110 anni di Alfa Romeo: le innovazioni sulla sicurezza del biscione

Il marchio Alfa Romeo e la sicurezza nei 110 anni di storia. Dalla storica Alfa 24 HP fino alla Stelvio, l'evoluzione Alfa Romeo in sicurezza e innovazione

25 giugno 2020 - 15:00

Per Alfa Romeo (acronimo di “Anonima Lombarda Fabbrica Automobili”) è arrivato il momento di festeggiare 110 anni di attività. Oltre un secolo di vita e di auto che hanno portato il marchio del Biscione a diventare una presenza costante sulle strade italiane, simbolo di sportività, sicurezza e innovazione. Ma quali sono stati i sistemi di sicurezza adottati nel tempo dall’Alfa Romeo che hanno scandito la produzione dei veicoli?

ALFA ROMEO, LA SICUREZZA ALLE ORIGINI

Se riavvolgiamo il nastro degli eventi scopriamo che sin dalle sue origini Alfa Romeo ha scommesso sulla sportività senza trascurare la sicurezza. Certo, osservare oggi dell’Alfa 24 HP, primo modello del marchio realizzato nel 1910, ci strappa un sorriso, ma allora rappresentava un concentrato d’innovazione. La ragione? Per la robustezza strutturale che la caratterizzava, necessaria per sostenere i 100 km/h di velocità massima e i 45 CV di cui era dotata. È quindi bastata una manciata di anni per raggiungere uno step ulteriore. Nel 1926 è stato il turno dell’Alfa Romeo 6C con telaio in acciaio e sospensioni ad assale rigido su balestre semiellittiche. Come dire, prestazioni e sicurezza da una parte e sensazione di stare al passo con i tempi dall’altra. Tre anni dopo la variante 6C 1750 ha innalzato il livello di sicurezza con tre soluzioni. Innanzitutto il serbatoio del carburante arretrato per migliorare il bilanciamento tra gli assi. Quindi il baricentro più basso per stabilizzare la tenuta in curva associato all’adozione del telaio in acciaio stampato. Infine il sistema frenante di tipo meccanico con grandi tamburi comandati da un sistema di rinvii.

TRA PNEUMATICI RADIALI E SPERIMENTAZIONI

L’Alfa Romeo 1900, prodotta nello stabilimento del Portello a Milano tra il 1950 e il 1959, ha messo per la prima volta in mostra la caratteristica calandra a tre lobi, ma è nota anche per l’introduzione di due novità: l’adozione di una struttura monoscocca più resistente alle sollecitazioni e l’impiego di pneumatici radiali. Un caso singolare è quello dell’Alfa Romeo Giulietta Sprint, che ha visto la luce nel 1954 ovvero prima della berlina. La coupé è stata infatti un’auto di sperimentazione con i freni anteriori a tre ceppi autoavvolgenti, utili per aumentare la forza di arresto. Ma anche per il successivo impiego, con la trasformazione in Giulia Sprint nel 1962, dei freni anteriori a disco.

L’EPOCA DELL’EVOLUZIONE DEI FRENI

Il 1962 è quindi l’anno dell’Alfa Romeo Giulia, primissima versione della berlina, proposta anche nelle varianti cabriolet e spider. Sono numerose le innovazioni sul versante sicurezza di cui si è resa protagonista generazione dopo generazione. A iniziare dalla disposizione a quadrilateri sovrapposti delle sospensioni anteriori fino ad arrivare allo spostamento della leva del freno a mano a fianco del piantone dello sterzo. Una novità dell’epoca rispetto alla collocazione standard sotto la plancia. E se in origine i freni erano a tamburo, nell’arco di 4 anni sono stati sostituiti da un impianto a 4 dischi Dunlop. Alfa Romeo Giulia è stata per anni la berlina delle forze dell’ordine. In particolare ha rappresentato le Pantere per la Polizia e le Gazzelle per i Carabinieri. Innovazioni meccaniche anche per l’Alfetta, venduta tra il 1972 e il 1984, con la presenza per la prima volta del sistema di sospensioni ponte De Dion. Si tratta di un traliccio di tubi d’acciaio triangolare con il vertice imperniato anteriormente per garantire una migliore motricità alle ruote posteriori. Per l’Alfa Romeo 75 (o Alfa Romeo Milano), prodotta dal 1983, gli ingegneri del Biscione scelgono i freni entrobordo. Posizionati all’esterno del differenziale, sono montati direttamente sui semiassi e non sul mozzo della ruota. Tanta tecnologia a beneficio della sicurezza anche per l’Alfa Romeo 164 (1987-1997) con regolazione elettronica delle sospensioni e l’introduzione dei comandi di azionamento di vetri elettrici e bloccaggio porte.

PRIMA AUTO DELL’ANNO ALFA ROMEO, ANCHE PER LA SICUREZZA

Il 1998 è un anno storico per il Biscione perché conquista per la prima volta il premio di Auto dell’anno. Ci riesce con la berlina Alfa Romeo 156 che sbaraglia la concorrenza non solo per l’adozione del common rail. Ma anche per i sistemi di sicurezza attivi e passivi che monta di serie. Dei primi fa parte il sistema elettronico che controlla la stabilità dinamica e interviene nelle condizioni di difficoltà per aiutare il conducente. Una novità assoluta che si affianca all’MSR (Motor Schleppmoment Regelung). Si tratta della tecnologia che evita il pattinamento delle ruote in condizioni di bassa aderenza quando si scala improvvisamente di marcia. Il secondo sono gli attacchi Isofix a destra e a sinistra del sedile posteriore per fissare con facilità i seggiolini dei bambini.

IL DEBUTTO DI ALFA ROMEO DNA

È con la MiTo che fa la sua comparsa l’Alfa Romeo DNA, acronimo di Dynamic, Natural, All Weather ovvero le tre modalità di funzionamento. Si tratta del sistema di controllo con cui impostare livelli di taratura per freni, sterzo, cambio, gestione motore e soglie d’intervento dei controlli elettronici ABS e VDC. Al guidatore la possibilità di scelta tra modalità sportiva (Dynamic), normale (Normal) o fondi a bassa aderenza (All Weather). Il DNA ha trovato spazio anche nell’Alfa Romeo Giulietta del 2010, nell’Alfa Romeo 4C nel 2013 e nella Alfa Romeo Giulia nel 2016.

EURO NCAP, LA PRIMA AUTO A CINQUE STELLE E LA SICUREZZA OGGI

L’Alfa 159 (2006) e l’Alfa MiTo (2008)  sono le prime auto a ottenere 5 stelle uro NCAP, il programma europeo di valutazione delle nuove automobili. Il modello più recente a conquistare il massimo punteggio è stato Alfa Romeo Stelvio e qualche anno prima l’Alfa Romeo Giulia. A bordo del SUV trova spazio l’Integrated Brake System per aumentare la precisione sul pedale del freno. Così come il Lane Departure Warning per il riconoscimento della segnaletica orizzontale e il Forward Collision Warning ovvero l’avviso al conducente di possibile collisione. Altri punti fermi sono il Blind Spot Monitoring per il monitoraggio delle zone cieche posteriori e il Rear Cross-Path Detection per il loro monitoraggio in retromarcia. Sicurezza migliorata con l’Adaptive Cruise Control per il mantenimento della velocità di crociera e l’Hill Descent Control, prezioso nelle discese.

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