Anas: Ciucci si dimette

Dopo le feroci polemiche per il crollo di ponti, viadotti e strade, Ciucci se ne va

 
Anas: Ciucci si dimette Dopo le feroci polemiche per il crollo di ponti

Dopo le feroci polemiche per il crollo di ponti, viadotti e strade, Ciucci se ne va

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14 Aprile 2015 - 07:04

Tanto tuonò che piovve. Dopo le violente polemiche dovute al crollo di ponti, viadotti e strade in gestione Anas, il presidente Pietro Ciucci ha incontrato il 13 aprile mattina, presso la sede del ministero a Porta Pia, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, comunicandogli la sua intenzione di rimettere l'incarico di consigliere e di presidente di Anas a partire dall'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2014, che verrà convocata, nei termini di legge e di statuto, a metà maggio. La decisione, si legge nella nota dell'Anas, è stata presa “in segno di rispetto per il nuovo ministro al fine di favorire le più opportune decisioni in materia di governance di Anas”.

CEDIMENTI STRUTTURALI – La separazione fra Anas e Ciucci arriva al termine di un periodo di tensioni, cedimenti strutturali della rete stradale. Una decisione, quella del presidente dell'ente gestore della rete stradale e autostradale di interesse nazionale, “condivisa e molto apprezzata”, commentano al ministero dei Trasporti subito dopo l'incontro. Un incontro che viene raccontato come “molto franco” in cui il governo Renzi ha chiaramente lasciato intendere che un passo indietro di Ciucci sarebbe stato gradito.

SICILIA BOLLENTE – L'ultima criticità della rete stradale italiana ha riguardato la Sicilia: è stato chiuso il tratto di autostrada che collega Palermo con Catania per il cedimento di un pilone, a causa di una frana, con i danni derivati dal fatto che l'isola è rimasta tagliata in due. La struttura in cemento dovrà essere rimossa e i lavori potrebbero durare anni. Dopo che già era crollato il viadotto sulla Palermo-Agrigento a cavallo di fine 2014-inizio 2015.

C'È GRANDE FERMENTO – La situazione al vertice si è fatta sempre più tesa. Prova ne sono state anche le dimissioni di Sergio Dondolini, direttore generale della Sicurezza stradale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dall'incarico in Anas. Già Maria Cannata si era dimessa in precedenza. Nei giorni scorsi, parlando alle agenzie, Ciucci ha citato per la prima volta la possibilità di lasciare la guida di Anas, dopo nove anni: “Nessun timore e nessun problema”, diceva a fine marzo: “Il mio mandato scade formalmente fra un anno e in base alla legge corrente non potrei essere rinnovato ma, come ho già avuto modo di ripetere, il mio mandato è sempre a disposizione dell'azionista”. Di lì a pochi giorni, avrebbe di nuovo specificato di “non dimettersi” ma di “non essere attaccato alla poltrona”. Il fatto è che l'Anas è al centro di grandi polemiche anche perché il suo nome è spuntato nelle carte delle inchieste sulla corruzione e i cedimenti strutturali delle strade. Sul primo versante, lo stesso Ciucci ha recentemente precisato in un'intervista a Repubblica: “Oggi questa azienda non ha niente a che fare con le tangenti. Siamo citati in tre paginette su 268, ma non ci sono fatti corruttivi, solo telefonate intercettate”. Ma, alla fine, dopo ripetute ondate di polemiche, crolli e pettegolezzi, Ciucci s'è dimesso. Romano, 65 anni, è stato nominato presidente Anas nel 2006 e amministratore unico nel 2011. Dal 2013, gli è stato conferito anche l'incarico di amministratore delegato. Ha lavorato all'Iri dal 1987 al 2000 e per oltre 10 anni, dal 2002 al 2013 è stato anche amministratore delegato della Società Stretto di Messina.

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