Autostrada: finalmente arriva il rimborso automatico per i ritardi, ecco l’APP unica

Autostrada: finalmente arriva il rimborso automatico per i ritardi, ecco l’APP unica

Disagi in autostrada? Nel 2026 arriva finalmente il rimborso automatico per i ritardi tramite l'APP unica nazionale. Ecco come funziona

 

Disagi in autostrada? Nel 2026 arriva finalmente il rimborso automatico per i ritardi tramite l'APP unica nazionale. Ecco come funziona

3 Dicembre 2025 - 11:15

Un’intervista al Sole 24 Ore del presidente dell’ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, anticipa una grande novità che entrerà progressivamente in funzione nel corso del 2026: il rimborso automatico del pedaggio in autostrada in caso di ritardi causati da cantieri o traffico bloccato. Attualmente esiste già una misura simile applicata da ASPI sotto forma di cashback, ma il nuovo meccanismo sarà più completo perché riguarderà l’intera rete autostradale italiana e contemplerà il rimborso automatico, totale o parziale, mediante un’APP unica.

RIMBORSO AUTOMATICO PEDAGGIO AUTOSTRADA: QUANDO E COME

La novità è stata introdotta dalla delibera ART n. 211/2025 del 2 dicembre 2025 recante l’approvazione delle “Misure concernenti il contenuto minimo degli specifici diritti, anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei concessionari autostradali e dei gestori dei servizi erogati nelle pertinenze di servizio delle reti autostradali” e delle “Misure afferenti al rimborso del pedaggio in presenza di limitazioni all’utilizzo dell’infrastruttura“.

Il rimborso dei pedaggi sarà operativo dal 2026 ma diventerà obbligatorio dal 1° giugno 2026 per le tratte con un solo gestore e dal 1° dicembre 2026 per quelle che attraversano più concessionari (come per esempio l’autostrada A4 Torino – Trieste). Per il presidente Zaccheo si tratta di una delibera unica nel suo genere perché in altri Paesi europei “non esiste un sistema di rimborsi autostradali che si applica all’intera rete a pedaggio“.

Ma come si è arrivati alla decisione di prevedere un rimborso strutturale per i ritardi in autostrada? Il principio adottato dall’ART è che se l’utente paga per percorrere un’infrastruttura efficiente e utilizzabile ma si trova di fronte un’autostrada ridotta da lavori programmati, il servizio non è più quello previsto. Restringimenti di carreggiata, deviazioni sulla corsia opposta e allungamento dei tempi di percorrenza producono un disagio che l’Autorità ha deciso di riconoscere e mitigare, incentivando nel contempo i gestori autostradali (cui spetterà l’onere dei rimborsi) ad accelerare i lavori e ridurre al minimo gli incomodi.

Il meccanismo dei rimborsi automatici distingue due grandi fattispecie: cantieri programmati (non emergenziali) e traffico completamente bloccato, introducendo specifiche soglie e condizioni. Scopriamo le differenze.

RIMBORSO PER RITARDI DOVUTI A CANTIERI PROGRAMMATI

Nel caso dei cantieri programmati, il diritto al rimborso dipenderà dalla lunghezza della tratta: sotto i 30 km sarà sempre dovuto, mentre tra 30 e 50 km scatterà solo se il viaggio registrerà almeno 10 minuti di ritardo. Oltre i 50 km tale soglia salirà a 15 minuti. Nel calcolo bisognerà tenere conto della riduzione delle corsie, della larghezza del tracciato, dell’eventuale obbligo di marcia nella carreggiata opposta, delle ricadute sulla corsia di emergenza, della lunghezza e della durata dei lavori e dello scostamento temporale rilevato sulla ‘tratta elementare’, cioè sul segmento tra un casello e quello successivo

Non saranno invece considerati ai fini del rimborso i cantieri emergenziali dovuti a incidenti o eventi meteo eccezionali, quelli già coperti da riduzioni tariffarie e, nella prima fase, i cantieri mobili. Verrà viceversa garantita una tutela piena agli abbonati pendolari, che potranno recedere dall’abbonamento se il percorso abituale risulterà stabilmente penalizzato.

Autostrada rimborso automatico pedaggi

RIMBORSO PER RITARDI DOVUTI A TRAFFICO BLOCCATO

Per quanto riguarda invece i disagi da traffico completamente bloccato, in caso di circolazione del tutto ferma il rimborso si applicherà sulla porzione di rete gestita dal concessionario interessato, erogando il 50% del pedaggio se il blocco è tra 1 ora e 119 minuti, il 75% se è tra 2 ore e 179 minuti, e il 100% superate le 3 ore.

PEDAGGI AUTOSTRADE: COME SARÀ LA PROCEDURA DI RIMBORSO AUTOMATICO

Come già anticipato, la procedura di rimborso sarà automatica e digitale. La delibera dell’ART impone infatti ai gestori autostradali la creazione di un’APP unica nazionale attraverso cui gli utenti registrati riceveranno la comunicazione di accredito entro 10 giorni e il rimborso entro 5 o 10, a seconda della modalità di pagamento. Chi non ha troppa dimestichezza con la tecnologia potrà comunque presentare richiesta di rimborso tramite sportelli digitali o numeri verdi (che saranno comunicati a tempo debito), con risposta entro 20 giorni e pagamento entro i successivi 10.

I rimborsi inferiori a 10 centesimi non verranno erogati ma si accumuleranno in un borsellino elettronico sull’APP, il cui credito sarà liquidato solo al raggiungimento dell’importo di 1 euro. Il Sole 24 Ore ricorda inoltre che ogni concessionario dovrà rendere disponibili, su richiesta ed entro 12 mesi dal viaggio, i dati relativi a cantieri, tempi medi di percorrenza e criteri di calcolo dei rimborsi, introducendo un obbligo di trasparenza. Anche i controlli su blocchi e cantieri saranno automatici.

I GESTORI DELLE AUTOSTRADE POSSONO RECUPERARE I RIMBORSI ELARGITI AUMENTANDO I PEDAGGI. MA CON DEI LIMITI

Ovviamente non è tutto perfetto e alcune associazioni dei consumatori hanno già puntato l’indice su alcune possibili criticità della delibera, come la richiesta di blocchi molto lunghi (minimo 3 ore) per avere il rimborso totale, oltre al timore che l’onere del rimborso possa essere in parte trasferito agli utenti tramite aumento del pedaggio nei primi anni di applicazione.

In effetti è previsto che i gestori possano recuperare i rimborsi pagati ai clienti nei primi 5 anni (fino al 2030), per la presenza di cantieri, mediante aumenti tariffari dei pedaggi, con un meccanismo graduale: recupero totale nel 2026 e 2027, 75% nel 2028, 50% nel 2029 e 25% nel 2030; mentre per il traffico completamente bloccato, i rimborsi si potranno recuperare tramite pedaggio solo dimostrando la forza maggiore, il rispetto dei vincoli informativi e l’adozione di tutte le misure necessarie per superare l’evento. Tuttavia il presidente Zaccheo ha smorzato sul nascere la polemica evidenziando che i prelievi risulteranno impercettibili ai consumatori, nell’ordine di millesimi di euro.

La regolamento approvato dall’ART rimarrà tale fino al 31 dicembre 2027, con verifica di impatto entro luglio dello stesso anno per eventuali aggiustamenti.

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