Apple car: via ai test in strada, la licenza smentisce le voci di fallimento

Il progetto Apple car sembrava in abbandono e invece l'Azienda registra 3 Lexus con 6 piloti per i test su strada in California

18 aprile 2017 - 16:28

Guida autonoma, la Terra Promessa dell'automotive? Probabilmente si, un continente tutto da esplorare che potremmo anche chiamare Land of Opportunity. Il perché è presto detto: la “massiccia” dotazione elettronica dei veicoli robot permette alle arrembanti aziende tecnologiche (leggi dell'auto-robot di Nvidia alla prova su strada) di dire la loro anche nel ben più “tradizionale” settore dell'automotive. Il digitale ha permesso a Panasonic e Sony di entrare nel settore foto e video e così l'auto robot offre a Google e Apple la possibilità di entrare nell'automotive, con quest'ultima che ha ottenuto la licenza di fare test sulle strade pubbliche della California.

UNA LUNGA LISTA La notizia riportata da Reuters risale a pochi giorni fa: Apple Inc. si è assicurata il permesso di provare veicoli autonomi sulle strade della California, un'azione che certifica così il proseguimento delle sue sperimentazioni in questo promettente settore. L'attrazione esercitata dalle auto-robot è più che testimoniata dal numero delle aziende che stanno sperimentando nel Golden State. La lista comincia infatti ad essere affollata e leggendola (è pubblicata nel sito del DMV – Department of Motor Vehicles) si scoprono diverse cose interessanti.

Il numero delle società che hanno la licenza, per esempio, ha raggiunto le 30 unità e, dato che esse sono elencate in ordine di rilascio della licenza stessa, si scopre che Apple è l'ultima in ordine di tempo mentre le prime 15 sono state: Volkswagen Group of America, Mercedes Benz, Google, Delphi Automotive, Tesla Motors, Bosch, Nissan, GM Cruise (leggi che GM ha comprato Cruise Automation per 1 miliardo di dollari), BMW, Honda, Ford, Zoox (sviluppa software di guida autonoma e l'ecosistema necessario a portarlo alla produzione), Drive.ai, Faraday & Future e Baidu USA.

SPERIMENTAZIONE A TUTTO CAMPO La lista è quindi quantomai variegata: Case tradizionali, sviluppatori software/hardware, componentisti e motori di ricerca (Nvidia e Valeo sono più avanti). Per l'esecuzione dei test Apple ha registrato, secondo quanto comunicato dal DMV, 3 veicoli e 6 piloti ed è andata sul sicuro: si tratta dei grandi SUV ibridi Lexus RX450h MY 2015, gli stessi che usa Google. Questa mossa non aggiunge quindi elementi di chiarezza sul controverso (leggi che la Apple Car sembrava andare alla deriva) progetto Titan ma dimostra comunque che a Cupertino si è deciso di proseguire con le sperimentazioni. Ricordiamo che, anche se non ha mai ammesso apertamente di star valutando la costruzione di un'auto elettrica, Apple ha reclutato decine di esperti del settore automobilistico negli ultimi anni (leggi che Apple ha strappato a Tesla il telaista Chris Porrit) e la licenza ottenuta dal DMV permette molte sperimentazioni diverse.

SVILUPPO DELL'AUTOMAZIONE Le parole dell'esperto (è stato Vice president di Ford e Chrysler) Chris Theodore, Presidente della società di consulenza Theodore & Associates, evidenziano che “questo fatto conferma ciò che da tempo si dice: Apple sta come minimo accarezzando l'idea di ottenere le capacità di prendere parte al grande 'gioco' della guida autonoma. Questa partecipazione non implica necessariamente la costruzione di automobili come si era inizialmente detto ma può limitarsi al software ed eventualmente all'hardware associato alla tecnologia autonoma”.

È utile ricordare che Steve Kenner, Director of product integrity di Apple, nello scorso novembre ha scritto alla NHTSA riguardo la regolamentazione dei veicoli autonomi. Nella sua lettera di 5 pagine si leggeva fra l'altro che “Apple sta investendo pesantemente nello studio del machine learning e nell'automazione ed è entusiasta del potenziale dei sistemi automatizzati in molti settori, compreso quello dei trasporti”. I test vanno avanti anche sulle strade pubbliche, quindi, ma la “traiettoria” seguita da Apple sembra ricalcare quella di Google-Waymo: acquisire esperienza (grazie anche alle enormi masse di dati raccolti dai loro sistemi operativi mobili) e sviluppare tecnologie autonome da cedere ai Costruttori tradizionali, in un avveramento della profezia di Carlos Ghosn, che aveva detto che Apple e Google non faranno mai soldi con le auto.

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