 27 ottobre, data fissata per il prossimo incontro di verifica a livello ministeriale. Vincenzo Parisi, referente per il polo industriale di Carinaro (Caserta), ha confermato la prosecuzione dei presìdi in nodi strategici quali Nola e Maddaloni-Marcianise. Parisi ha evidenziato l’inefficacia di una ripresa parziale dei viaggi dalla Sicilia se i semirimorchi rischiano di trovare la rete viaria continentale ancora bloccata.

CALABRIA E PUGLIA: SOSPENSIONE PARZIALE

La linea della fermezza è condivisa dalla Calabria. Mario Pansini (Fedralog) ha giudicato insufficienti gli interventi annunciati, definendo lo sblocco dei fondi come un atto dovuto per risorse attese da mesi. Considerati esigui anche gli ulteriori 60 milioni destinati a compensare i rincari di settembre e ottobre, i trasportatori calabresi proseguiranno la mobilitazione fino al 27 ottobre.

Posizione intermedia per la Puglia: Antonio Manzi, rappresentante degli autotrasportatori di Cerignola, ha confermato la revoca soltanto parziale dei blocchi. Al centro del disagio resta la carenza di liquidità delle aziende, ragione per cui la mobilitazione non rientrerà completamente prima dell’effettivo accredito delle risorse. Anche perché intanto il caro gasolio non dà tregua: oggi 2,259 euro, un millesimo più di ieri.

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