Auto rubate all’estero vendute in Italia: ecco come operano i criminali

La Polizia ha stroncato un giro di furti auto all'estero che venivano ripulite in Italia per la vendita

1 agosto 2019 - 19:19

Quando cerchiamo un’auto nuova capita di dare uno sguardo al mercato dell’usato. Le vetture usate ci permettono un risparmio tanto sull’IVA quanto sugli accessori a bordo. Attenzione però alle truffe. La Polizia lavora senza sosta per sventare pratiche illecite che coinvolgono le vetture di seconda mano. Succede infatti che, dietro a quello che ci sembra un affare, si nasconda il risultato di una serie di illeciti. Furti e appropriazioni indebite, spesso compiute anche all’estero, vanno a riempire i piazzali delle concessionarie. La Squadra Regionale di Polizia Giudiziaria del Compartimento della Polizia Stradale per la Liguria ha individuato circa 300 vetture dalla provenienza sospetta. A seguito di controlli approfonditi su 50 di queste sono stati scoperti 15 veicoli che presentavano una falsa documentazione al momento dell’importazione da un’altro Stato Ue. Vediamo allora perché Germania, Spagna e Francia sono i Paesi da cui arriva la maggior parte dei mezzi a rischio.

DOCUMENTI CONTRAFFATTI

Il fenomeno della clonazione e dell’alterazione dei documenti di circolazione è sempre più frequente. In questo modo le organizzazioni criminali reinseriscono nel mercato veicoli di provenienza illecita e quindi provento di furti o di appropriazioni indebite. Spesso queste operazioni coinvolgono veicoli italiani ma non è raro imbattersi in mezzi di altri Stati Ue. Uno specifico monitoraggio sul territorio nazionale la Polizia Stradale ha permesso di tracciare un quadro della situazione. Le ricerche hanno coinvolto la documentazione presentata all’atto di immatricolazione in Italia di veicoli importati. Il lavoro è stato possibile con il supporto delle Motorizzazioni e delle agenzie di pratiche auto ma anche delle banche dati tenute dalle case costruttrici. In questo modo si è esaminata ogni anomalia riguardante i dati identificativi e, ulteriori accertamenti tecnici sui veicoli, hanno permesso di ricostruirne la storia.

PROVENIENZA DUBBIA

Come detto molti mezzi sospetti risultano rubati in Italia o all’estero. Successivamente i criminali modificavano tutti i dati identificativi presi a riferimento per la redazione dei documenti di circolazione. I criminali ricorrono spesso anche a documenti rubati in bianco e successivamente compilati. La Polizia ha scoperto molti casi di “cloni”: una vettura circola contestualmente in due paesi europei. Nel frattempo le organizzazioni criminali procedono all’alterazione dei dati riguardanti il veicolo. Nel 2017 di tutti i veicoli esteri immatricolati in Italia, il 44% proveniva dalla Germania, il 20% dalla Spagna e circa il 10% dalla Francia. I tre paesi rappresentavano il 74% delle nazionalizzazioni richieste in Italia. Nel 2018, invece, il 43% dei mezzi proveniva dalla Germania, mentre la Spagna è salita al 27% e la Francia si è confermata al 10%. A conti fatti le immatricolazioni estere da questi Stati Ue sono salite all’ 81%.

IL BOTTINO

Facile capire come dietro a questi numeri si possano nascondere illeciti. Dal 2017 al primo semestre 2018, la Polizia stradale ha controllato 15.627 fascicoli per l’immatricolazione. In 760 di essi si è proceduto al sequestro per irregolarità o incongruenze. Sequestrati 98 veicoli e denunciate 73 persone per ricettazione, riciclaggio e utilizzo di falsa documentazione. Nel 2018, in Liguria sono state presentate 2710 richieste di nazionalizzazione. Di queste 2.003 a Genova, 202 ad Imperia, 241 a Savona e 270 a La Spezia. A seguito di controlli e verifiche sono stati individuati circa 300 casi sospetti. Le ulteriori indagini su 50 di questi mezzi, hanno permesso di trovare 15 veicoli con una falsa documentazione. La Polizia ha anche sgominato società di noleggio spagnole, francesi e portoghesi le cui vetture venivano poi commercializzate in Italia e vendute ad ignari acquirenti. La posizione dei venditori italiani è tuttora al vaglio della Magistratura.

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