Assicurazioni auto online: il Coronavirus fa crollare i prezzi sino a -23%

L’emergenza Coronavirus fa crollare i prezzi dell’assicurazione auto: a marzo cresce il numero di preventivi auto online e calano quelli moto

26 marzo 2020 - 11:20

Con l’emergenza Coronavirus il Governo ha tenuto conto anche dell’assicurazione auto obbligatoria, che non si sospende ma ha un periodo di tolleranza maggiore dopo la scadenza. A marzo 2020, in pieno regime di restrizione agli spostamenti non indispensabili le assicurazioni auto online abbassano le tariffe: il Coronavirus fa crollare i prezzi sino a -23%.

CORONAVIRUS E ASSICURAZIONE AUTO

Il Decreto Cura Italia non ha previsto sospensione dell’assicurazione auto e moto obbligatoria, ma solo una dilatazione del periodo di tolleranza dopo la scadenza da 15 a 30 giorni, fino al 31 luglio 2020. In queste settimane di ricorso allo smart working e al web quasi tutte le aziende sono ferme (guarda qui i codici Ateco che possono lavorare), è stato registrato un incremento dei preventivi di assicurazione online. Un noto comparatore online di assicurazioni ha infatti rilevato che a causa del Coronavirus anche i prezzi sono crollati in tutte le regioni. Clicca sull’immagine sotto per vederla a tutta larghezza.

ASSICURAZIONE AUTO ONLINE: LE TARIFFE IN OGNI REGIONE

Le regioni maggiormente interessate dal calo sono, in ordine, Puglia (-23,4%), Lombardia (-20,1%) e Liguria (-18,6%). Le uniche ad aver registrato un aumento, invece, sono Valle d’Aosta (+2,7%, +11 euro) e Abruzzo (14,6%, +60 euro). Se si considera l’intera Italia, in media la riduzione delle tariffe RC auto è stata dell’11,6%. Calano invece le polizze di assicurazione moto obbligatoria: dopo un aumento del 100% a febbraio 2020, marzo è associato a un calo del -45% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Clicca sull’immagine sotto per vederla a tutta larghezza.

ASSICURAZIONE AUTO ONLINE: CHI CHIEDE PIU’ PREVENTIVI

Tra gli utenti che ricorrono ai comparativi di assicurazione auto online, il 70% di uomini di età compresa fra i 35 e i 54 anni. Il 41% risiede nel Nord Italia, il 36% al Sud e isole e il 23% al centro. Nella maggior parte dei casi (48%) si tratta di operai e impiegati, il 23% ha un reddito più elevato, mentre il 19% è composto da pensionati.

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