Alfa Romeo: la nuova gamma per il 2020

FCA presenta agli investitori un nuovo programma per il lancio dei modelli con un piano di investimenti di oltre 5 miliardi di euro

9 dicembre 2015 - 13:50

Fca è sicuramente in uno stato di salute ottimale, ma, considerato il periodo, come tutti i costruttori sta rivedendo alcune strategie di mercato per ottimizzare i bilanci, rispettando il più possibile gli obiettivi prefissati. Lo stesso Marchionne aveva detto qualche giorno fa che l'azienda avrebbe annunciato a gennaio 2016 alcuni aggiustamenti per tutte le marche del Gruppo; qualche informazione però è trapelata da quanto detto agli azionisti nelle passate ore, in maniera particolare a riguardo di Alfa Romeo, con nuovi dettagli fino al 2018. Ecco le novità della futura gamma del Marchio del Biscione.

NUOVA DECISIONE – Grazie a un documento (foto sotto) che Fca ha presentato agli azionisti per informarli sull'andamento dei marchi in questo 2015 e su quanto avverrà per ognuno di essi nei prossimi anni, è possibile delineare qualche nuovo dettaglio strategico in merito ad Alfa Romeo. La revisione porterà il Marchio del Biscione a ridurre alcuni investimenti e a posticipare il completamento della gamma, come si evince dalla seguente dicitura ufficiale “attività di ricerca e sviluppo, produzione ed investimenti sui prodotti verranno ridotti fino al 2018”; alla fine è possibile leggere che “la gamma (Alfa Romeo) verrà ora completata a metà 2020”. Ad ogni modo tutto ciò non cancella l'impegno che Alfa Romeo si è assunto da tempo, promettendo un rinnovamento della gamma con automobili nuove, diverse, più affascinanti, più sportive, più tecnologiche e quindi un listino degno del Marchio italiano. L'obiettivo di vendita per il 2018 resta comunque fissato (almeno per il momento ma nuovi aggiornamenti potrebbero arrivare nei prossimi mesi) in 400 mila unità vendute in tutto il mondo.

I MOTIVI DEL NUOVO PIANO – Sono almeno due i motivi che hanno illuminato l'adeguamento del piano strategico di Alfa Romeo: il rallentamento del mercato cinese e il bisogno di una nuova rete di vendita. In merito al primo, se ne è parlato tanto e insieme al Marchio italiano sono “andati in crisi” un po' tutti i costruttori che puntavano forte sulla Cina (leggi il “cambio di rotta” imposto da Marchionne).  Qui Alfa Romeo intende lanciare la berlina e il Suv di segmento E, destinati ai segmenti “premium”: purtroppo però il mercato dell'automobile nella Terra del Dragone sta fermando la sua corsa, sicuramente per alcuni fattori esterni, forse anche per la fisiologia stessa di un mercato che ha tanto trainato le cifre povere di altri Paesi con meno richiesta; ad ogni modo, considerando che tutti gli addetti ai lavori lo considerano in ripresa, per il momento è comunque indicato non “soffocarlo di proposte” dal momento che la sazietà e l'impossibilità di acquisto la fanno da padrona. In merito al bisogno di una nuova rete di vendita (soprattutto in Nord America e Asia) è evidente che si tratta di un'esigenza primaria, perché le Alfa Romeo dei prossimi anni saranno auto più costose ed esclusive, quindi i concessionari dovranno aumentare di numero e soprattutto in qualità, adeguandosi al blasone dei nuovi modelli e trasmettendolo alla clientela.

I NUOVI MODELLI – Lo sguardo verso il futuro di Alfa Romeo non vede ostacoli e promesse che non potranno essere mantenute, anzi, i nuovi modelli annunciati già tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre passato verranno tutti prodotti e lanciati, solo con un “piccolo ritardo”, che farà slittare la programmazione al 2020 (leggi qui la programmazione prevista da Fca nel mese di luglio passato). Verrà mantenuto anche l'investimento di circa 5 miliardi di Euro previsti per i prossimi modelli nuovi del Biscione: esclusa la Giulia, che conosciamo e sappiamo arriverà alla metà del prossimo anno, il secondo modello dovrebbe essere una Suv (delle dimensioni di un'Audi Q5, tanto per fare un esempio) seguita dalla nuova Giuletta, da una berlina di prestigio (concorrente della BMW Serie 5, per orientarci) dalla Giulia coupé, da una Suv più grande (tipo Bmw X5) e da una sportiva d'alta gamma. In merito ai “dettagli cronologici”, voci “di corridoio” mormorano che lo slittamento della data di debutto sul mercato dovrebbe riguardare il Suv di segmento D basato sulla Giulia (che potrebbe arrivare nel 2017 e non nel secondo semestre del prossimo anno), e i modelli di segmento E, la futura ammiraglia ed il secondo Suv che slitteranno al biennio 2018-2019. Possibile cambio di programma anche per la Giulia Sportwagon, un modello di fatto ancora in dubbio, che difficilmente arriverà sul mercato prima del 2018.

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