Aumento autostrade dal 1° gennaio 2026: quanto pagheremo di più?

Aumento autostrade dal 1° gennaio 2026: quanto pagheremo di più?

A partire dal 1° gennaio 2026, l'aumento delle autostrade comporterà costi mediamente superiori all'1,5% sulle maggior parte delle tratte italiane

 

A partire dal 1° gennaio 2026, l'aumento delle autostrade comporterà costi mediamente superiori all'1,5% sulle maggior parte delle tratte italiane

30 Dicembre 2025 - 13:45

Ci avevano annunciato che dall’anno prossimo i pedaggi sarebbero stati meno cari e invece, come accade di frequente, è successo l’esatto contrario: a partire dal 1° gennaio 2026 scatterà l’aumento delle autostrade che costeranno in media l’1,5% in più, con un picco di quasi il 2% sulla A3 Salerno-Pompei-Napoli e aumenti superiori all’1% sulla maggior parte delle altre tratte. “Colpa” (si fa per dire) di una sentenza della Corte Costituzionale che ha definito illegittimo il blocco degli aumenti con cui dal 2020 i vari Governi che si sono succeduti avevano stoppato i rincari.

AUMENTO AUTOSTRADE BLOCCATO DAL 2020

In Italia, per legge, l’adeguamento delle tariffe autostradali viene stabilito annualmente dai piani economici e finanziari (PEF) firmati dai concessionari e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli aumenti tengono conto dell’inflazione basata sull’indice dei prezzi al consumo, degli investimenti sostenuti dai concessionari per migliorare la sicurezza e di indicatori di efficienza e qualità del servizio. Tuttavia dal 2020 gli aumenti sono stati bloccati ogni anno dal MIT in attesa di rinegoziare i PEF con i concessionari (e anche, nei primi tempi, per l’emergenza Covid), sempre tramite il decreto Milleproroghe.

LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE HA DATO IL VIA LIBERA AI RINCARI

Alcuni gestori autostradali hanno però fatto ricorso e, dopo l’esame del TAR e del Consiglio di Stato, la controversia è finita alla Corte Costituzionale: lo scorso ottobre, con sentenza n. 147/2025 pubblicata il 15/10/2025, i giudici hanno detto che il blocco degli aumenti delle autostrade è incostituzionale perché contrario alla libertà di impresa, dando di fatto il via libera ai rincari dei pedaggi a decorrere dal 1° gennaio 2026.

Come già accennato, l’aumento riguarderà le concessionarie per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei piani economico-finanziari, escludendo quindi le società Concessioni del Tirreno (Tronco A10 e A12), Ivrea – Torino – Piacenza (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi A24-A25 (Autostrada Roma – L’Aquila e diramazione per Pescara) che sono in linea con i rispettivi atti convenzionali vigenti.

Saranno pertanto soggette all’aumento tutte le tratte gestite da Autostrade per l’Italia (ASPI), Milano Serravalle, Satap (gruppo ASTM), CAV – Concessioni Autostradali Venete, Brescia Padova, Pedemontana Lombarda, Brebemi, tangenziale esterna di Milano e tangenziale di Napoli, con il già citato picco del +1,925% riconosciuto alla concessionaria della Salerno – Pompei – Napoli e del +1,46% per la società Autostrada del Brennero, con concessione scaduta ma per la quale è in corso il riaffidamento della medesima (la procedura di gara è aperta).

Aumento autostrade 2026

LE REAZIONI POLITICHE (MA A RIMETTERCI SONO GLI UTENTI)

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha preso malissimo la decisione della Consulta che, secondo una nota del MIT, “ha vanificato lo sforzo del ministero e dello stesso governo di congelare le tariffe fino alla definizione dei nuovi PEF regolatori“. L’opposizione ha ovviamente colto la palla al balzo per attaccare la posizione del ministro, ritenendolo il vero responsabile dell’aumento tariffario. Al di là del balletto politico, l’unica certezza è che a rimetterci saranno solo ed esclusivamente gli utenti, che vedranno aumentare le tariffe autostradali. Speriamo per lo meno che la misura venga alleviata dall’entrata in vigore, si spera quanto prima, degli annunciati rimborsi automatici in caso di ritardi dovuti ai cantieri autostradali.

Commenta con la tua opinione

X