Autoscuole sciopero

Autoscuole: sciopero contro l’aumento dell’Iva al 22% sulle patenti

Il 18 settembre 2019 si mobilitano le autoscuole: 24 ore di sciopero contro l’introduzione dell’Iva al 22% sulle patenti stabilito dall'Agenzia delle Entrate per recepire una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea.

17 settembre 2019 - 17:25

Mercoledì 18 settembre 2019 si preannuncia una giornata difficile per chi deve sostenere l’esame di guida. Unasca e Confarca, due associazioni di categoria a cui aderiscono buona parte delle autoscuole, hanno infatti indetto uno sciopero per protestare contro l’annunciata introduzione dell’Iva al 22% sulle patenti. Introduzione stabilita dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 79 dello scorso 2 settembre (scaricabile in fondo all’articolo), per adeguarsi alla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea. Secondo cui le lezioni di scuola guida, che finora non erano soggette al pagamento dell’Iva in quanto equiparate all’insegnamento scolastico e universitario (che sono appunto Iva esenti), non potranno più godere di questo privilegio con effetto retroattivo di 5 anni (fino al 2014).

SCIOPERO AUTOSCUOLE 18 SETTEMBRE 2019: I NUMERI DELLA PROTESTA

Lo sciopero del 18 settembre 2019 coinvolgerà 3.500 autoscuole di tutta Italia aderenti a Unasca e Confarca, con rinvio sia delle lezioni che, cosa più importante, di eventuali esami di guida teorici e pratici già fissati. Viceversa le altre 3.500 autoscuole non associate saranno probabilmente aperte. “L’esenzione Iva per le scuole guida era in vigore fin dal 1972”, hanno dichiarato i rappresentanti delle due associazioni. “Ma adesso il cambio di regime fiscale sulle attività formative, deciso dall’Agenzia delle Entrate dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo 2019 che nega che l’insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università, ha introdotto l’imposta sul valore aggiunto anche sulle lezioni per la patente. Con l’ulteriore pretesa di chiedere l’integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte”.

AUTOSCUOLE: RECUPERO DELL’IVA RETROATTIVO FINO A 5 ANNI

In effetti l’aspetto più grottesco della vicenda è proprio questo. Non si tratta di un aumento da sancire ‘d’ora in poi’, ma, come detto, retroattivo fino a 5 anni fa. Significa che chi ha conseguito la patente di guida dal 2014 in poi sarà chiamato a pagare il 22% in più rispetto al prezzo già saldato (per una patente B che costa in media 700 euro, significa sborsare altri 154 euro). “Ma sarà difficile, se non impossibile, recuperare l’aliquota Iva sugli ex allievi che hanno pagato quanto pattuito secondo i listini degli anni scorsi quando vigeva per legge l’esenzione”, lamentano però Unasca e Confarca. “E poi temiamo le conseguenze sulla sicurezza stradale, con il calo drastico delle ore di guida degli allievi nel rapporto tra budget previsto e aumento delle tariffe delle autoscuole”. Insomma, un altro bel rompicapo come se non ne avessimo abbastanza…

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